Il London Stock Exchange Group (Lseg) (+3% in apertura) ha raggiunto un accordo per acquistare per 3,5 miliardi di dollari in contanti Octus, piattaforma specializzata in dati e analisi sul mercato del credito, dal fondo di private equity Permira.
L’operazione dovrebbe chiudersi nella prima metà del 2027 e produrre oltre 300 milioni di dollari di ricavi nel 2026. Secondo quanto comunicato dal gruppo londinese, l’acquisizione sarà neutrale sull’utile nel primo anno e contribuirà alla crescita degli utili successivamente.
Fondata nel 2013 e precedentemente nota come Reorg, Octus ha sede a New York e fornisce informazioni e analisi su leveraged finance, debito in difficoltà, ristrutturazioni finanziarie e credito privato. La piattaforma serve oltre 44 mila professionisti e dispone di un database con 11 milioni di documenti relativi a 28 mila emittenti e oltre 63 mila operazioni. Il fondatore e amministratore delegato Kent Collier resterà alla guida della società dopo il completamento dell’acquisizione.
Permira aveva investito in Octus nel 2022, quando la società era valutata 1,3 miliardi di dollari. Il prezzo concordato con Lseg implica quindi una valutazione quasi triplicata in quattro anni.
L’operazione sarà finanziata attraverso debito e porterà la leva finanziaria di Lseg verso il limite superiore dell’intervallo obiettivo, compreso tra 1,5 e 2,5 volte, entro la fine del 2027. L’acquisizione punta ad ampliare l’offerta di dati, analisi e strumenti operativi del gruppo nel mercato del credito, estendendo la copertura a un portafoglio più ampia di clienti e segmenti, dal credito liquido a quello meno liquido.
Lseg aveva rafforzato in modo significativo la propria attività nei dati nel 2021, con l’acquisizione per 27 miliardi di dollari di Refinitiv, fornitore di informazioni finanziarie e analisi, contestualmente alla cessione di Borsa Italiana a Euronext per 4,4 miliardi di euro. L’operazione aveva accelerato la diversificazione del gruppo rispetto al business tradizionale delle borse, in un contesto in cui attrarre nuove quotazioni resta una sfida per gli operatori dei mercati azionari. (riproduzione riservata)