Da Fantozzi ai poliziotteschi, Rti rinnova i diritti sui film
Da Fantozzi ai poliziotteschi, Rti rinnova i diritti sui film
Proroga dello sfruttamento commerciale per 70 anni a favore della partecipata di Mfe su 65 opere cinematografiche

di di Giulia Venini 18/08/2026 21:50

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Reti Televisive Italiane, partecipata del gruppo Mfe (Media For Europe, l’ex Mediaset) che gestisce soprattutto attività televisive e diritti audiovisivi, ha prorogato lo sfruttamento cinematografico su sessantacinque titoli tra cult a lavori afferenti al genere poliziesco e più osé, da Il secondo tragico Fantozzi di Luciano Salce a Il corsaro nero, tratto dai romanzi di Emilio Salgari e diretto da Sergio Sollima, per arrivare al cacciatore di taglie in Mannaja di Sergio Martino e Tutti defunti... tranne i morti di Pupi Avati, passando per diverse pellicole sexy di Joe D’Amato della saga di Emmanuelle.

Il cinema degli anni Settanta

La maggior parte di questi titoli riguarda la seconda metà degli anni Settanta, periodo in cui è fiorito il cinema popolare e di genere italiano. Se infatti da una parte continuava il grande cinema d’autore di registi come Visconti, Fellini, Pasolini, dall’altra esplodevano poliziotteschi, spaghetti western, horror, thriller e commedie spesso diventati dei veri cult. È l’epoca di Fantozzi, della coppia Bud Spencer-Terence Hill, dei registi di genere tanto amati (e rivalutati) da Quentin Tarantino come Lucio Fulci e Fernando Di Leo e della commedia all’italiana con l’onnipresente Edwige Fenech sotto la doccia.

Perché l’avviso 

L’elenco pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dalla società presieduta da Niccolò Querci indica Rti come «cessionaria dei diritti di utilizzazione economica» dei film elencati, e la pubblicazione in Gazzetta serve a rendere pubblico e ufficiale l’avviso anche nei confronti di eventuali soggetti titolari di diritti. La società del gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi dichiara infatti di non essere riuscita a trovare o contattare tutte le persone che potrebbero avere un interesse o un diritto sui film. Rti si richiama alle norme del decreto legislativo 154 del 1997, che ha esteso la durata dei diritti di utilizzazione economica fino alla fine del settantesimo anno successivo alla morte dell’ultima persona sopravvissuta tra il direttore artistico, gli autori della sceneggiatura compreso l’autore del dialogo, e l’autore della musica appositamente composta per il film.

Dalle pellicole più pettinate a quelle più grezze

Così il pubblico potrà fruire per altri 70 anni tramite i canali Mediaset (o di chi vorrà acquisirne i diritti) di un vasto elenco di pellicole che include L’innocente di Luchino Visconti, che ottenne il David di Donatello per la musica di Franco Mannino, e Caro Michele di Mario Monicelli, regista di Amici Miei e di I Soliti Ignoti. Il film fece vincere alla protagonista Mariangela Melato il David di Donatello 1977 come migliore attrice mentre Monicelli vinse l’Orso d’argento per la regia.

Ci sono però molte pellicole che non vengono ricordate dai più per i riconoscimenti ottenuti: il già citato Il secondo tragico Fantozzi (1976) è uno dei titoli più importanti e noti dell’intera lista, seguito dal successo popolare di I due superpiedi quasi piatti (1977) di E.B. Clucher (pseudonimo per Enzo Barboni) con Bud Spencer e Terence Hill, passando dal cult internazionale del thriller italiano Sette note in nero (1977) di Lucio Fulci e dal notorio Keoma (1976) di Enzo G. Castellari, un grande esemplare del sottogenere cinematografico «spaghetti western».


Tra i poliziotteschi compaiono i cult Il cinico, l’infame e il violento di Umberto Lenzi e La Banda del trucido, per la regia di Stelvio Massi, uno dei film che ha lanciato Thomas Milian e il personaggio del commissario Er Monnezza, nonché I padroni della città di Fernando Di Leo. Folto l’elenco di pellicole che hanno contrassegnato il cinema comico-erotico già dai titoli immaginifici, come gli ormai dimenticati Atti impuri all'italiana firmato da Oswald Bray (pseudonimo di Oscar Brazzi), Cara dolce nipote, diretto da Andrea Bianchi, o L’inquilina del piano di sopra di Ferdinando Baldi.

Mediaset l’aveva già fatto nel 2021

Non è la prima volta che Mediaset procede al rinnovo dei diritti sui vecchi film: nel 2021 aveva esteso fino al 2100 lo sfruttamento commerciale su altre 159 pellicole tra le quali Brancaleone alle crociate, La classe operaia va in paradiso, Mimì metallurgico ferito nell’onore, ma anche western come Testa t’ammazzo, croce sei morto! Mi chiamano Alleluja e commedie sexy come Il merlo maschio. (riproduzione riservata)