Partita come piattaforma per i piccoli pagamenti di tutti i giorni tra privati e nei negozi, Satispay punta oggi a diventare un punto di riferimento più ampio per la gestione delle finanze personali. Dall’ingresso nel welfare aziendale ai nuovi servizi di investimento, la società guarda al lungo periodo: creare un’unica app capace di semplificare i servizi finanziari e aiutare gli italiani a costruire risparmio e pensione. In questo colloquio con il ceo e co-fondatore Alberto Dalmasso, si parla di strategia, innovazione e del ruolo che il welfare e l’educazione finanziaria possono avere nel futuro degli italiani.
Domanda. Da dove è partito il percorso di evoluzione di Satispay?
Risposta. Siamo partiti dai pagamenti più semplici e frequenti, quelli quotidiani: il caffè al bar, i piccoli acquisti nei negozi, lo scambio di denaro tra privati, i pagamenti online o i bollettini. L’idea è sempre stata iniziare dall’alta frequenza. Se riesci a diventare l’app che una persona usa ogni giorno per pagare un caffè, diventi un’abitudine. La frequenza d’uso è importante perché crea relazione. Più un servizio viene utilizzato nella vita quotidiana, più diventa naturale continuare a usarlo anche per altre funzioni finanziarie. È così che si costruisce un ecosistema.
D. Nel 2023 siete entrati nel welfare aziendale. Come è nata questa scelta?
R. È stata una naturale evoluzione. Avevamo già una rete ampia di esercenti, circa 400 mila, e molte categorie che potevano accettare buoni pasto. Entrando nel welfare aziendale abbiamo aumentato la frequenza d’uso: un utente che faceva magari 15 pagamenti al mese poteva aggiungerne altri legati ai buoni pasto. Inoltre questo passo ci ha portato a lavorare anche con le aziende, non solo con consumatori ed esercenti.
D. Che risultati avete visto con questa integrazione?
R. All’inizio circa il 65% dei dipendenti che ricevevano buoni pasto tramite noi erano già utenti dell’app. Oggi siamo circa al 50-50 tra chi era già utente e chi scopre l’app proprio attraverso il welfare aziendale. È un doppio effetto: utenti già attivi diventano ancora più coinvolti e nuovi utenti iniziano a usare la piattaforma. Oggi più di 40 mila aziende utilizzano i nostri servizi di welfare aziendale. E ci ha fatto capire che il welfare è un macro-trend europeo, proprio come la digitalizzazione dei pagamenti.
D. Perché il welfare aziendale sta diventando così importante?
R. Perché le economie europee sono sempre più sotto pressione sul fronte della spesa pubblica. Pensioni, salute e istruzione richiedono risorse che spesso gli Stati faticano a garantire completamente. Il welfare aziendale diventa quindi uno strumento integrativo molto rilevante. In Italia sempre più servizi passeranno attraverso le aziende che stanno diventando un punto di riferimento per offrire ai dipendenti strumenti di protezione, risparmio e pianificazione finanziaria.
D. In questo contesto si inseriscono anche i fondi pensione che rappresentano un elemento chiave del futuro del welfare...
R. Attraverso la nostra app oggi è già possibile collegare il proprio fondo pensione, ma vogliamo fare molto di più: offrire strumenti di educazione finanziaria che aiutino le persone a capire meglio concetti come l’interesse composto e la pianificazione di lungo periodo.
D. Pensate anche a servizi di consulenza?
R. Stiamo valutando diverse opzioni. Potrebbero esserci collaborazioni con consulenti finanziari indipendenti o servizi dedicati alle aziende, in modo che i dipendenti possano avere un quadro chiaro della propria situazione pensionistica e finanziaria.
D. Parliamo di investimenti. Perché avete scelto di partire con strumenti semplici come il fondo monetario lanciato un anno fa e i tre fondi che hanno debuttato a inizio 2026?
R. Volevamo partire dalla soluzione più accessibile possibile. Molti utenti mettono da parte pochi euro alla volta. Per questo abbiamo privilegiato strumenti diversificati e semplici, come fondi senza costi di sottoscrizione, adatti anche a chi investe piccoli importi.
D. In futuro vedremo anche Etf o trading?
R. Probabilmente sì, ma non era la nostra priorità iniziale. Trading ed Etf sono strumenti più evoluti e richiedono investimenti più consistenti. Il nostro obiettivo era prima creare una base semplice per chi non ha mai investito.
D. Qanti investitori avete raggiunto?
R. Abbiamo superato i 300 mila investitori attivi. I tre nuovi fondi sono partiti da poco ma stiamo già vedendo un forte utilizzo dei piani di investimento ricorrenti, con depositi giornalieri, settimanali o mensili.
D. Quale fondo sta attirando più interesse?
R. Sorprendentemente l’azionario globale. È un segnale positivo: vuol dire che molti utenti stanno iniziando a ragionare in ottica di lungo periodo.
D. Qual è oggi l’intento di Satispay?
R. Abbiamo aggiornato il nostro obiettivo: Empower People Through Finance. La nostra missione è rendere i servizi finanziari semplici e accessibili. Vogliamo che le persone possano migliorare la propria vita grazie a strumenti finanziari comprensibili e facili da usare.
D. In sintesi dove state andando?
R. Siamo partiti dai pagamenti, ma stiamo costruendo una piattaforma finanziaria completa: pagamenti quotidiani, welfare aziendale, investimenti e strumenti per la pensione. L’obiettivo è accompagnare le persone in tutte le fasi della loro vita finanziaria. (riproduzione riservata)