La regolamentazione è fondamentale per garantire fiducia e sicurezza sul mercato dei capitali. Con la MiCAR, l’Unione Europea ha introdotto il primo quadro normativo completo al mondo per le cripto-attività, il cui primo periodo di prova è terminato oggi 1° luglio. A partire da tale data, ogni fornitore di servizi relativi alle cripto-attività operante nell’Ue dovrà essere in possesso di una licenza MiCAR a tutti gli effetti e i fornitori che non saranno riusciti ad ottenere la licenza dovranno interrompere i servizi.
Una tappa significativa, che probabilmente non riceverà l’attenzione che merita. Ciò che la rende tale non è la scadenza in sé ma ciò che comporta: per la prima volta, un intero continente gestirà il mercato delle criptovalute nell’ambito di un unico quadro normativo che comprende le licenze, la custodia, la tutela dei consumatori e la gestione del mercato. Nessun’altra giurisdizione al mondo ha raggiunto questo traguardo: mentre gli Stati Uniti rimangono impantanati nel dibattito sui fondamentali e l’Asia resta frammentata, l’Europa, spesso dipinta come lenta nell’innovazione, avrà istituito la normativa più coerente al mondo in materia di cripto-asset.
Ciò che la rende ulteriormente significativa è legata al rapporto tra regolamentazione e adozione, che sono legati a doppio filo. Secondo un nostro recente studio, circa l’80% degli italiani considera la regolamentazione e la trasparenza come elementi fondamentali nella scelta di una piattaforma di criptovalute. La normativa europea rafforzerebbe ulteriormente la fiducia dei clienti: quasi la metà degli italiani (47,3%) ha riconosciuto che regolamenti come MiCAR aumenterebbero la credibilità del settore. Questa fiducia, che non si costruisce nonostante la regolamentazione ma proprio grazie a essa, apre la strada alla fase successiva dell’adozione.
Questa evoluzione assume particolare rilevanza in un Paese come l’Italia, dove l’interesse verso le criptovalute si accompagna a una richiesta sempre più chiara di affidabilità e sicurezza: dalla nostra ricerca, infatti, è emerso anche che la propria banca è indicato dagli intervistati come soggetto più affidabile per investimenti cripto (36%), davanti a consulenti indipendenti (quasi il 19%) e piattaforme specializzate (quasi il 15%).
Cosa ci rivela questo dato? Innanzitutto, che operatori completamente regolamentati e conformi agli standard europei svolgeranno un ruolo decisivo nel rafforzare la fiducia degli investitori e nel consentire a banche e istituzioni finanziarie di offrire ai propri clienti un accesso sicuro, trasparente e affidabile agli asset digitali. In secondo luogo, che le criptovalute non si stanno muovendo verso un sistema finanziario parallelo ma verso una piena integrazione all’interno di quello esistente. Banche, asset manager e investitori istituzionali si stanno avvicinando sempre più alle criptovalute, non perché siano improvvisamente diventati propensi al rischio, ma perché il quadro normativo ora consente loro di farlo con il rigore e la tutela che i loro clienti si aspettano.
Il 1° luglio non rappresenta un obbligo normativo, ma un segno di fiducia. Indica che l’Europa è seriamente intenzionata a costruire un mercato delle criptovalute su basi solide. Non perché permissive ma perché credibili. Gli operatori che hanno investito in compliance, sicurezza e infrastrutture di livello istituzionale si troveranno a operare in un contesto in cui gli standard sono diventati più alti per tutti. Come Boerse Stuttgart Digital, primo operatore in Germania a ottenere la licenza MiCAR, accogliamo con grande favore questa evoluzione, che riteniamo positiva sia per il mercato che per gli investitori.
Qual è la implicazione più ampia? In un mondo in cui la finanza digitale si evolve rapidamente, le giurisdizioni che attireranno capitali, talenti e innovazione sono quelle che offrono chiarezza. Una regolamentazione intelligente, non l’assenza di regolamentazione. L’Europa, con la MiCAR, ha compiuto una scelta strategica. Una scelta che potrebbe rivelarsi tra le più significative degli ultimi anni.
In conclusione, la regolamentazione deve fare tre cose: favorire la crescita, promuovere l’innovazione e rimanere pragmatica. Perché è così che si costruiscono la fiducia e la sicurezza nei mercati dei capitali. (riproduzione riservata)
*Country Manager di Boerse Stuttgart Digital