Il doppio collocamento di Btp Valore iniziato lunedì 20 ottobre e in corso (salvo chiusura anticipata) fino a venerdì 23 è partito col botto: nella prima giornata di collocamento i due titoli a cinque anni tradizionale - con cedole crescenti - e Insieme - con cedola unica finale - hanno raccolto 4,6 miliardi, coinvolgendo quasi 150 mila risparmiatori tricolore.
Nel frattempo però nuove ombre si stanno addensando sopra il debito pubblico tricolore: tanto che lo spread, differenziale tra il Btp decennale e il Bund tedesco di pari durata, si è di nuovo allargato a inizio settimana fino a raggiungere quota 116 punti base.
Se però, come sembra evidente fin da queste prime battute, il Btp Valore dovesse mettere a segno una raccolta complessiva particolarmente robusta potrebbe crearsi un effetto a cascata con ricadute positive proprio sullo spread e sui rendimenti dei Btp.
Le famiglie italiane e le società non finanziarie, spiegano in un report gli analisti di Unicredit, hanno svolto un ruolo fondamentale nell’assorbimento dell’offerta di titoli di Stato italiani, acquistando oltre 250 miliardi di euro di obbligazioni tra il 2018 e la fine di luglio di quest’anno, pari a un terzo dell’offerta netta complessiva nel periodo. Oggi detengono il 16% del debito pubblico italiano, la quota più alta dal 2013.
Il miglioramento dei fondamentali macroeconomici e dei conti pubblici ha favorito anche la domanda degli investitori esteri, che dal 2018 hanno acquistato circa 300 miliardi di euro di Btp e a luglio detenevano oltre un terzo dei titoli in circolazione.
La domanda per i Btp Valore, ricordano gli analisti, «è stata solida sin dal lancio di questa categoria di titoli da parte del Tesoro nel 2023». Le ultime due emissioni, collocate nell’ottobre 2025 e nel marzo 2026, hanno consentito al ministero dell’Economia di raccogliere oltre 16 miliardi di euro. «La domanda per la prossima emissione sarà sostenuta da un rendimento interessante (4,1% quello lordo annuo a scadenza, ndr), considerando che il rendimento del Btp quinquennale rimane vicino al limite superiore dell’intervallo registrato dall’inizio del 2013».
Inoltre, la recente volatilità sui mercati azionari potrebbe indurre gli investitori «a realizzare i guadagni accumulati sulle azioni e a riallocare parte delle risorse verso il mercato obbligazionario». Va comunque considerato che i depositi bancari delle famiglie italiane superano ancora, segnalano gli esperti, «i mille miliardi di euro: esiste quindi spazio per acquistare i nuovi Btp Valore senza dover liquidare altri investimenti».
Insomma, secondo gli analisti è possibile aspettarsi da questa emissione una raccolta robusta, come peraltro i primi dati parziali parrebbero confermare. «Considerando che anche il prossimo anno l’offerta netta di titoli di Stato italiani dovrebbe rimanere abbondante e che la Bce continuerà a ridurre il proprio portafoglio, il ruolo delle famiglie italiane nell’assorbimento delle nuove emissioni sarà fondamentale», spiegano da Unicredit. «Si tratta infatti di una base di investitori stabile e meno sensibile alle notizie di mercato rispetto ad altre categorie».
In questo contesto una domanda sostenuta per l’emissione in corso «potrebbe rappresentare un segnale positivo per il mercato dei Btp nel suo complesso, contribuendo potenzialmente a una riduzione dello spread rispetto ai titoli di Stato tedeschi». (riproduzione riservata)