Cremonini ha ancora tanto appetito, dai ristoranti al settore della carne i piani del colosso alimentare italiano
Cremonini ha ancora tanto appetito, dai ristoranti al settore della carne i piani del colosso alimentare italiano
Nel 2025 il colosso di Modena ha superato 6 miliardi di ricavi e vuole continuare a crescere in Italia. Mentre gli investimenti nella logistica frenano la controllata Marr  

di Emanuele Bonora 16/03/2026 08:59

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La controllata Marr, l’unica quotata a Piazza Affari del colosso alimentare italiano Cremonini, che si occupa delle consegne per il canale ho.re.ca, ha chiuso il 2025 con un fatturato di 2,13 miliardi di euro, in lieve aumento dai 2,1 miliardi dell’anno prima. Mentre l’ebitda è sceso a 108,85 milioni dai 120,18 milioni (-9,4%) per effetto dei costi legati alla parte operativa-logistica. Di conseguenza anche l’utile netto è diminuito a 30,97 milioni, rispetto ai 42,72 milioni del 2024.

I risultati record del Gruppo Cremonini

Ma sono soprattutto i conti del Gruppo Cremonini, sede a Castelvetro di Modena, che abbraccia tutte le tre anime dell’azienda - produzione, distribuzione e ristorazione - noto per marchi come Inalca, Manzotìn, Chef Express e Roadhouse, a strappare un sorriso al ceo Vincenzo Cremonini.

Per la prima volta il consolidato ha superato i 6 miliardi (6,425 miliardi il fatturato preciso) e punta a sfiorare i 7 entro fine anno. «Siamo cresciuti in tutti i settori», spiega il re del food. «La parte della produzione, con Inalca, leader nelle carni bovine e suine, è andata molto bene. La ristorazione è in forte ripresa, così come la distribuzione. Ma alla fine sono vent’anni che continuiamo a crescere grazie al nostro modello e all’organizzazione che siamo riusciti a mettere in piedi».

Certo, ora rischia di mettersi di mezzo l’inflazione e la recessione a ridurre i margini e le prospettive. «L’unico anno in cui abbiamo accusato un vero rallentamento è stato con il Covid. Chiaramente le nostre produzioni risentono del costo dell’energia e la mattina guardo anch’io a quanto è arrivato il gas o il petrolio. Ma su come andrà a finire forse può dircelo solo Trump», spiega l’amministratore.

Nel frattempo il gruppo pianifica gli investimenti che anche quest’anno si aggireranno intorno a 200 milioni. Dopo aver inaugurato le nuove piattaforme logistiche di Marr a Roma e Bergamo si sta procedendo con la riorganizzazione delle strutture e lavorando per rinforzare la filiera. Sia in Italia che in Polonia «che è la più moderna realtà nell’industria della macellazione, dove abbiamo già 40 mila bovini e incrementeremo ancora la parte zootecnica».

L'espansione internazionale tra Russia, Africa e ristorazione

Pur mantenendo attivo il presidio in Russia «dove abbiamo 1.100 persone e a livello di consolidato il Paese pesa circa 350 milioni». «Il nostro approccio là non è cambiato rispetto a prima che scoppiasse la guerra in Ucraina. Ci rivolgiamo principalmente al mercato locale, lavorando e finanziandoci in rubli», precisa il ceo. Cremonini ha un piede anche in Africa, dove negli ultimi 5 anni ha investito 40 milioni per costruire la catena del freddo. «Lavorare lì significava prima di tutto costruire le strutture, perché l’85% dei prodotti non arriva nemmeno al punto di consumo», spiega il top manager. «Ora siamo presenti in Angola, Mozambico, Costa d'Avorio, Algeria e Congo. Paesi in cui non si può non tenere conto delle difficoltà geopolitiche esistenti e dove fare impresa significa soprattutto essere bravi con le valute».

Le attività di ristorazione sono tenute insieme da Chef Express, che lo scorso anno ha incorporato la società Roadhouse creando un polo da oltre 600 punti vendita che sfiora il miliardo di fatturato. «Il nostro obiettivo è continuare a crescere anche qui. Con il marchio Chef Express copriamo tutto ciò che è in concessione come autostrade, stazioni e aeroporti e siamo sempre pronti a partecipare alle varie gare in scadenza. Per gli altri ristoranti proseguiamo con la strategia delle nuove aperture. Ad esempio, con Roadhouse abbiamo ancora ampi spazi da coprire nel Centro-Sud Italia

Sviluppo futuro e nuove partnership

Nel 2023 Chef Express ha firmato un accordo per sviluppare la catena della ristorazione veloce Pret A Manger in Italia con l’obiettivo di arrivare a 50 aperture in 15 anni, «un format che si integra bene negli spazi che abbiamo in concessione e che ci sta già dando soddisfazioni». Una crescita, quindi, principalmente per linee interne quella seguita dal gruppo. «Non siamo un’azienda che compra, che fa m&a aggressivo sul mercato. Preferiamo investire nei nostri impianti, aprire locali e puntare a prendere le concessioni. Però se nel 2001 facevamo 1 miliardo e oggi abbiamo superato i 6 vuol dire che non stiamo facendo male, no?». (riproduzione riservata)