Così lo streaming moltiplica le vendite dei libri. Il parere degli editori
Così lo streaming moltiplica le vendite dei libri. Il parere degli editori
L'adattamento audiovisivo può diventare un acceleratore di scoperta e circolazione delle opere.L‘effetto è amplificato se si riesce a parlare nello stesso tempo a pubblici e mercati diversi. I casi La regina degli scacchi, Bridgerton, Il segreto dei 3 corpi, Il Gattopardo, Tutto chiede salvezza e Niente di nuovo sul fronte occidentale’

di di Ester Corvi 19/06/2026 21:00

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Letteratura e cinema. Un legame da sempre stretto, che con l’avvento delle piattaforme e l’imporsi del fenomeno delle serie tv trova nuove declinazioni. «La regina degli scacchi», «Bridgerton» e «Il segreto dei 3 corpi» sono sole alcuni esempi dell’effetto sinergico fra audiovisivo ed editoria, tanto che da una ricerca condotta da NielsenIQ per Netflix il fenomeno emerge con evidenza. Dall’analisi, che ha preso in esame 187 produzioni audiovisive distribuite fra il 2022 e il 2025 e oltre 2.400 titoli editoriali collegati, il risultato più eclatante è che nelle quattro settimane successive al lancio di una serie o di un film le vendite dei libri da cui tali opere sono tratte aumentano in media del 197%.

Non solo: la seconda fonte di scoperta dei libri, dopo le librerie fisiche e le vetrine con il 38%, sono serie tv e film (29%), davanti al passaparola (23%). Un fatto che emerge con maggiore evidenza per la Gen Z, (i nati tra il 1997 e il 2012), che trae ispirazione anche da video sui social, come BookTok (una sotto-comunità dell'app TikTok). Considerando poi un pubblico di tutte le età, le serie tv e i film «non sono soltanto un driver di scoperta ma anche di riscoperta di classici della letteratura, per esempio ‘Il Gattopardo’, riportandoli così all'attenzione di una nuova generazione di lettori», dice Vincenzo Mastrofilippo, sales effectiveness lead di Nielsen Italia.

Un mercato nazionale

Se le librarie sono la prima fonte di scoperta, il loro numero è in calo degli ultimi anni a fronte della crescita media delle superfici espositive. Un’evidenza che secondo Giovanni Peresson, responsabile dell'ufficio studi dell'Associazione italiana editori (Aie), è legata alla trasformazione dei grandi centri urbani. «Accanto a questo ci sono altri due aspetti importanti da considerare quando si parla di editoria in Italia. Il primo è che se nel 1965 solo il 16% degli italiani con più di 6 anni dichiarava di aver letto un libro, esclusi gli scolastici, nei precedenti 12 mesi, oggi la quota è del 50-60%. Il secondo aspetto è che il mercato italiano dell’editoria è sostanzialmente nazionale, a differenza di quanto accade nel Regno Unito, in Spagna, Francia e Germania, anche se il gap si è ridotto negli ultimi anni, come dimostra il caso del romanzo ‘L’amica geniale’ di Elena Ferrante. In sintesi, siamo un Paese che importa più di quanto esporta», dice Peresson.

I diritti all’estero

Ma le vendite dei diritti all'estero aumentano dopo il rilascio di serie tv e film? «Quando una serie o un film raggiungono una dimensione internazionale è naturale che cresca anche l'attenzione verso l'opera originale. In questi casi vediamo un interesse maggiore non solo per il singolo titolo ma spesso per l'intero catalogo dell'autore. L'adattamento audiovisivo può diventare un acceleratore di scoperta e circolazione delle opere, soprattutto quando riesce a parlare contemporaneamente a pubblici e mercati diversi» spiega Gianluca Foglia, direttore editoriale del Gruppo Feltrinelli. Igor Pagani, direttore editoriale Saggistica, Oscar Mondadori e Classici, fa invece notare che «Il caso più positivo sul fronte delle cessioni è ‘Tutto chiede salvezza’ di Daniele Mencarelli. Le prime cessioni importanti, in Germania e Francia, sono state concluse prima della notizia della serie, ma l’annuncio della produzione Netflix, con distribuzione prevista in tutta Europa, ha generato un ulteriore effetto trainante: diversi editori hanno iniziato a considerare il titolo e alla fine il libro è stato venduto in un totale di 12 lingue. Al contrario, non si è registrato un impatto significativo sui diritti esteri per ‘Non ho mai avuto la mia età’ di Antonio Dikele Distefano, legato alla serie Netflix Zero, né per ‘Mia sorella mi rompe le balle’ dei fratelli Tercon, legato al film Netflix ‘La vita da grandi’».

Tornando al mercato nazionale, Giovanni Francesio, direttore editoriale di Neri Pozza, mette in evidenza che l’impatto favorevole sulle vendite di libri si è visto «oltre che per il film ‘Niente di nuovo sul fronte occidentale’, per la serie tratta dal romanzo di David Nicholls One day’. Altre produzioni audiovisive che hanno influito positivamente sono state il film tratto da ‘Il potere del cane’ di Tom Savage, le serie ‘Un gentiluomo a Mosca’, tratta dal romanzo di Amor Towles, e ‘Il simpatizzante’, dal romanzo del Premio Pulitzer Viet Thanh Nguyen».
In ogni caso l’effetto più significativo non riguarda il breve ma il medio periodo, perché la sfida dell'editoria non è soltanto pubblicare libri ma soprattutto dare loro il tempo per essere scoperti e durare. (riproduzione riservata)