Courmayeur ha un piano per salvarsi e difendere la propria identità. Anche con un termovalorizzatore
Courmayeur ha un piano per salvarsi e difendere la propria identità. Anche con un termovalorizzatore
Il nuovo piano del Politecnico di Milano prevede un'isola pedonale e infrastrutture innovative per la località alpina. Tra le proposte, un termovalorizzatore e spazi culturali per attrarre nuovi residenti e migliorare la qualità della vita

di di Gabriele La Monica (MF-Newswires) 22/01/2026 16:13

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A Courmayeur vivono 2.024 persone, ma durante le vacanze natalizie le presenze superano quota 70 mila. Una situazione non più sostenibile.

Il Comune è corso ai ripari sottoscrivendo con il consorzio Cise del Politecnico di Milano un accordo per l’elaborazione del Piano di Governo del Territorio. Non un progetto urbanistico o infrastrutturale puntuale, quanto piuttosto un programma di ricerca applicata in grado di orientare il governo del territorio nel medio e lungo periodo.

Al centro c’è una lettura del contesto alpino basata sull’integrazione di differenti ambiti: identità culturale e paesaggistica, mobilità e accessibilità, infrastrutture strategiche, impatti ambientali e climatici, dinamiche sociali e demografiche, sistemi economici e qualità della vita dei residenti.

Il nuovo percorso di Courmayer nelle parole del suo sindaco

Questo percorso aiuterà la politica a costruire il futuro di Courmayeur che passa, nell’immediato, dal rifacimento delle vie d’accesso, alla costruzione di nuovi parcheggi e che può arrivare, in un futuro meno prossimo, alla costruzione di un termovalorizzatore. Al futuro più immediato è interessato Roberto Rota, confermato sindaco nel settembre scorso.

«Dovremo rifare i due viali d’accesso e la piazza di ingresso al paese. L’altra esigenza sono i parcheggi, perché Courmayeur è cresciuta tantissimo e molti posti auto e box sono stati realizzati negli anni ‘70 e non sono utilizzabili con le auto moderne, con la conseguenza che ne abbiamo troppe in strada», spiega il primo cittadino. L’obiettivo è preservare l’anima e la cultura dei luoghi.

«Spero di dare a Courmayeur un’immagine ben identificabile, con elementi storici. È una stazione di vecchia generazione nata con le terme, con l’alpinismo: vogliamo che questa identità rimanga. Dico sempre che siamo anche una stazione sciistica.

Il nuovo piano tra sci e cittadino

Lo sci è fondamentale, ma dobbiamo continuare a offrire alternative. Le due valli sono uno sfogo importante, la Val Ferret in inverno è una delle poche sull'arco alpino che ha il sole pomeridiano, dove si può camminare o fare il fondo.

A Pre-Saint-Didier sgorgano due sorgenti e poi c'è la via centrale dello shopping grazie alla quale siamo entrati in Best of the Alps, e che va valorizzata. Se riusciamo a togliere un po’ d’auto dal centro faremo un gran passo avanti. Inoltre dobbiamo ritornare ad avere un’identità, un nucleo di persone che vivono e influenzano chi viene in vacanza e non lasciarci influenzare da chi viene».

Il cittadino è al centro del progetto. «Il piano», spiega il presidente del Cise, Gianandrea Ciaramella, «nasce con l’idea di fornire al Comune strumenti utili a supportare le decisioni. Parlando con gli assessori e con il sindaco è emerso come spesso loro si trovino ad agire e operare senza avere una base conoscitiva e informazioni con una visione sistemica».

Grandi opere per il futuro

Se nel breve i progetti sono molto concreti e intuitivi, nel medio e nel lungo si potrà osare molto di più fino a ipotizzare la costruzione di un termovalorizzatore. «È chiaramente un progetto dirompente», spiega il direttore scientifico del progetto Davide Bruno, «ma nei prossimi due anni la Valle d’Aosta avrà un problema di smaltimento rifiuti: non saprà più dove andarli ad allocare in regione e dovrà comprare spazi in Italia o all’estero».

Nella Courmayeur futuribile potranno esserci anche «un teatro, un museo, un data center» che facilitino il ripopolamento attirando residenti potenziali dal resto del mondo in una realtà che potrebbe essere, tra l’altro, completamente pedonale.

«Studieremo le condizioni affinché sia possibile», ha poi aggiunto Bruno, «l’idea è avere Courmayeur come isola pedonale complessiva».

Nelle more della realizzazione del piano ci sarà la fine della telenovela legata al Miramonti. Al posto dell’ecomostro sorgeranno un nuovo hotel a cinque stelle e nuove case, un asilo e un parcheggio privato di tre piani cui potrebbe aggiungersene un quarto pubblico per un totale di 100 posti. (riproduzione riservata)