Eni ha definito un accordo di partnership di lungo termine per valorizzare il portafoglio upstream. È stato infatti sottoscritto un contratto di partnership con AC Europe II SCSp (gestita da Ares Credit Management), che prevede un apporto di 2 miliardi di dollari con incasso nel terzo trimestre. A coprire l’importo in maniera congiunta sono i fondi gestiti da Ares (che ha come advisor Rothschild) e da Pimco.
In questo modo Eni valorizza una parte del proprio portafoglio di infrastrutture upstream liberando capitale da destinare a opportunità con ritorni più elevati. Eni, infatti, accumula nel tempo investimenti in asset funzionali all’attività core di produzione di petrolio e gas (per esempio impianti di perforazione, gasdotti...), impiego che può essere ottimizzato attraverso una partnership economica, mantenendo la proprietà e il controllo. La struttura dell’operazione viene contabilizzata come equity e non come debito e in tal senso non comporta pagamenti obbligatori (nessuna cedola fissa). Avrà durata perpetua, ma Eni avrà il diritto di estinguerla dopo il decimo anno pagando un importo che consenta all’investitore di raggiungere il rendimento obiettivo. Dopo il trentesimo anno, Eni potrà esercitare l’opzione di rimborso al valore nominale di 1 dollaro. Una cessione diretta degli asset avrebbe richiesto tempi molto più lunghi. Per Eni il costo dell’operazione è equivalente a quello di un debito subordinato a lunga scadenza. Il closing è previsto entro il terzo trimestre del 2026. (riproduzione riservata)