A sorpresa e senza preavviso si è dimesso Bruno Frattasi, direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn). La notizia, secondo quanto trapela da fonti di governo, segna un cambio improvviso ai vertici di uno dei principali presìdi della sicurezza digitale italiana.
Frattasi, 70 anni, prefetto, lascia quindi la guida dell’agenzia istituita per proteggere le infrastrutture strategiche del Paese dalle minacce informatiche, in una fase in cui il tema della cybersicurezza è sempre più centrale a livello nazionale ed europeo.
Frattasi, che guidava l’Agenzia dal marzo del 2023, avrebbe già fatto recapitare a Palazzo Chigi la sua lettera di dimissioni, dove giustifica la scelta per «motivi personali».
Un’altra casella da riempire per il governo Meloni oltre a quelle più urgenti di Consob, dove il mandato dell’ex presidente Paolo Savona è scaduto da oltre un mese e Antitrust, dove la presidenza di Roberto Rustichelli è scaduta il 4 maggio.
Secondo le prime indicazioni, al suo posto sarebbe pronto Andrea Quacivi, manager di 55 anni, ex Wind, cresciuto nel settore dei big data e dei servizi informatici, ha maturato una lunga esperienza alla guida di aziende tecnologiche e come amministratore delegato di Sogei, società pubblica che opera nei servizi informatici del Ministero dell’economia e delle finanze dal 2017 al 2023.
Da novembre 2024 ricopre il ruolo di responsabile della direzione “Ricerca e Progetti Europei” sempre della società del Mef e, da luglio 2020, è amministratore delegato di Geoweb. La nomina non è ancora ufficiale, ma il suo nome circola con insistenza negli ambienti governativi e pare che venerdì, 22 maggio, il suo nome sarà proprio all’attenzione del Consiglio dei Ministri.
Il cambio alla guida dell’Acn avviene in un momento delicato per la gestione della sicurezza digitale. L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale è stata, infatti, recentemente al centro di polemiche proprio per le vulnerabilità dei sistemi informatici pubblici e di grandi aziende, messe in evidenza da una serie di attacchi hacker. Tra questi l’attacco agli Uffizi, quello contro Almaviva con la diffusione sul dark web di dati sensibili legati a Ferrovie dello Stato e Difesa, e l’episodio che ha coinvolto Ibm con presunti accessi a sistemi della Pubblica amministrazione. Criticità sono emerse anche nei sistemi informatici di procure e Ministero della Giustizia. proprio questi episodi avrebbero contribuito a ridurre la fiducia di Palazzo Chigi nella gestione di Bruno Frattasi, in particolare con il sottosegretario Alfredo Mantovano, che ha la delega ai Servizi segreti e all’Agenzia per la cybersicurezza. (riproduzione riservata)