Credito privato sotto pressione, ecco quali sono i rischi per le banche Ue
Credito privato sotto pressione, ecco quali sono i rischi per le banche Ue
Scope Ratings evidenzia criticità strutturali nel private credit: liquidità, trasparenza e qualità dei prestiti sotto stress. Le esposizioni dirette delle banche europee restano contenute, ma i rischi sistemici potrebbero amplificarsi

di di Giusy Iorlano 17/04/2026 16:44

Ftse Mib
48.869,43 17.40.00

+1,75%

Dax 30
24.702,24 18.00.00

+2,27%

Dow Jones
49.494,16 20.30.48

+1,88%

Nasdaq
24.440,42 20.25.36

+1,40%

Euro/Dollaro
1,1792 20.10.44

-0,07%

Spread
71,98 17.30.15

-5,55

Il credito privato entra in una fase più delicata e sotto osservazione. È quanto emerge dal report Le difficoltà del credito privato: implicazioni sistemiche per le banche dell’Ue pubblicato da Scope Ratings, che mette in evidenza segnali di tensione in un settore cresciuto rapidamente negli ultimi anni fino a raggiungere i 2.000 miliardi di dollari a livello globale, di cui circa 400 miliardi in Europa.

Crescita rapida e primi segnali di tensione

L’espansione del credito privato è stata alimentata da anni di tassi bassi, dalla ricerca di rendimento da parte degli investitori e dalla progressiva uscita delle banche dal credito più rischioso dopo la crisi finanziaria. Tuttavia, il recente aumento dei riscatti dai grandi fondi gestiti da operatori come BlackRock, KKR e Apollo Global Management ha riacceso i timori sulla solidità del settore e sulle possibili ricadute per il sistema bancario.

Le pressioni sulla liquidità rappresentano il segnale più evidente: il modello del private credit presenta infatti uno squilibrio strutturale tra la possibilità di rimborso offerta agli investitori e la natura illiquida degli attivi sottostanti, costringendo i gestori a limitare i prelievi, soprattutto in presenza di una base crescente di investitori retail.

Qualità del credito e rischi nascosti

Il deterioramento delle condizioni di credito sta facendo emergere fragilità accumulate negli anni di forte crescita e supervisione limitata. Secondo Scope, considerare alcuni casi problematici come episodi isolati rischia di nascondere una tendenza più ampia di peggioramento della qualità dei prestiti.

A pesare sono anche fattori come l’elevata concentrazione settoriale, in particolare nella tecnologia, e pratiche valutative poco trasparenti, spesso basate su modelli interni difficili da verificare. Questo riduce la visibilità sui rischi effettivi e può ritardare il riconoscimento delle perdite, amplificando eventuali shock.

L’impatto per le banche europee

Le banche dell’Ue, tra cui Deutsche Bank e Barclays, presentano per ora esposizioni dirette relativamente contenute e in gran parte garantite. Tuttavia, il report sottolinea come i rischi possano propagarsi attraverso canali indiretti, come finanziamenti ai fondi, linee di credito e strumenti derivati.

Rispetto al periodo pre-2008, il sistema bancario europeo appare più solido, con livelli di capitale più elevati e una minore esposizione diretta ad attività rischiose. Ciò riduce la probabilità di una crisi sistemica simile a quella finanziaria globale. Tuttavia, la combinazione di leva finanziaria, interconnessioni e scarsa trasparenza nel settore del private credit potrebbe amplificare eventuali tensioni.

Scope evidenzia inoltre come la limitata disclosure da parte delle banche renda difficile una valutazione completa dei rischi. In questo contesto, le autorità di vigilanza, inclusa la Banca Centrale Europea, stanno intensificando il monitoraggio per migliorare la visibilità sulle esposizioni.

(riproduzione riservata)