La Germania mette nel mirino una socetà controllata da ExxonMobil per sospetto green washing. Secondo l’Agenzia federale tedesca per l’Ambiente, i dati relativi ai benefici ambientali di alcuni progetti realizzati in Cina sarebbero stati falsificati o gonfiati.
Il rapporto dell’Authority tedesca risale a metà gennaio 2026 e comprende una trentina di progetti ai quali sono stati revocati i cosiddetti crediti di carbonio, rilasciati quando una società dichiara (e dimostra) di aver ridotto le emissioni prodotte dalle attività di estrazione dei combustibili fossili. In pratica, il meccanismo si basa sulla possibilità di acquistare crediti proporzionati alle quantità di Co2 non immesse nell’ambiente.
Nel caso finanziato dalla controllata di ExxonMobil, secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg, il risparmio dichiarato era di quasi 96 mila tonnellate di anidride carbonica., con relativi crediti per un valore stimato di 44 euro per tonnellata per un totale di circa 4,2 milioni di euro per acquistarli.
Per il colosso petrolifero statunitense la cifra di per sé è trascurabile. Il problema è soprattutto reputazionale. Anche se al momento non è stata accertata una violazione da parte di ExxonMobil, il caso sta facendo rumore perché riaccende i dubbi sull’affidabilità dei crediti di carbonio utilizzati dalle aziende per compensare le proprie emissioni. (riproduzione riservata)