Rally delle borse dopo l'esito delle elezioni midterm negli Stati Uniti: sia le piazze del Vecchio Continente che Wall Street festeggiano infatti la netta vittoria dei democratici. A Milano seduta negativa per Ariston che arriva a perdere fino al 7%, per poi recuperare parzialmente in chiusura, in scia alla revisione al ribasso della guidance 2026. A Copenaghen, invece, brilla Novo Nordisk grazie ai risultati di terzo trimestre sopra le attese. Revolut chiude un nuovo round di finanziamento e raggiunge una valutazione di 115 miliardi di dollari, mentre Meta potrebbe raccogliere fino a 9 miliardi di dollari dalla sua prima emissione obbligazionaria in euro.
Borse in forte rialzo, sull'esito delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, con la netta vittoria dei democratici. Piazza Affari registra un aumento del 2,18% e supera quota 51 mila punti. Bene anche le borse europee: a Francoforte il Dax guadagna il 2,26%, a Parigi il Cac 40 registra un progresso del 2,04% e a Londra il Ftse 100 avanza dell'1,82%. Seduta brillante anche a Wall Street con il Dow Jones che sale del 2,9% e il Nasdaq che registra un rialzo dell'1,9%.
Ariston Holding flette in Borsa, dopo la revisione al ribasso della guidance 2026: il titolo chiude in calo dell'1,37%, dopo aver perso fino al 7%. In particolare, i ricavi netti 2026 sono attesi in crescita organica tra +1% e +2% su base annua, rispetto alla stima precedente tra +1% e +4%, e il margine Ebit adjusted 2026 è atteso intorno al 7%, rispetto al precedente tra il 7% e l'8%, riflettendo le maggiori pressioni inflazionistiche sui costi osservate nel 3* trimestre, le persistenti condizioni avverse in Medio Oriente e il tempo necessario affinché le nuove azioni di pricing producano effetti.
Nel terzo trimestre Novo Nordisk ha proseguito lo slancio commerciale dei prodotti contro l'obesità a base di semaglutide, con la pillola Wegovy che si è distinta battendo le attese. Novo, quindi, vince la battaglia contro Eli Lilly nei trattamenti orali, ma la guerra è tutt'altra storia e il campo di battaglia è Wall Street: la rivale di Indianapolis ha visto il titolo crescere di circa un terzo anche nel 2026, mentre la capitalizzazione di mercato di Novo Nordisk è scesa di oltre il 15%. Tuttavia, una vittoria resta sempre una vittoria e infatti Novo è salita del 5,5% a Copenaghen. In preparazione alla crescita futura, infine, Novo ha scelto un manager italiano in qualità di direttore finanziario: si tratta di Luigi La Corte, cfo di Recordati tra 2019 e 2025.
Revolut ha chiuso un nuovo round di finanziamento e raggiunge una valutazione di 115 miliardi di dollari. L'operazione conferma il crescente interesse degli investitori internazionali per la fintech che prosegue il percorso di espansione verso l'obiettivo di diventare una banca globale. Il round è stato guidato da Glade Brook Capital Partners, Coatue, Durable Capital Partners, T. Rowe Price Associates e Baillie Gifford, con la partecipazione di investitori storici e nuovi partner finanziari. Il nuovo round consentirà al gruppo di proseguire gli investimenti per ampliare la presenza internazionale e accelerare la crescita della base clienti.
Meta Platforms potrebbe raccogliere fino a 9 miliardi di dollari dalla sua prima emissione obbligazionaria in euro grazie a una domanda record da parte degli investitori, dopo aver raccolto 15 miliardi attraverso un'emissione di bond in dollari in cinque tranche nella giornata di ieri. Le due operazioni, in cui Meta puntava a raccogliere almeno 20 miliardi di dollari, dovrebbero consentirle di raccogliere i capitali necessari per sostenere gli ingenti investimenti pianificati nel settore dell'intelligenza artificiale. Nell'ultima trimestrale, l'azienda ha infatti fissato il target di spesa in conto capitale tra i 135 e i 145 miliardi di dollari, una cifra record legata soprattutto all'espansione delle infrastrutture per l'AI.