Leonardo investirà 1,2 miliardi di euro nella transizione energetica, trasferendola negli obiettivi del piano industriale 2026-30. Il gruppo guidato dal ceo Lorenzo Mariani (che ha ridefinito le funzioni di vertice) ha presentato il 23 giugno il Transition Plan 2026, che stanzia le risorse destinate agli obiettivi di transizione climatica e alla mitigazione dei rischi connessi. Il 79% delle fonti di finanziamento di Leonardo risulta già in linea con i parametri Esg «a conferma della crescente integrazione tra sostenibilità, strategia finanziaria e gestione del capitale», spiegano dal gruppo.
Il Transition Plan 2026 si articola su tre pilastri: Ambition, Actions e Accountability, che comprendono strategia climatica, investimenti, gestione delle risorse naturali e circolarità. I risultati già conseguiti, sottolinea Leonardo, «confermano la solidità del percorso intrapreso». A fronte di una crescita dei ricavi del 41% (baseline al 2019), il gruppo ha ridotto le emissioni dirette Scope I e Scope II Mb (Market Based) del 44% (baseline al 2020), registrando una riduzione del 32% degli acquisti di energia elettrica dalla rete esterna, del 23% dei prelievi idrici e del 22% dei rifiuti.
Procede intanto l’iter che dovrebbe portare al lancio di Bromo, la joint venture dei satelliti con Airbus e Thales. Mariani ha confermato di voler portare avanti il progetto. Secondo il Financial Times, i partner stanno intensificando i contatti con la Commissione Europea perché approvi il progetto e sostenga il consolidamento del settore spaziale europeo, considerato necessario per competere con operatori di Stati Uniti e Cina.
Mariani si è gia espresso sul progetto, affermando di attendersi che tutte le autorizzazioni necessarie arrivino entro la seconda metà del 2027, consentendo così l’avvio operativo dell’alleanza, vista come «il futuro dello spazio in Europa in termini di business».
Bromo sarà effettivamente uno dei primi dossier a confrontarsi con il nuovo approccio europeo alle concentrazioni industriali, pensato per favorire la nascita di campioni continentali in grado di competere con i grandi gruppi statunitensi e cinesi. Anche alla luce del nuovo approccio, Mariani si è detto fiducioso sulla possibilità di ottenere il via libera delle autorità europee, osservando che anche le organizzazioni sindacali hanno compreso la rilevanza strategica dell’operazione per il futuro dell’industria spaziale del continente. (riproduzione riservata)