Crisi fiscale tra Italia e Svizzera: congelati i ristorni dei frontalieri
Crisi fiscale tra Italia e Svizzera: congelati i ristorni dei frontalieri
Il governo ticinese sospende il versamento di 50 milioni di euro all'Italia, in risposta alla nuova tassa sanitaria sui frontalieri. La decisione accende il dibattito tra Roma e Berna

di Silvia Valente   30/06/2026 15:34

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Il governo del Canton Ticino ha annunciato che non verserà all'Italia i cosiddetti «ristorni», vale a dire le tasse trattenute sulla busta paga dei cittadini italiani che lavorano in Svizzera (i «frontalieri») e che devono essere «girati» all'Italia in base all'accordo fiscale internazionale pattuito tra Roma e Berna.

Il Canton Ticino avrebbe dovuto versare al fisco italiano circa 50 milioni di euro, poco meno della metà della somma dovuta annualmente (pari a 109 milioni): si tratta di soldi prelevati ai lavoratori italiani e destinati a finanziare i servizi pubblici dei comuni di frontiera in cui risiedono i frontalieri, circa 70.000 lavoratori che vivono principalmente in Lombardia e Piemonte.

Lo stop dei versamenti è stata annunciata oggi, martedì 30 giugno, dal capo del governo del Canton Ticino Claudio Zali (esponente della Lega dei Ticinesi) ma ha avuto l'appoggio di tutti i partiti. Il blocco è stata definita una misura «cautelativa» visto che nasce come conseguenza della decisione dell’Italia di applicare un'ulteriore tassa a carico dei frontalieri per finanziare il servizio sanitario nazionale. L'importo varia tra i 30 e i 200 euro mensili a seconda dello stipendio del contribuente e del suo «status» di frontaliero.

Secondo il Canton Ticino, questa norma viola l'accordo fiscale tra Italia e Svizzera e soprattutto aumentando il gettito fiscale incamerato dal fisco italiano dovrebbe parallelamente diminuire quanto la Svizzera restituisce all'Italia. Intanto il versamento è stato ora congelato. Nel mentre la controversa «tassa sulla salute» è stata al centro del colloqui tra la ministra elvetica dell'economia, la consigliera federale Karin Keller-Sutter, e il suo omologo italiano, Giancarlo Giorgetti, tenutisi al Mef. 

L’incontro al Mef sul tema

In particolare Giorgetti ha stigmatizzato «la decisione del governo del Ticino di sospendere parzialmente le compensazioni ai comuni in violazione dell'Accordo sui frontalieri del 2020 concordando con la consigliera Keller-Sutter sulla necessità urgente di trovare una soluzione e ripristinare la corretta applicazione del Trattato». Anche perché «l’Italia ha chiarito la natura del contributo sanitario per i nuovi frontalieri, così come chiesta dalla Regione Lombardia». Nella nota del Mef si legge ancora che soltanto dopo che «sarà ristabilito il rispetto dell’Accordo bilaterale in vigore», l'Italia sarà «disponibile ad approfondire anche altre questioni, quali una possibile revisione della Convenzione sulle doppie imposizioni». (riproduzione riservata)