I primi risultati analitici del progetto Tanbreez Rare Earths di Critical Materials confermano l’importanza strategica della Groenlandia nella filiera delle materie prime critiche. Secondo quanto comunicato dalla società mineraria quotata sul Nasdaq, i dati relativi al programma di perforazione avviato nel 2025 nelle aree Fjord Deposit e Upper Fjord evidenziano percentuali consistenti di terre rare e mettono in luce la presenza di metalli strategici quali gallio, afnio, cerio e ittrio.
A seguito della notizia, il 14 gennaio le azioni di Critical Materials sono balzate del 32,6% a Wall Street, mentre il 15 gennaio, alle 19:30 ora italiana, il titolo segna un calo del 3,6% a 17,28 dollari per azione.
In parallelo, Critical Materials, ha annunciato di aver firmato un term sheet non vincolante per la costituzione di una joint venture paritetica (50/50) con la saudita Tariq Abdel Hadi Abdullah Al-Qahtani & Brothers Company (Tqb), finalizzata allo sviluppo di un impianto di lavorazione di terre rare in Arabia Saudita. L’intesa prevede diritti di acquisto a lungo termine per il 25% della produzione di Tanbreez, con materiali destinati agli Stati Uniti, anche per applicazioni nel settore della difesa, e punta alla realizzazione di una catena di approvvigionamento integrata dalla miniera alla lavorazione.
Tony Sage, ceo e presidente esecutivo del gruppo, ha dichiarato: «Sono molto incoraggiato dai risultati delle perforazioni profonde con carotaggio diamantato del 2025, che dimostrano una mineralizzazione di terre rare consistente nelle aree Fjord e Upper Fjord. I dati confermano la presenza di ossidi totali di terre rare, inclusa una componente significativa di terre rare pesanti, con una mineralizzazione che si estende dal Fjord Deposit all’area Upper Fjord». (riproduzione riservata)