Crolla il Nikkei (-3,45%), Cina in rosso e selloff sui T bond: sotto attacco gli impianti di gas, petrolio a 113 dollari
Crolla il Nikkei (-3,45%), Cina in rosso e selloff sui T bond: sotto attacco gli impianti di gas, petrolio a 113 dollari
Dopo la Fed, anche la BoJ lascia i tassi fermi, ma è pronta ad agire se l’inflazione indotta dal petrolio sale troppo. Trump minaccia l’Iran di far saltare l’impianto di gas di South Pars

di Elena Dal Maso 19/03/2026 07:50

Ftse Mib
43.666,75 13.05.49

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Dax 30
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Dow Jones
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Nasdaq
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Euro/Dollaro
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Asia al tappeto giovedì 19 marzo con gli impianti di gas di Iran e Qatar sotto attacco, la materia prima è preziosa per l’industria dei semiconduttori e il Giappone risente dello tsunami. Alle ore 7:40 italiane il Nikkei crolla (-3,45%) sotto il peso del settore tecnologico, sotto pressione anche Hong Kong (-1,8%) e Shanghai (-1,3%). Il petrolio Wti sale a 97,4 dollari, ma è il Brent che vola (+5,6%) a 113,4 dollari. I mercati vendono anche i bond: il rendimento del Treasury decennale passa dal 4,265% al 4,282% mentre i futures sul Nasdaq sono in calo per ora frazionale dopo una sessione precedente in rosso.

Il Brent sale tra nuovi attacchi alle infrastrutture energetiche

I futures sul greggio Brent sono saliti oltre i 113 dollari al barile giovedì, estendendo il rally mentre nuovi attacchi contro infrastrutture energetiche in Medio Oriente hanno alimentato i timori di interruzioni nei flussi globali di petrolio e gas.

L’Iran ha lanciato attacchi missilistici contro un impianto in Qatar che ospita il più grande sito al mondo per l’export di Gnl, uno dei diversi asset energetici che Teheran ha promesso di colpire dopo il raid israeliano sul giacimento di gas di South Pars in Iran.

Nel frattempo, il presidente Usa, Donald Trump ha temporaneamente sospeso il Jones Act per ridurre i costi di trasporto di petrolio, gas e altre materie prime all’interno degli Stati Uniti, consentendo anche a navi battenti bandiera straniera di operare tra i porti americani.

I prezzi del petrolio sono aumentati del 50% dall’inizio della guerra dopo che il conflitto con l’Iran ha di fatto chiuso lo Stretto di Hormuz e spinto i principali produttori del Medio Oriente a ridurre significativamente la produzione.

Trump minaccia di «far saltare» South Pars se continuano gli attacchi contro il Qatar

Trump ha avvertito che, se l’Iran continuerà a colpire le infrastrutture energetiche del Qatar, gli Stati Uniti «faranno saltare completamente» il giacimento di gas di South Pars.  Teheran aveva attaccato un importante impianto energetico in Qatar dopo che Israele aveva bombardato South Pars in Iran, segnando una forte escalation del conflitto e spingendo al rialzo i prezzi dell’energia.

Trump ha però negato di essere stato informato in anticipo dell’attacco israeliano, smentendo le notizie secondo cui l’operazione sarebbe stata coordinata o approvata dalla sua amministrazione. In un post sui social, ha affermato che «gli Stati Uniti non sapevano nulla di questo specifico attacco e che il Qatar non è stato in alcun modo coinvolto né ne era a conoscenza”»

Trump ha inoltre invitato Israele a fermare gli attacchi contro South Pars, a meno che l’Iran non decida «imprudentemente» di colpire il Qatar. In tal caso, gli Stati Uniti reagirebbero con una forza «mai vista prima».

La Fed lascia invariati i tassi

La Federal Reserve ha mantenuto invariato il tasso sui federal funds nell’intervallo 3,5%-3,75%. Il comunicato segnala incertezza legata alla guerra con l’Iran, oltre a una crescita leggermente più forte e a un’inflazione più elevata nel 2026. La banca centrale continua comunque a prevedere un taglio dei tassi nel 2026 e un altro nel 2027.

La Bank of Japan mantiene i tassi fermi tra i rischi geopolitici

La Bank of Japan ha lasciato invariato il tasso di riferimento allo 0,75% nella riunione di marzo 2026, mantenendo il costo del denaro ai massimi da settembre 1995. La decisione, presa con un voto 8 a 1 (con Hajime Takata favorevole a un rialzo all’1%), era attesa ed è arrivata poche ore dopo quella della Fed.

L’istituto centrale ha ribadito un approccio prudente: l’economia giapponese è in moderata ripresa, ma le tensioni in Medio Oriente rappresentano un fattore di rischio rilevante. La banca ha indicato che continuerà ad aumentare i tassi e a ridurre gli stimoli se crescita e inflazione seguiranno le attese.

L’inflazione è attesa temporaneamente sotto il 2% prima di subire nuove pressioni al rialzo a causa dell’aumento dei prezzi del petrolio. Il board ha infine evidenziato la necessità di monitorare i rischi geopolitici, i mercati energetici e l’andamento dell’economia globale. (riproduzione riservata)