Guida un’Opel Corsa, viaggia in classe economica e non ama ostentare la ricchezza. Ma quando Luca Rinaldo Contardo Padulli di Vighignolo compra, le cifre sono da capogiro. Quaranta milioni per un palazzo nel Quadrilatero della moda di Milano nel 2024. E altri 46 che potrebbe spendere ora per assicurarsi Casa Bellotti, in via Brera 10. È l’aristocratico milanese che possiede più terre di molti lord inglesi, ma di cui è difficile trovare foto recenti.
Classe 1955, laureato alla Bocconi, Padulli proviene dalla nobiltà lombarda. La sua specialità, però, è stata scoprire valore negli asset in crisi. Nel 1993, mentre il gruppo Ferruzzi affondava nei debiti e Montedison passava sotto il controllo delle banche, cominciò a comprarne titoli attraverso Codelouf, scommettendo sul risanamento di Guido Rossi poi puntualmente avvenuto. Nel maggio 1996 deteneva ufficialmente il 4% di Montedison; il Wall Street Journal attribuiva alla sua cordata il 19%. Propose a Luigi Lucchini di scorporare Edison, Eridania e Antibioticos per valorizzare la holding. Il titolo salì di oltre il 4%, ma l’ad Enrico Bondi respinse il piano. Ad agosto Codelouf era scesa allo 0,12%.
Intanto Padulli aveva individuato un altro investimento: la terra. Le attività agricole britanniche riconducibili ad Albanwise coprono circa 12 mila ettari fra Norfolk e Yorkshire, tra aziende agricole e residenze storiche. Nel 2017 acquistò West Heslerton, villaggio dello Yorkshire; due anni dopo Luggala, ex proprietà dei Guinness nella contea irlandese di Wicklow, circa duemila ettari fra laghi e montagne.
Il cuore finanziario dell’impero sono però i diritti immobiliari. Attraverso realtà come Albanwise e Wallace Estates è stato associato ai freehold di circa 100 mila abitazioni britanniche: non centomila case, ma diritti su immobili in leasehold capaci di generare rendite pluridecennali. Nel 2023 Albanwise ha rivalutato gli investimenti immobiliari da 246 a 284 milioni di sterline, riportando utili ante imposte per 35,6 milioni, contro 1,6 milioni un anno prima: un balzo dovuto in gran parte a rivalutazioni contabili. NatWest ha descritto anche un rifinanziamento da 110 milioni di sterline.
Il modello non è stato esente da polemiche. Dopo l’incendio della Grenfell Tower, il sistema dei leasehold è finito sotto accusa per i costi degli adeguamenti antincendio. La stampa ha chiamato in causa anche Albanwise Wallace Estates per le somme richieste ad alcuni residenti; la società ha negato comportamenti scorretti.
Cofondatore della società di gestione Camomille Associates, Padulli ha investito anche nell’arte. Nel 2017 il Getty Museum di Los Angeles acquistò dalla sua collezione sedici disegni di antichi maestri e un Watteau. Valore stimato: 100 milioni di dollari.
Poi il ritorno a Milano. Padulli possedeva il 10,6% di Reale Compagnia Italiana, cassaforte di tredici immobili prestigiosi milanesi e della Galleria Subalpina di Torino. La vendita a Blackstone nel 2021, in un’operazione da circa 1,3 miliardi, gli avrebbe fruttato, secondo Milano Finanza, 120 milioni. Nel 2024 ha acquistato per circa 40 milioni il palazzo di via Bagutta 20, tremila metri quadrati su otto livelli. Ora avrebbe puntato Casa Bellotti, proposta a 46 milioni: nessun acquisto risulta concluso.
Anche gli assetti societari si muovono. Dai registri di Companies House risulta che il 20 marzo 2026 Perseverance Limited, società di Gibilterra, ha cessato di figurare fra i soggetti con controllo significativo di Albanwise Wallace Estates. Sono stati indicati Padulli, Emma Mauger e Janine Grant nell’ambito di una struttura fiduciaria. Non è chiaro se siano cambiate le quote economiche dei beneficiari.
Quanto vale il patrimonio del conte? Non esiste una stima consolidata pubblica. E fra immobili, terreni, partecipazioni e debiti, il valore degli asset non equivale alla ricchezza netta. Trentatré anni dopo il crac Ferruzzi, Padulli continua a cercare valore dove altri vedono complessità. Senza bisogno di mettersi in mostra: il denaro, per lui, serve soprattutto a comprare. (riproduzione riservata)