Credem ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un utile netto consolidato pari a 139,5 milioni di euro, in crescita del 2,9% su base annua, se si considera il risultato dello stesso periodo del 2025, pari a 135,6 milioni di euro, al netto del beneficio di 93,7 milioni derivanti dalla cessione delle attività di merchant acquiring effettuata all’inizio del 2025.
I prestiti alla clientela crescono del 2,8% su base annua e si attestano a 36,4 miliardi di euro, In particolare nel trimestre sono stati acquisiti oltre 51 mila nuovi clienti, mentre la raccolta complessiva raggiunge quota 112,8 miliardi, mettendo a segno un incremento dell’8,4%.
Sul piano della qualità del credito, il rapporto tra impieghi problematici lordi ed impieghi lordi (Gross Npl Ratio) è stato pari al 1,7%, rispetto al 2,2% della media delle banche significative italiane e delle banche europee. Il rapporto tra crediti deteriorati netti (Npl netti) e impieghi netti si è attestato allo 0,7%.
Per quanto riguarda la solidità patrimoniale, a fine marzo 2026 il Common Equity Tier 1 Ratio a livello di gruppo bancario è del 17,47% e il Common Equity Tier 1 Ratio di Vigilanza si attesta al 16,24% rispetto all’8,54% minimo assegnato dllaa Bce. Sul fronte della redditività, il Rote annualizzato è del14,4% e il Roe del 12,8%.
«L’economia e lo scenario geopolitico hanno subito, negli ultimi anni, cambiamenti improvvisi e profondi, che stanno ridisegnando completamente anche i paradigmi di sviluppo e pianificazione di aziende e famiglie. Questo nuovo contesto ci porta, da un lato, a investire in innovazione, anche tecnologica, e, dall’altro, a comprendere in modo sempre più accurato le esigenze dei clienti», ha dichiarato Stefano Morellini, direttore generale Credem. «Sono molto soddisfatto dei risultati che abbiamo ottenuto in questi primi mesi dell'anno, che dimostrano ancora una volta la capacità di crescere anche in uno scenario di forte discontinuità rispetto al recente passato. Questo è stato possibile grazie alla diversificazione dei ricavi, all’eccellente qualità del credito e alla solidità patrimoniale, oltre che alla profonda conoscenza dei clienti. Sono infine convinto che il valore delle nostre persone e la visione di medio termine ci consentano di guardare al futuro con grande fiducia» ha concluso.
In uno scenario di crescita globale sostanzialmente positiva, si è inserito il conflitto Usa-Israele e Iran. Il blocco della navigazione nello Stretto di Hormuz, snodo rilevante per l’approvvigionamento globale di gas naturale, petrolio e altre materie prime essenziali, ha determinato un forte aumento dei prezzi energetici e volatilità sui mercati finanziari.
Nel breve termine, l’aspettativa di Credem è che la gestione bancaria possa anche essere in grado di attutire gli impatti della crisi, soprattutto in caso di durata contenuta del conflitto e chiusura dello stretto, in particolare grazie all’evoluzione del margine finanziario che potrà essere favorita dalla dinamica dei tassi. Inoltre, La banca prevede di mantenere un costo del credito sostanzialmente allineato al recente passato grazie allo stretto monitoraggio del portafoglio impieghi. (riproduzione riservata)