Saipem-Subsea7, dal Brasile il sì definitivo alla fusione. Ma i norvegesi dovranno cedere una nave
Saipem-Subsea7, dal Brasile il sì definitivo alla fusione. Ma i norvegesi dovranno cedere una nave
La decisione del tribunale dopo il ricorso di Petrobras e degli altri operatori petroliferi che temevano limitazioni alla concorrenza nelle gare. Ora tocca a Bruxelles sbloccare il dossier

di Angela Zoppo  04/11/2026 16:50

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Dal Brasile arriva il via libera definitivo alla fusione tra Saipem e Subsea7. Il tribunale del Cade (Conselho Administrativo de Defesa Econômica), l’antitrust brasiliano, ha approvato l’operazione che porterà alla creazione di Saipem7, subordinatamente al rispetto degli impegni assunti dalle parti nel merger control agreement.

Rispetto al via libera senza condizioni ottenuto il 23 giugno scorso, dopo il ricorso di Petrobras e altri operatori energetici, Subsea7 e Saipem si sono impegnate a cedere la nave Seven Borealis della flotta del gruppo norvegese in risposta ad alcuni rilievi concorrenziali sollevati dal tribunale del Cade durante l’istruttoria.

Dopo l’annuncio, alle 17 del 4 novembre, a Piazza Affari il titolo Saipem è in rialzo di circa l’1% a 4,37 euro.

Gli impegni di Saipem e Subsea7

«L’impegno prevede specifiche disposizioni volte a garantire la continuità nell’esecuzione dei progetti inclusi nel portafoglio ordini esistente», precisano da Saipem, specificando che «si prevede che la cessione non abbia impatti significativi sul razionale strategico della prospettata fusione e si confermano le sinergie precedentemente annunciate al mercato».

Subsea7 (che al successo dell’operazione ha legato un riacquisto di azioni) e Saipem «ribadiscono il pieno impegno nella realizzazione della prospettata operazione di fusione e continueranno a collaborare costruttivamente con le autorità competenti per assicurare il tempestivo soddisfacimento (o, laddove applicabile, la rinuncia) delle restanti condizioni previste dal progetto comune di fusione approvato dagli azionisti di entrambe le società» si legge nel comunicato del 4 novembre.

La palla a Bruxelles

Adesso tocca all’Antitrust europeo, che tiene ancora ferma la procedura. Dopo la notifica del 16 giugno ha aperto un'indagine approfondita avviata il 22 luglio, concentrata soprattutto sulla concorrenza nei servizi offshore. Il 25 agosto la Commissione ha sospeso i termini dell'istruttoria, facendo saltare la precedente scadenza del 26 novembre, vigilia della data prevista per il closing. (riproduzione riservata)