Da Goldman Sachs due bond con taglio minimo 100 euro (o dollari) e cedole decrescenti. Ecco quanto rendono
Da Goldman Sachs due bond con taglio minimo 100 euro (o dollari) e cedole decrescenti. Ecco quanto rendono
I due titoli hanno durata 15 anni e sono richiamabili dall’emittente

di Marco Capponi 22/01/2026 11:57

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Euro/Dollaro
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Spread
75,41 17.30.21

-1,86

Riparte la corsa dei grandi emittenti bancari internazionali a offrire obbligazioni agli investitori individuali italiani. Rientra in questo filone la mossa di Goldman Sachs, che ha emesso due titoli retail a lunga scadenza (15 anni), con tagli minimi particolarmente contenuti (100 euro o dollari Usa), cedole fisse decrescenti e la possibilità per l’emittente di richiamarli dopo un certo tempo.

Il bond in euro dal 7,5%

Il primo dei due titoli è denominato in euro, contrassegnato dal codice Isin XS2688619555 e offre cedole annuali lorde decrescenti pari al 7,5% annuo per i primi due anni, con progressiva riduzione fino al 2% annuo negli ultimi cinque.

L’emissione ha un ammontare massimo di 80 milioni di euro. È prevista annualmente, a partire dal secondo anno fino al quattordicesimo, la facoltà per Goldman di rimborsare anticipatamente il titolo al 100% del valore nominale. In tal caso, va da sé, la durata del bond risulterebbe inferiore a 15 anni, con conseguente diminuzione dei proventi complessivi dell’investimento. Attualmente, calcola Skipper Informatica, il titolo ha un rendimento a scadenza lordo annuo del 3,65% e netto del 2,66%.

L’emissione in dollari dall’11%

Si passa poi al titolo in dollari Usa, con codice Isin XS2814522319. Anch’esso ha un ammontare massimo di 80 milioni e prevede, per l’emittente, la facoltà di rimborso anticipato dal secondo anno al quattordicesimo.

In questo caso le cedole lorde iniziali sono dell’11% annuo per i primi due anni, e scendo fino al 2% degli ultimi cinque. In questo caso il rendimento effettivo lordo calcolato da Skipper è pari al 5,01% annuo, che passa al 3,61% dopo la tassazione pari al 26%. I rendimenti più elevati non devono comunque far dimenticare il rischio di cambio di questi titoli, soprattutto se il dollaro dovesse continuare a indebolirsi come è successo nell’ultimo anno. (riproduzione riservata)