Dai soci Mundys e Partners Group dietrofront sulla vendita di Telepass
Dai soci Mundys e Partners Group dietrofront sulla vendita di Telepass
Insoddisfacenti le quattro offerte pervenute, fra cui quelle di Advent e Morrison. Valutazioni di molto inferiori ai 3,5-4 miliardi richiesti. Nel medio periodo spunta l’opzione ipo

di di Andrea Deugeni 01/04/2026 20:00

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Dietrofront su Telepass. Mundys e il gruppo svizzero di private equity Partners Group, rispettivamente primo e secondo azionista con il 51% e 49% del capitale, rinunciano alla vendita della società del telepedaggio guidata da Luca Luciani. Martedì sera, 31 marzo, sono arrivate le offerte non vincolanti a Ubs e Mediobanca, advisor incaricati da Partners per la cessione della sua quota di minoranza.

Le origini dell'investimento e la valutazione di Telepass

Gli svizzeri erano entrati nel gruppo dei pagamenti che consente di saltare le code al casello autostradale in Italia e in alcuni Paesi europei nel 2021, rilevando la quota direttamente dall’ex Atlantia per 1,056 miliardi di euro e dunque valorizzando il 100% della società circa 2,1 miliardi.

Mundys, che ha sempre definito l'asset come strategico anche perché perfettamente integrata nel business della mobilità (gestisce concessioni autostradali e aeroportuali soprattutto in Europa), si era però impegnata a valutare eventuali offerte nel caso in cui le valutazioni per il 100% avessero superato quota 3,5-4 miliardi di euro. Scenario che non si è realizzato.

Le offerte ricevute e la decisione di Mundys

Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, sul tavolo degli advisor sono state recapitate quattro offerte non vincolanti, fra cui quelle dei fondi Advent, Morrison e forse anche di Stonepeak e di Warburg Pincus, tutte di ammontare di molto inferiore ai 3,5 miliardi di euro richiesti. Così ieri, al termine di un confronto fra i due venditori, la holding infrastrutturale controllata al 57% da Edizione e guidata da Andrea Mangoni ha deciso di tenersi l’asset.

Sono prevalse le considerazioni sull’andamento in forte crescita del business Telepass, dopo il repricing delle offerte messe a segno dal ceo Luca Luciani negli ultimi due anni e la spinta commerciale che ha portato le scatolette gialle e grigie (obu) con cui si paga il pedaggio a distanza e che si installano in macchina a superare quota 10 milioni.

I risultati finanziari e le prospettive di quotazione

Nel 2024 il fatturato di Telepass era stato di 436 milioni di euro, mentre lo scorso anno i ricavi hanno superato 500 milioni, con un tasso di crescita del 20% negli ultimi tre mesi del 2025. Le valutazioni del socio di controllo hanno convinto anche Partners Group a congelare l’operazione, attendendo una finestra di mercato in grado di valorizzare adeguatamente la società.

Difficile dire quando la procedura sarà riaperta. Si parla di medio-lungo periodo e tutte le opzioni per l’exit sono aperte. Si ipotizza addirittura una quotazione che nel prossimo futuro potrebbe riportare un’ipo di peso in una Piazza Affari che lo scorso anno ha registrato 198 delisting.

Gli altri soggetti interessati al dossier

Nei mesi scorsi, in fase di sollecitazione del mercato, sul dossier si erano affacciati anche il gruppo autostradale portoghese Brisa, il fondo pensione Apg, la francese InfraVia Capital Partners e la società emiratina del telepedaggio Salik. Sembra che in un primo momento l’operazione sia stata studiata anche da Bending Spoons. (riproduzione riservata)