Da Cdp a Poste il 20% del Polo Strategico Nazionale
Da Cdp a Poste il 20% del Polo Strategico Nazionale
Il gruppo postale sottoscrive il contratto di acquisto e tramite Tim salirà al 65%. Leonardo verso il restante 35%

di di Anna Messia 22/09/2026 20:00

Ftse Mib
52.095,83 7.56.33

-0,53%

Dax 30
25.578,85 23.50.46

+0,02%

Dow Jones
51.863,69 7.03.45

-0,36%

Nasdaq
27.243,24 7.25.15

+0,45%

Euro/Dollaro
1,1426 7.45.19

-0,04%

Spread
89,62 17.30.14

+1,04

Ha preso ufficialmente il via il riassetto del capitale azionario del Polo Strategico Nazionale (Psn), la società nata per realizzare e gestire l’infrastruttura cloud della pubblica amministrazione italiana guidata dall’amministratore delegato Emanuele Iannetti. La sottoscrizione del contratto di acquisto da parte di Poste Italiane del 20% delle azioni di Psn detenute da Cassa Depositi e Prestiti tramite Cdp Equity, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, è stata infatti firmata a metà giugno e il passaggio effettivo delle azioni è atteso entro l’anno contestualmente al closing.

Il ruolo di Poste Italiane e gli obiettivi del Pnrr

La mossa era stata annunciata dal ceo Matteo Del Fante nei mesi scorsi ed è destinata a portare Poste Italiane al 65% della società, che rappresenta uno dei pilastri del progetto di trasformazione digitale del Paese, inserito all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con l’obiettivo di portare entro la fine dell’anno il 75% delle amministrazioni italiane a utilizzare i servizi cloud.

I passaggi di quote tra Tim, Leonardo e Sogei

Quando dopodomani sarà completata l’opas su Tim (con Poste oggi al 70,5%), che prevede a valle il delisting e la fusione della società tlc, il gruppo postale riceverà in dote un ulteriore 45% di Psn arrivando quindi complessivamente al 65% del capitale. E non è l’unico passaggio di proprietà previsto nel capitale del Polo Strategico Nazionale: anche Leonardo, già azionista con il 25% della società guidata da Iannetti, avrebbe infatti avviato le procedure per rilevare un ulteriore 10% detenuto al momento da Sogei e salire così al 35%.

I conti di Sogei e la redditività di Psn

Nessuna indicazione è arrivata finora sul valore delle quote che dovranno passare di mano. Sogei nell’ultimo bilancio ha iscritto la propria partecipazione a 7 milioni di euro, rimarcando però le prospettive di crescita del Polo Strategico Nazionale. «Il risultato d’esercizio 2025 di Psn, approvato dal consiglio di amministrazione il 19 marzo 2026, evidenzia una perdita di esercizio di 14.572.632 euro rispetto alla quale tuttavia Sogei non ritiene di dover effettuare alcuna svalutazione ritenendo l’andamento coerente con la fase ancora iniziale di sviluppo della società e considerate le prospettive di crescita, che evidenziano un ebitda 2025 positivo (12 milioni, ndr) e un significativo incremento dei ricavi del +77% (454 milioni, ndr) rispetto all’anno precedente», si legge ancora nel documento.

Il Pnrr ha previsto tra l’altro una dotazione di 900 milioni di euro a favore delle pubbliche amministrazioni centrali e sanitarie per i servizi erogati da Psn e un altro miliardo è stato stanziato per la migrazione verso il cloud da parte di scuole e Comuni. (riproduzione riservata)