Crisi Volkswagen, dopo il piano shock c’è l’ipotesi di cessione o quotazione dei gioielli Ducati e Lamborghini
Crisi Volkswagen, dopo il piano shock c’è l’ipotesi di cessione o quotazione dei gioielli Ducati e Lamborghini
Dopo le indiscrezioni sul piano con 100 mila tagli e chiusura di quattro fabbriche, il gruppo potrebbe valutare altre dismissioni per finanziare la ristrutturazione. Intanto va verso l’addio all’alleanza con Bosch sulla guida autonoma

di Andrea Boeris 29/06/2026 09:00

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La maxi ristrutturazione di Volkswagen potrebbe non fermarsi ai tagli occupazionali. Dopo l’indiscrezione sul piano shock che prevede fino a 100 mila esuberi e la chiusura di quattro stabilimenti tedeschi, il gruppo guidato da Oliver Blume potrebbe valutare la cessione di altri asset strategici per finanziare la trasformazione industriale e sostenere gli ingenti investimenti necessari nella transizione verso l’auto elettrica e il software.

Il primo tassello è già stato completato con la recente vendita del 51% di Everllence, la divisione specializzata nei motori navali e industriali, al fondo americano Bain Capital. L’operazione ha garantito a Volkswagen un incasso di 7,4 miliardi di euro e una valutazione complessiva di circa 10 miliardi, ben superiore alle attese iniziali, ed è uno dei maggiori deal industriali conclusi in Germania negli ultimi anni.

La vendita di Everllence potrebbe non bastare

Secondo quanto scrive il Financial Times però il ricavato della cessione rischia di essere assorbito quasi interamente dai costi della ristrutturazione. Gli analisti stimano infatti che il piano di riduzione della forza lavoro potrebbe generare nuovi oneri straordinari per diversi miliardi di euro già nella seconda metà dell'anno, limitando anche la possibilità di distribuire dividendi più elevati agli azionisti.

Negli ultimi quattro anni Volkswagen ha visto aumentare la pressione competitiva dei costruttori cinesi, con Byd in testa, mentre continua a sostenere investimenti miliardari nello sviluppo di piattaforme elettriche, batterie e software. Dall’arrivo di Blume alla guida del gruppo, nel settembre 2022, il titolo ha perso quasi metà del proprio valore in borsa.

Ducati, Lamborghini e Scout tra le opzioni

Proprio per reperire nuove risorse finanziarie, secondo il quotidiano finanziario britannico all’interno del gruppo starebbe prendendo corpo l’ipotesi di ulteriori dismissioni. Tra gli asset che periodicamente tornano al centro delle speculazioni ci sono le realtà italiane Ducati e Lamborghini, due dei marchi più redditizi dell’universo Volkswagen. In passato il gruppo aveva già valutato una possibile vendita di Ducati, mentre per Lamborghini gli advisor avrebbero rilanciato l’ipotesi di una futura quotazione separata.

Sul tavolo ci sarebbero inoltre possibili aperture del capitale della divisione batterie PowerCo, della società dedicata alla guida autonoma Admt e persino del marchio americano Scout, per il quale sarebbe in corso uno studio sulla possibilità di far entrare investitori esterni. Gli analisti restano però prudenti. Se la vendita di asset altamente redditizi potrebbe generare risorse importanti, una cessione di attività ancora in perdita, come alcune iniziative legate alle batterie, rischierebbe invece di essere molto meno remunerativa.

Verso la rottura con Bosch sulla guida autonoma

Intanto però Volkswagen continua a rivedere anche le proprie alleanze tecnologiche. Secondo quanto riportato dalla Bild, il gruppo sarebbe pronto a interrompere la partnership con Bosch nello sviluppo dei sistemi di guida assistita e della guida autonoma. La collaborazione, avviata nel 2022 attraverso la software house Cariad, avrebbe richiesto investimenti per circa 1,5 miliardi di euro senza però raggiungere i risultati sperati. Le valutazioni interne avrebbero evidenziato un ritardo tecnologico rispetto ai concorrenti, spingendo Volkswagen a cercare un nuovo partner entro settembre.

Bosch e Cariad non hanno confermato la fine dell’accordo, limitandosi ad affermare che le partnership vengono regolarmente riesaminate per verificarne la coerenza con gli obiettivi strategici e con l’evoluzione del mercato.

Il gruppo accelera ancora sulla cura dimagrante

Anche la possibile uscita dall’accordo con Bosch si inserisce nella più ampia strategia con cui Volkswagen punta a ridurre costi, semplificare la struttura societaria e concentrare le risorse sui business ritenuti più competitivi. Il piano, che sarà sottoposto al consiglio di sorveglianza nelle prossime settimane, sarebbe una delle più profonde ristrutturazioni nella storia dell’industria automobilistica europea.

Se confermato, potrebbe ridisegnare non solo l’organizzazione del gruppo tedesco, ma anche il perimetro dei suoi marchi storici e delle attività considerate non più strategiche. (riproduzione riservata)