Costi vs rendimenti e garanzie: il dilemma nella scelta delle polizze unit linked
Le polizze unit linked offrono flessibilità e vantaggi fiscali, ma presentano costi elevati e rendimenti incerti. Il Kid aiuta a valutare il rapporto rischio-rendimento e le spese che incidono sul rendimento finale
di di Paola Valentini 10/04/2026 20:00
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Nei primi due mesi del 2026 le polizze unit linked hanno raccolto premi per 5,8 miliardi di euro, un importo che rappresenta il 36% del totale dei prodotti Vita, in aumento del 9,5% rispetto allo stesso periodo 2025. E’ stato il segmento assicurativo che ha avuto la maggior crescita della produzione nel periodo. Si tratta di prodotti assicurativi-finanziari che combinano assicurazione sulla vita e investimento.
Il loro rendimento dipende dal valore dei fondi in cui vengono investiti i premi. A trainare la loro raccolta, come emerge dai dati Ania, sono stati i canali bancari e postali che hanno realizzato premi da inizio anno per 3,85 miliardi, in aumento del 17% sul bimestre gennaio-febbraio 2025.
Il confronto tra polizze vita e fondi comuni
Una spinta che fa da contraltare ai flussi negativi sui fondi comuni: gli sportelli bancari infatti, come si può desumere dalle statistiche di Assoreti, hanno registrato una raccolta netta negativa per 2,8 miliardi. Questo perché con i tassi bassi le banche cercano di compensare la riduzione del margine di interesse con le commissioni che il Vita può fornire loro. Commissioni che possono essere ben superiori a quelle medie dei fondi perché le polizze prevedono coperture assicurative che i primi non hanno anche se bisogna effettivamente valutare se il loro valore sia offerto al giusto prezzo.
Le polizze unit linked sul mercato, secondo una nuova analisi realizzata dall’Ania, sono 174, il 28% del totale Vita. In terza posizione troviamo le polizze multi-ramo, che presentano una connotazione di maggiore sicurezza perché investono i premi in gestioni separate a prevalente contenuto di obbligazioni (il cosiddetto ramo I) accanto alla componente di unit linked (ramo III). Mentre le polizze legate alle gestioni di ramo I sono 201 (il 33%). Completano il quadro le polizze di capitalizzazione.
Se questa è la fotografia, c’è da dire per il risparmiatore sottoscrivere una polizza unit linked significa, a fronte di determinate garanzie assicurative, esporre il portafoglio all’andamento dei mercati, visto il sottostante a base di fondi. Ma vuol dire anche affrontare strutture di costi complesse, che pesano sul rendimento finale.
L'importanza del Kid e le simulazioni di performance
A questo proposito lo studio dell’Ania ha analizzato le simulazioni delle performance attese delle polizze Vita indicate nei Kid (Key Information Document), i documenti che contengono le informazioni chiave dei prodotti offerti in Italia. Il Kid è redatto secondo uno schema standard europeo ed è facile da consultare anche per confrontare prodotti differenti. Riporta in modo sintetico le caratteristiche principali della polizza come, per esempio, il rapporto tra rischio e rendimento, l’orizzonte di investimento o le modalità di presentazione di un reclamo. Ma soprattutto il kid prevede, in diverse condizioni di mercato, una simulazione degli scenari di rendimenti attesi (al netto dei costi) di ciascun fondo sottostante alla polizza unit linked e quindi dei possibili rimborsi, calcolati sulla base delle performance più recenti.
Sul fronte dei costi, il documento indica le commissioni totali prelevate dai premi (costi di entrata, di gestione o di performance) per un investimento di 10 mila euro. Tali costi sono espressi sia in euro, sia in percentuale annua.
Il kid contiene anche un indicatore sintetico che mostra l’incidenza delle spese, ovvero quanto i costi della polizza riducono ogni anno il rendimento nell’orizzonte temporale consigliato. Anche se, come dice l’associazione delle compagnia di assicurazione, le performance attese riportate nel Kid si basano sulla metodologia prevista dalle norme europee che tende a riflettere nei valori futuri i rendimenti passati, questi valori possono comunque essere utili al risparmiatore per capire come si comportano le polizze nei diversi scenari di mercato.
Analisi dei rendimenti attesi per tipologia di prodotto
Lo scenario preso in considerazione dallo studio dell’Ania è quello moderato. Nell’ambito dei prodotti Vita a premio unico, le gestioni separate separate presentano una concentrazione della performance attesa netta attorno all’1,5% annuo, invece i prodotti multiramo e unit linked sul -1%.
Anche sul fronte delle polizze a premio periodico le ramo I mostrano valori lievemente positivi, mentre per i prodotti multiramo si registra una concentrazione sul 3%. Il rendimento atteso per la maggior parte delle unit linked è invece pari a zero.
L'incidenza delle commissioni e i costi medi
C’è poi il capitolo dei costi, poiché il kid riporta l’incidenza delle commissioni sul rendimento atteso. E l’Ania per riflettere le scelte effettive degli assicurati ha calcolato il valore medio ponderato dei costi pesando i livelli medi indicati nei Kid con i premi di nuova produzione delle varie tipologie polizze emesse fino al mese di dicembre 2025. Ne risulta un costo medio annuo del 2,12%, valore stabile rispetto alla precedente rilevazione. Ma dietro al dato medio si nascondono differenze notevoli tra le singole categorie di polizza. I costi più bassi (1,61%) sono delle gestioni separate, i più alti per le unit linked (3,28%), con le multiramo al 2,30%.
Riguardo alle singole voci di costo, la componente di maggiore peso era rappresentata dalle commissioni di gestione (93%), molto più basse erano la quota dei costi di ingresso e quella dei costi di transazione (entrambe al 3%) ed infine le commissioni di performance e dei costi di uscita si collocano tutte e due attorno all’1%. I costi dei prodotti assicurativi di investimento come le unit linked sono quindi abbastanza elevati: ma ciò che conta non è il livello assoluto, bensì che tali costi siano giustificati dai contenuti che la polizza è in grado di fornire rispetto a un investimento equivalente.
Le commissioni delle unit linked vanno lette alla luce della loro flessibilità di investimento perché tali polizze permettono di scegliere tra diversi fondi (azionari, obbligazionari, bilanciati) e di modificarli nel tempo. E anche della tassazione agevolata grazie all’esenzione da imposta di successione. Non rientrando nell’asse ereditario inoltre permettono una libera scelta dei beneficiari (a patto comunque di non ledere la legittima). Utili quindi in vista della pianificazione successoria. Presentano anche profili di impignorabilità e insequestrabilità. Ma tutto ciò a rischio di perdita del capitale, in quanto esposte all’andamento dei mercati. (riproduzione riservata)