Cosa c'è sotto la lente degli analisti: guerra dei capitali, pioggia di utili dalle banche italiane e risiko nella diagnostica
Cosa c'è sotto la lente degli analisti: guerra dei capitali, pioggia di utili dalle banche italiane e risiko nella diagnostica
Questa settimana Donald Trump è stato il regista del caos. Tutte le analisi degli analisti

di Francesca Gerosa 25/01/2026 09:00

Ftse Mib
44.950,32 17.40.00

+0,26%

Dax 30
24.933,08 18.00.00

+0,13%

Dow Jones
49.299,49 18.32.49

+0,41%

Nasdaq
23.676,69 18.27.59

+0,75%

Euro/Dollaro
1,1886 18.12.45

-0,08%

Spread
59,07 17.29.47

-1,82

Questa settimana Donald Trump è stato il regista del caos tra sparate e marce indietro. La combinazione di dazi, deficit e muscoli geopolitici rischia di trasformare la classica guerra commerciale in qualcosa di più serio: una guerra dei capitali. L’avvertimento è arrivato dal fondatore di Bridgewater Ray Dalio. Il mercato ha risposto con un riflesso condizionato: Treasury Usa e dollaro venduti a mani basse. E come da manuale di sopravvivenza finanziaria, Dalio ha rimesso l’oro al centro: 5-15% del portafoglio.

La corsa ai beni rifugio e il rischio sistemico

È corsa ai beni rifugio perché, come spiega Antonio Tognoli di Cfo Sim, le minacce commerciali di Trump non sono rumore elettorale, ma un vero e proprio rischio sistemico. Il 2026 potrebbe passare alla storia come l’anno in cui la finanza ha iniziato a prezzare seriamente la frammentazione globale e un conflitto tra modelli: America First produttiva ed Europa tra green deal e sovranità strategica. Tre i settori che rischiano di pagare caro questo nuovo mondo, per fortuna che altri sei settori controbilanciano la partita.

Opportunità nel mercato obbligazionario corporate Usa

Mentre Trump fa ballare i mercati azionari le obbligazioni corporate Usa investment grade hanno reso +7,8% nel 2025 e, secondo Payden & Rygel, possono fare bene anche nel 2026. Con un rendimento intorno al 4,8%, spread contenuti e qualità media A-, l’idea è semplice: incassare il carry e, se i tassi scendono, portare a casa anche il capital gain. E per chi vuole spingersi un po’ oltre, l’high yield Usa offre rendimenti più elevati, a patto di selezionare bene e gestire il cambio. Guardate il basket di sei bond che stracciano i Btp.

Il futuro del settore bancario: buyback o M&A?

In questo scenario incerto, anche il mondo bancario cambia pelle. Secondo Ubs, il grande supporto dei buyback in Europa sta perdendo forza con un rendimento stimato al 2,3% nel 2026. Non poco, ma nemmeno irresistibile. Da qui la domanda: meglio continuare a riacquistare azioni o usare il capitale per M&A intelligenti? I deal recenti (Bnp Paribas, Abn Amro) suggeriscono che acquisizioni ben mirate possono creare più valore dei buyback.

Chi distribuirà più capitale tra le banche italiane

Sul fronte domestico, Barclays vede in arrivo conti solidi (oltre 5 miliardi di euro di utili) e capitale abbondante per le banche italiane. La distribuzione del capitale resta il loro punto di forza. Intesa Sanpaolo può permettersi un payout fino al 95%, da Unicredit Barclays si attende utili record e un possibile aumento del dividendo come da Banco Bpm ma solo una è la top pick.

Ariston e il boom delle pompe di calore in Germania

In Germania, invece, gli incentivi al riscaldamento green stanno esplodendo. Solo a dicembre +50%. Il vero motore? Le pompe di calore, che da sole rappresentano oltre il 90% delle richieste. E qui entra in scena Ariston, che in Germania potrebbe detenere oltre il 40% del mercato. Non sorprende quindi il rally del titolo a Piazza Affari e il coro abbastanza compatto degli analisti: buy confermati con target price intorno a 5 euro.

Danieli cavalca gli investimenti nell'acciaio

Se Ariston beneficia degli incentivi, Danieli cavalca i maxi investimenti previsti nel settore dell’acciaio. Anche grazie a un contesto normativo più favorevole, Berenberg si aspetta un utile netto vicino ai 300 milioni e ha alzato il target price a 66 euro (anche dell’azione di risparmio) perché, nonostante il rally recente, l’azione scambia troppo a sconto rispetto ai competitor.

Il risiko nella diagnostica: focus su Qiagen e Diasorin

A riaccendere il risiko nella diagnostica è l'olandese Qiagen, tornata nel radar di potenziali acquirenti. Nulla di concluso, ma il timing non è casuale: il settore life sciences è tornato a fare operazioni grosse. Il punto interessante, però, è l’effetto collaterale su Diasorin, vista la partnership strategica in essere che integra i test di Qiagen (come il QuantiFeron per la tubercolosi) sulle piattaforme automatizzate di DiaSorin (la linea Liaison) per offrire soluzioni complete ai laboratori. Nessun contratto è a rischio, ma Diasorin, secondo gli analisti, potrebbe anche puntare ad acquisire il test Quantiferon.

È tutto per oggi. Continuate a seguirci per ulteriori approfondimenti nel prossimo numero di Follow the report e se pensate che possa interessare a qualcuno inoltrate la newsletter.

Francesca

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