Cosa c'è sotto la lente degli analisti: utility in ginocchio, azioni a prezzi stracciati e revival alla Buffett
Cosa c'è sotto la lente degli analisti: utility in ginocchio, azioni a prezzi stracciati e revival alla Buffett
Utility penalizzate dal decreto bollette, il buyback miliardario di  Tenaris e il New York Times che torna nel portafoglio della Berkshire Hathaway. Le valutazioni degli analisti

di Francesca Gerosa 21/02/2026 16:00

Ftse Mib
46.472,98 6.58.53

+1,48%

Dax 30
25.260,69 23.30.22

+0,87%

Dow Jones
49.625,97 3.48.48

+0,47%

Nasdaq
22.885,06 23.50.58

+0,90%

Euro/Dollaro
1,1826 3.58.55

+0,32%

Spread
60,22 17.29.12

-0,49

Il via libera del governo Meloni al decreto bollette ha fatto inciampare Piazza Affari giovedì 19 febbraio, zavorrata dal comparto utility con Enel, Erg ed Edison i titoli più colpiti dalle vendite. Il perché è chiaro: il taglio delle bollette per famiglie e imprese si finanzia con una compressione dei margini dei produttori di energia. Ma la vera domanda non è solo “quanto pesa” sull’ebitda delle società energetiche, ma se altri Paesi (Germania in testa) replicassero quanto fatto in Italia. Il vero rischio per gli esperti è che la misura diventi sistemica proprio mentre molti investitori cercano titoli difensivi in portafoglio.

Le 29 azioni colpite dal sentiment negativo sull’AI a prezzi stracciati

Se le utility soffrono per eccesso di intervento pubblico, un altro gruppo di titoli soffre per eccesso di narrativa: quella sull’intelligenza artificiale. AlphaValue ha individuato 29 azioni europee travolte dal sentiment «AI disruption», con un -20% da inizio anno e un -25% dal Liberation Day, contro uno Stoxx600 a +33%. Tra i nomi: Adecco, Adyen, Capgemini, Experian, Flutter, Nemetschek, Sage, Sopra Steria, Randstad, Wolters Kluwer e l’italiana Nexi. Ma per chi ha sangue freddo, le valutazioni di alcune di queste azioni iniziano a essere difficili da ignorare.

Fineco premiata da Ubs

Da vittima dell’AI a beneficiaria? Fineco ha perso il 15% in una settimana. Ubs, però, ribalta la lettura: rating alzato a buy con un target price a 23,80 euro (+25% di upside). Tre i punti di forza: base depositi solida e clienti +9%; modello consulente–cliente ancora centrale nel mercato italiano; piattaforma IT proprietaria già pronta a integrare l’AI.

Prysmian bocciata da Berenberg

Anche Prysmian, leader nei cavi e beneficiaria del capex per data center, ha fondamentali forti. Berenberg è costruttiva sul lungo periodo, ma nel breve declassa l’azione a hold. Qui il tema è diverso: non business in crisi, ma multipli tirati (il titolo tratta a premio del 60% sul rivale Nexans). E l’esposizione agli Stati Uniti, motore della performance, è un rischio.

Le mosse di Warren Buffett

A volte tornano. Berkshire Hathaway ha tagliato del 77% la quota in Amazon e ha ridotto quella in Apple (che resta la prima posizione nel portafoglio della holding di Warren Buffett), mentre è entrata nel New York Times con 5,07 milioni di azioni (3,12%). Ma non è un ritorno nostalgico alla carta stampata: 13 milioni di abbonati, 2 miliardi di ricavi digitali, margine operativo del 24%, modello subscription e pricing power. Buffett non ha comprato un giornale: ha comprato una piattaforma digitale che va a gonfie vele.

Tenaris sorprende

Non sono mancate le sorprese positive. Nonostante i dazi statunitensi sull’acciaio al 50%, Tenaris ha chiuso il quarto trimestre 2025 battendo il consenso su utili e ricavi. E i margini hanno tenuto grazie, soprattutto, alle vendite di tubi per il settore oil & gas in Nord America. Con 3,32 miliardi di cassa netta (14% della market cap) e un buyback da 1,2 miliardi in corso, a cui ne potrebbe seguire un altro, l’azione raccoglie parecchi buy tra gli analisti.

Oro imbattibile

Se l’energia industriale sorprende, l’energia geopolitica spinge i beni rifugio. L’oro ha consolidato il rialzo sopra 5.000 dollari al barile. Le correzioni del 10-20% restano fisiologiche, ma finora sono state occasioni di accumulo, non di uscita. Daniel Marburger, ceo di StoneX Bullion, spiega cosa succede al prezzo del metallo giallo se scoppia la guerra Usa-Iran.

La veterana di Piazza Affari, Borgosesia, dice addio al listino

Mentre alcuni titoli toccano nuovi massimi storici a Piazza Affari, altri salutano il listino. Alba Srl ha lanciato un’opa su Borgosesia a 0,710 euro (premio del 20,3%), per un controvalore di 33,9 milioni, con successivo delisting. Fondata nel 1873 e quotata da fine Ottocento, Borgosesia chiude un capitolo storico. La capitalizzazione è scesa a 33,5 milioni. È il segnale di una tendenza più ampia: le small cap con liquidità limitata e business di nicchia trovano spesso più spazio fuori dal mercato regolamentato.

È tutto per oggi. Continuate a seguirci per ulteriori approfondimenti nel prossimo numero di Follow the report e se pensate che possa interessare a qualcuno inoltrate la newsletter.

Francesca

(riproduzione riservata)