Conti pubblici, approvato il Def: l’Italia cresce meno. Giorgetti: le alte aspettative di inflazione danneggiano gli Stati sovrani
Conti pubblici, approvato il Def: l’Italia cresce meno. Giorgetti: le alte aspettative di inflazione danneggiano gli Stati sovrani
Il governo approva il Documento di finanza pubblica: pil atteso in crescita dello 0,6% nel 2026 e nel 2027. Confronto «tranquillo e sereno» con le agenzie di rating. E sulla procedura di deficit «l’arbitro ha fischiato» 

di Anna Di Rocco 22/04/2026 13:50

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«Abbiamo approvato il Documento di finanza pubblica. Si tratta di una fotografia dell’andamento dei conti pubblici la cui naturale premessa è che non stiamo vivendo circostanze normali ma del tutto eccezionali. Ne consegue che le previsioni che sono previste nel documento inevitabilmente sono già discutibili e soggette ad approfondimenti e aggiornamenti». Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, durante la conferenza stampa post-Cdm. 

Le stime – con il pil che scende allo 0,6% nel 2026 e nel 2027, e l’indebitamento netto che sale al 2,9% il prossimo anno e al 2,8% nel 2027 – «riducono le prospettive di crescita», ha detto il ministro. Il rapporto debito/pil – sempre secondo le stime del Dfp – si attesterà al 138,6% nel 2026, al 138,5% nel 2027, al 137,9% nel 2028. 

«Mi sembra abbastanza chiaro che questo documento, che fotografa la realtà, meriterà, e credo urgentemente, di essere approfondito a brevissimo con decisioni di natura politica in merito sia alla deroga sulle spese della difesa e sia allo shock di tipo energetico che il conflitto in Medio Oriente sta generando». 

Sul tema difesa il titolare del Mef ha poi precisato che «c’è agli atti una risoluzione parlamentare che prevedeva – qualora fossimo usciti dalla procedura di deficit – una prospettiva di progressivo aumento della spesa della difesa. Naturalmente a questo punto a brevissimo e, contestualmente alla risoluzione parlamentare che nelle prossime settimane approverà i nuovi elementi, si dirà come procedere per quanto riguarda le spese della difesa». 

Se aumentano aspettative inflazione rischio danni per Stati sovrani

«Le agenzie di Rating conoscono la situazione e hanno coscienza di quel che sta avvenendo sul fronte della crescita. C’è un confronto tranquillo e sereno, certamente quel che succede non agevola le prospettive. In particolare, qualora aumentassero le aspettative di inflazione si innescherebbe un circolo vizioso a danno di imprese, famiglie e Stati sovrani, questo dobbiamo dircelo», ha detto il ministro rispondendo a una domanda posta da questo giornale. 

Sulla mancata uscita dalla procedura di infrazione, il ministro ha citato Boskov: «Rigore è quando l’arbitro fischia». L’arbitro, ha detto Girogetti, «ha deciso rigore. Si può essere d’accordo o meno, ma queste sono le regole del gioco. Sarò sincero, questo dibattito – sull’uscita dalla procedura di infrazione – a me interessava molto fino al 28 febbraio 2026. Dopo quella data, mi interessa relativamente meno. Vedo poi i commenti e capisco che in questo Paese ci sono anche dirigenti sportivi che hanno esultato per l’eliminazione dell’Italia dai mondiali di calcio. È evidente che ci sono tante persone che esultano ma colpisce gli interessi nazionali».

Non si esclude scostamento di bilancio 

Interrogato sulla possibilità che l’Italia «faccia da sola» sullo scostamento di bilancio in caso di mancato intervento dell’Europa, il titolare del Mef ha ammesso di averne già discusso, in termini informali, nella settimana prima di chiudere il Dfp.

«Ci muoveremo da soli? Non lo escluderei, ma parlando con i colleghi in tanti si trovano come me: a fare il medico nell’ospedale da campo. In tanti condividiamo la stessa visione, io e diversi ministri europei abbiamo sottoscritto una proposta di tassazione eccezionale nei confronti delle grandi compagnie petrolifere, per finanziare gli interventi. Non mi sembra però che la nostra proposta sia stata ben accolta». 

Ma «ribadisco: se si fa uno scostamento c’è una priorità, che deve essere ovviamente valutata per essere massimamente produttiva. Se voglio evitare l’aumento dei prezzi al supermercato, devo evitare che qualcuno ribalti i maggiori costi del trasporto sull’ultima fase del ciclo al dettaglio» 

Il ministro ha poi precisato che l’Italia non ha chiesto la deroga al Patto di Stabilità: «Ho detto che bisogna essere pronti e flessibili a rispondere alle situazioni. Non rilassati ma flessibili. Quello che secondo me non è accettabile è la rigidità nell’approcciare un mondo che è completamente cambiato». (riproduzione riservata) 

Articolo in aggiornamento