Crédit Agricole esce allo scoperto e stringe la presa su Banco Bpm a poche settimane dal lancio dell’ops del Montepaschi. Mercoledì 23 Clotilde L’Angevin, direttore generale aggiunto del gruppo francese con responsabilità su Finanza e Pianificazione, ha ribadito la strategia italiana della banque verte in un’intervista a Cnbc da Londra: «l’Italia è il nostro secondo mercato domestico, quindi per noi è molto importante. Tutte le nostre attività sono presenti in Italia. Il 20% dei nostri utili viene dall’Italia e metà di questo arriva dalla nostra banca retail».
Una presenza destinata a crescere anche organicamente: nel piano di medio termine Crédit Agricole punta a portare la clientela italiana «da sei milioni a sei milioni e mezzo», accelerando sulla digitalizzazione e sulle sinergie con le altre attività del gruppo, dal corporate & investment banking alle assicurazioni.
Ma è su Banco Bpm che il messaggio diventa più politico, almeno sotto il profilo degli equilibri azionari. Crédit Agricole è ormai di gran lunga il primo socio di Piazza Meda. Il 3 luglio il gruppo francese ha annunciato di essere salito al 29,3%, appena sotto la soglia del 30%, attraverso acquisti di azioni sul mercato e l'utilizzo di uno strumento derivato. L’operazione, secondo la stessa banca, è coerente con il ruolo di «investitore di lungo termine» e serve anche a proteggere le partnership industriali già esistenti con Banco Bpm nel credito al consumo e nelle assicurazioni.
L’Angevin lo dice ora in maniera ancora più esplicita. «La nostra è una posizione forte perché siamo in una situazione in cui possiamo difendere i nostri interessi. Nulla può essere fatto senza di noi. Nulla può essere fatto contro di noi». Non significa, precisa la manager, che Parigi abbia fretta: «Siamo anche pazienti, perché in Italia ragioniamo davvero nel lungo termine».
È soprattutto il passaggio successivo a indicare quale possa essere lo scenario preferito. «Ci sono molti scenari diversi che possiamo considerare. Ovviamente uno scenario interessante, molto interessante per noi, sarebbe una combinazione tra Banco Bpm e Crédit Agricole Italia, che genererebbe sinergie». Poi la cautela: «Siamo prudenti, siamo pazienti e siamo qui per restare in Italia. Quindi guardiamo con calma a tutti i diversi scenari».
Parole che confermano sostanzialmente la posizione assunta da Crédit Agricole a fine luglio, quando il gruppo aveva bocciato l’ipotesi di aggregazione tra Banco Bpm e Mps. L’amministratore delegato Olivier Gavalda aveva dichiarato di vedere con difficoltà la creazione di valore per gli azionisti di Piazza Meda in una simile operazione. Poche ore dopo Banco Bpm aveva chiuso le consultazioni con Siena. Parallelamente, L’Angevin aveva indicato proprio la combinazione tra Banco Bpm e Crédit Agricole Italia come uno degli scenari preferiti dal gruppo francese. Un'ipotesi che pochi giorni dopo aveva ricevuto un'apertura anche dall'amministratore delegato di Banco Bpm Giuseppe Castagna, secondo il quale dal punto di vista industriale una fusione con Crédit Agricole Italia sarebbe «molto solida», pur senza indicare allora alcuna operazione imminente.
Il dossier torna ora di stretta attualità. Negli ultimi giorni sono ricominciate a circolare indiscrezioni su una possibile manovra riguardante Banco Bpm che vedrebbe Crédit Agricole affiancata addirittura da Unicredit. Ad alimentare le indiscrezioni anche il ritiro dei francesi dalla gara per la privatizzazione per la ex Popolare di Bari, una scelta segnaletica dell'interesse per una sistemazione del dossier Bpm, I rumor non trovano conferme ufficiali ma hanno spinto al rialzo il titolo Banco Bpm che da inizio settimana è cresciuto di quasi il 4% a Piazza Affari.
Un'eventuale intesa tra Parigi e Piazza Gae Aulenti rappresenterebbe un passaggio particolarmente delicato, considerando che Unicredit ha già tentato la scalata a Banco Bpm e che Agricole ha progressivamente rafforzato la propria posizione proprio durante quella partita. Per ora si tratta soltanto di indiscrezioni. Ma le parole di L’Angevin fissano un punto: qualunque sia il prossimo passaggio del risiko italiano, Crédit Agricole intende essere protagonista.
Dopo che il Credit Agricole ha insiste per una fusione tra la controllata italiana e Piazza Meda, il titolo di Bpm si accende a Piazza Affari, dove guadagna l’1,2% e a tratti è stato anche in testa al Ftse Mib, proseguendo un rally iniziato lunedì, in scia alle indiscrezioni su un possibile dialogo tra la stessa Banque Verte e Unicredit per muovere sul gruppo guidato da Giuseppe Castagna. (riproduzione riservata)