Credit Agricole supera il 20% di Banco Bpm. Castagna: lista cda strada maestra, ma la scelta non dipende da noi
Credit Agricole supera il 20% di Banco Bpm. Castagna: lista cda strada maestra, ma la scelta non dipende da noi
La banca francese rafforza la sua presenza in Banco Bpm, superando il 20% del capitale. La mossa riaccende il dibattito sul futuro assetto di governance dell'istituto di Piazza Meda

di Andrea Deugeni 21/01/2026 20:00

Ftse Mib
44.488,36 17.40.00

-0,50%

Dax 30
24.560,98 23.30.21

-0,58%

Dow Jones
49.077,23 22.52.12

+1,21%

Nasdaq
23.225,04 23.30.30

+1,18%

Euro/Dollaro
1,1686 23.18.33

-0,16%

Spread
63,91 17.30.00

-1,74

I francesi del Credit Agricole rafforzano ulteriormente la propria presenza nel capitale di Banco Bpm, superando la soglia del 20% pochi giorni dopo aver incassato il via libera della Banca centrale europea.

Dalle comunicazioni Consob sulle partecipazioni rilevanti emerge che il 16 gennaio la banca transalpina ha portato la propria quota al 20,104%, rispetto al precedente 19,804%, attraverso la conversione di strumenti finanziari pari a circa lo 0,3% del capitale. La partecipazione è detenuta indirettamente tramite Delfinances

Il via libera di Francoforte ha aperto la strada a una quota teorica fino al 24,9% e poi fino al 29,9% con l’innalzamento della soglia d’opa previsto dal nuovo Tuf. Ma la Bce ha però imposto ai francesi di non assumere la governance di Piazza Meda, garantendo almeno temporaneamente l’autonomia dell’istituto italiano.

Il dibattito sulla governance di Banco Bpm

La mossa della Banque Verte riaccende il confronto sul futuro assetto di governance dell’istituto di Piazza Meda, tema che ha fatto da sfondo ai lavori dell’esecutivo Abi, a cui ha preso parte anche il governatore di Bankitalia Fabio Panetta.

Se all’interno del palazzo il dibattito si è concentrato su geopolitica, euro digitale e prospettive macroeconomiche, all’esterno l’attenzione si è spostata sul rinnovo del consiglio di amministrazione di Banco Bpm e sull’eventuale ruolo dei soci francesi nella presentazione di una lista per il board.

Interpellato sul punto, l’amministratore delegato Giuseppe Castagna ha evitato prese di posizione. «Non lo so, non dipende da noi», ha affermato lasciando la sede dell’associazione. Per il manager, tuttavia, la presentazione di una lista resta «la strada maestra», anche alla luce delle modifiche che verranno introdotte con la legge Capitali. L’assemblea del 23 febbraio, ha ricordato, servirà proprio a «cambiare un po’ le regole del board».

Come rivelato da MF-Milano Finanza, l’Agricole dovrebbe presentarsi al rinnovo primaverile però con una propria lista di minoranza. La banque verte avrebbe avviato i lavori per la stesura di una lista con l’obiettivo di rafforzare la propria rappresentanza nel board di Piazza Meda.

Le posizioni di UniCredit e Intesa Sanpaolo sul risiko bancario

Sul fronte del risiko bancario, nessuna apertura da UniCredit. Il presidente Pier Carlo Padoan ha escluso un ritorno di interesse su Monte dei Paschi di Siena, liquidando le ipotesi di nuove operazioni come «ritorni di fiamma pericolosi». Una linea già ribadita nei giorni scorsi dall’ad Andrea Orcel, che aveva definito «invenzioni» e «ipotesi speculative e ingiustificate» le voci su possibili acquisizioni.

Resta defilata anche Intesa Sanpaolo. Il ceo Carlo Messina ha confermato che l’orientamento del gruppo non cambia, neppure guardando a potenziali operazioni all’estero. «Intesa presenterà il piano il 2 febbraio – ha spiegato – e la posizione rimarrà la stessa». (riproduzione riservata)