Cyberattacco alla Crédit Mutuel Arkéa: il denaro sottratto potrebbe arrivare a 133 milioni di dollari
Cyberattacco alla Crédit Mutuel Arkéa: il denaro sottratto potrebbe arrivare a 133 milioni di dollari
La banca francese sta cercando di recuperare i fondi rubati in «transazioni fraudolente» da hacker. Resta l’incognita sui dati

di Camilla Conti  04/11/2026 19:19

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Un altro cyberattacco scuote l'Europa, questa volta colpendo direttamente il sistema bancario. Dopo le incursioni informatiche contro i frigoriferi dei supermercati e le infrastrutture della catena del freddo, nel mirino degli hacker è finito Crédit Mutuel Arkéa, uno dei principali gruppi bancari cooperativi francesi. L'istituto, con sede in Bretagna, ha confermato mercoledì 4 novembre di aver subito un attacco che ha consentito l'esecuzione di operazioni finanziarie fraudolente. Secondo le prime ricostruzioni, il denaro sottratto potrebbe arrivare a 133 milioni di dollari, anche se la banca ha precisato che le perdite sono inferiori e che sono ancora in corso le verifiche per quantificarle.

Il denaro sottratto e la pista delle criptovalute

A far emergere il caso è stato ZachXBT, investigatore indipendente specializzato nell'analisi delle transazioni sulla blockchain, che ha ricostruito presunti movimenti sospetti attraverso diverse piattaforme di scambio di criptovalute. Secondo quanto riportato da CoinDesk, i responsabili avrebbero trasferito i fondi attraverso più portafogli digitali, convertendo parte delle somme in altre criptovalute per ostacolarne il tracciamento. La società di analisi Bitquery avrebbe individuato movimenti per 108,8 milioni di dollari attraverso tre importanti exchange, Kraken, Crypto.com e OKX, nell'arco di 21 ore. La ricostruzione non ha però ricevuto conferma ufficiale dalla banca, che ha rifiutato di chiarire se il denaro sottratto fosse effettivamente costituito da criptovalute.

La banca rassicura i clienti, ma resta l'incognita sui dati

«I nostri team continuano a lavorare per valutare con precisione le conseguenze finanziarie di questo attacco. È ancora troppo presto per fornire una cifra definitiva», ha dichiarato un portavoce dell'istituto a Reuters. Crédit Mutuel Arkéa ha assicurato che l'episodio non ha compromesso i patrimoni dei clienti e ha provocato soltanto ritardi nell'esecuzione di alcuni trasferimenti. L'attacco sarebbe stato contenuto e le autorità informate tempestivamente. Restano però interrogativi importanti: la banca non ha spiegato come e quando sia avvenuta l'intrusione e soprattutto non ha chiarito se gli hacker abbiano sottratto anche dati. Ha comunque assicurato che le perdite non sono tali da compromettere la solidità e la stabilità finanziaria del gruppo.

Un colosso cooperativo da oltre 200 miliardi di attivi

L'attacco riguarda una realtà tutt'altro che marginale. Crédit Mutuel Arkéa conta 5,8 milioni di clienti e 211,5 miliardi di euro di attivi, dimensioni che ne fanno uno dei principali operatori finanziari francesi, pur restando lontano dai colossi Bnp Paribas e Société Générale. Il caso assume particolare rilievo anche per l'interesse dell'istituto verso gli asset digitali: secondo CoinDesk, Arkéa aveva avviato un percorso autorizzativo nell'ambito del regolamento europeo MiCA per sviluppare servizi collegati alle criptovalute.

Dalle banche ai supermercati, l'Europa sotto attacco

Il cyberattacco si inserisce in una settimana particolarmente difficile per la sicurezza informatica europea. Negli ultimi giorni sono stati presi di mira i sistemi di refrigerazione connessi di diversi supermercati, mentre in Francia tre banche del sangue regionali sono state colpite, nella notte tra domenica e lunedì, da incursioni contro i frigoriferi utilizzati per conservare gli emoderivati. Sul fronte finanziario, appena una settimana prima, la piattaforma Binance era stata colpita da un attacco con un furto di criptovalute del valore di 6,3 miliardi di dollari, secondo Reuters. Non esistono tuttavia elementi che consentano di collegare questi episodi o attribuirli a un'unica regia.

La sfida per la vigilanza europea

Il caso riporta al centro dell'attenzione la resilienza operativa delle banche. Dal gennaio 2025 è applicabile il regolamento europeo Dora, che impone agli intermediari requisiti più rigorosi per la gestione dei rischi informatici, il controllo dei fornitori tecnologici e la segnalazione degli incidenti. Ma la crescente interconnessione tra infrastrutture bancarie e piattaforme digitali, insieme all'utilizzo dell'intelligenza artificiale da parte dei criminali informatici, moltiplica le vulnerabilità. Per le banche la cybersicurezza non è più soltanto una questione tecnologica: è diventata una componente essenziale della protezione del capitale, della continuità operativa e della fiducia dei clienti. (riproduzione riservata)