Mentre il calcio si lecca le ferite per la terza mancata qualificazione consecutiva ai campionati mondiali, il mondo del tennis ha più di un motivo per festeggiare. Da dieci anni il movimento delle racchette ha conosciuto una crescita senza sosta, al punto che i tesserati alla Fitp (la federazione che raggruppa anche il padel) sono diventati sostanzialmente gli stessi della Figc: 1,2 milioni di atleti. Mentre il numero dei praticanti vede ancora leggermente in vantaggio il calcio: 6,5 milioni contro i 6,2 milioni che si cimentano con la racchetta.
A chiudere la partita dei confronti ci pensano i ricavi del tennis, che nel 2025 hanno toccato 230 milioni di euro, circa 30 in più del pallone. Merito degli incassi degli eventi, che pesano per il 70% del fatturato federale (157 milioni) e che il presidente Angelo Binaghi vorrebbe ulteriormente potenziare, cullando l’idea di organizzare un quinto slam in Italia da affiancare agli storici Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e Us Open.
Oltre agli Internazionali che si disputano a Roma e che quest’anno si svolgeranno dal 27 aprile al 17 maggio, e le Final 8 di Coppa Davis confermate a Bologna, il calendario tennistico italiano include una ventina di tornei challenger e dal 2021 si fregia delle Nitto Atp Finals di Torino, dove si sfidano i migliori otto giocatori del circuit.
Una competizione che solo lo scorso anno, dice Fitp, ha dato lavoro a più di 4 mila persone generando ricadute economiche per oltre 590 milioni.
Sarà forse per questo che, proprio a Torino, la federazione sta ragionando anche sull’opportunità di acquistare una quota di minoranza della Stampa, tramite la controllata Sportcast, la società che gestisce il canale SuperTennis e che nel 2024 (ultimo bilancio depositato) ha registrato un fatturato di 13 milioni e un utile di 56 mila euro.
Lo storico quotidiano venduto dalla Exor di John Elkann è stato recentemente rilevato dalla Sae di Alberto Leonardis, che aveva già alcuni giornali ex Gedi. Federtennis sta completando proprio in questi giorni la due diligence al termine della quale scioglierà le riserve sull’investimento. Ma intanto nel 2026 per il movimento si aspetta ricavi ancora in crescita oltre 250 milioni. Certo, molto dipenderà dai successi delle stelle azzurre, a iniziare da Jannik Sinner, che lo scorso anno era riuscito a imporsi a Wimbledon, primo trionfo per un italiano da 138 edizioni, ma che a gennaio non è riuscito a confermarsi agli Australian Open.
E dalle imprese di Jasmine Paolini, che aveva vinto gli Internazionali sia nel singolo sia nel doppio con Sara Errani. Per tirare una riga, lo scorso anno il tennis azzurro ha collezionato 12 titoli nei circuiti singolari Atp e Wta, mentre le nazionali capitanate da Filippo Volandri e Tathiana Garbin hanno portato a casa la medaglia in Coppa Davis e alla Billie Jean King Cup. «Merito del duro lavoro degli atleti e di quello che facciamo come federazione, impegnandoci a continuare a fare le riforme necessarie», dice Binaghi.
Un momento d’oro che stride con quello del calcio nostrano che, oltre a saltare i Mondiali per la terza volta di fila, non vince la Champions League dal 2010 con l'Inter. Un’indagine Nielsen rivela che il 53,4% degli italiani è appassionato di calcio, ma che il 48,8% segue il tennis, con una crescita del 9% dal 2021. Lo si vede anche dal numero dei telespettatori.
Le fasi conclusive dell’Atp Finals tra Sinner e Carlos Alcaraz del 16 novembre 2025 ha tenuto incollati al monitor 7 milioni di tifosi. La partita decisiva per la qualificazione ai Mondiali persa contro la Bosnia ha visto 12,1 milioni di persone collegate su Rai 1. (riproduzione riservata)