Per parcheggiare la liquidità in modo prudente, aspettando che passi la tempesta sui mercati, la soluzione dei conti di deposito rappresenta un buon compromesso tra rendimenti, assenza di commissioni e flessibilità di investimento. Anche perché l’incognita principale oggi è sulla durata della guerra Usa-Iran: «I mercati hanno prezzato il rischio di un conflitto prolungato», sottolineano gli esperti di Anima.
E il conto di deposito può anche essere una soluzione alternativa per chi non ha sottoscritto il Btp Valore, il cui collocamento si è chiuso venerdì 6 marzo. Anche se va detto che i titoli di Stato, a differenza dei conti, sono tassati meno, al 12,5%, mentre i depositi scontano un’aliquota del 26%. Entrambi sono invece colpiti allo stesso modo per quanto riguarda l’imposta di bollo: è dello 0,2% annuo sul capitale investito. Questa, che può essere considerata una sorta di mini-patrimoniale, è prevista per tutti gli strumenti finanziari, fanno eccezione i fondi pensione e le polizze Vita di ramo I.
Oggi le migliori offerte a 12 mesi tra i conti di deposito arrivano a dare un rendimento del 3% lordo, il che vuol dire il 2,22% considerando la tassazione sulle plusvalenze del 26% (tabella in pagina). È il caso di Vivi Conto Extra di Vivibanca. Mentre sulla scadenza dei 60 mesi, ovvero cinque anni, si arriva al 3,5% annuo, quindi il 2,59% netto. Questa è la proposta di Cherry Vincolato di Cherry Bank.
Ma quanto può rendere davvero il conto deposito rispetto al Btp Valore o ad altre soluzioni dotate di caratteristiche di protezione, come le polizze Vita ramo I, ovvero gestioni separate che investono i premi soprattutto in Btp? Per capirlo Facile.it ha ipotizzato alcuni scenari confrontando questi tre strumenti. L’analisi è stata realizzata (a collocamento del Btp Valore in corso) prendendo in considerazione un investimento da 10 mila euro su due orizzonti temporali: cinque anni e sei anni, quest’ultima è la durata del Btp Valore 2032 appena collocato. Con un’avvertenza: non è stato considerato il conto di deposito nella scadenza di sei anni perché la durata di questi strumenti solitamente arriva fino ai cinque anni (60 mesi).
Per la simulazione a cinque anni è stato ipotizzato un conto di deposito con tasso di rendimento lordo annuo al 2,9%, un livello che sul mercato è offerto da diversi istituti (tabelle in pagina); il guadagno (al netto della tassazione al 26% e dell’imposta di bollo dello 0,2%) sarebbe pari, dopo cinque anni, a 973 euro. Per il Btp Valore il calcolo prende in considerazione le cedole crescenti (step-up) che caratterizzano questa emissione, da cui deriva un tasso lordo (di oltre il 2,8%) che di poco inferiore al conto deposito. Ma grazie alla tassazione agevolata al 12,5% sulle cedole e al netto dell’imposta di bollo dello 0,2%, il guadagno in questo caso sarebbe di circa 1.133 euro. La stima è stata calcolata assumendo che dopo cinque anni il risparmiatore venda il Btp Valore con prezzo pari a quello di acquisto. Nella realtà, al momento della vendita il risparmiatore dovrà fare i conti con il valore del titolo; se inferiore al prezzo di acquisto, il rendimento netto sarà più basso, se superiore, il rendimento sarà più elevato; vendere il titolo prima della scadenza significherebbe, inoltre, perdere il bonus dello 0,8% previsto per chi tiene l’investimento per tutti e sei gli anni.
Per la terza opzione presa in esame, la polizza Vita ramo I, Facile.it ha fissato un rendimento annuo lordo del 2,68%, che è allineato a quello che queste polizze offrono attualmente, un valore non elevato ma per sua natura piuttosto stabile di anno in anno perché i titoli in portafoglio sono immunizzati dalla volatilità dei mercati essendo valorizzati al costo storico.
Ciò porterebbe a un guadagno netto di 1.237 euro al netto della tassazione che, per questa simulazione, è stata ipotizzata al 12,5% perché come accennato questi prodotti si concentrano sui Btp (anche se, in realtà, potrebbe essere superiore a seconda della composizione del sottostante). L’importo è maggiore rispetto agli altri due strumenti per l’assenza dell’imposta di bollo perché come accennato le polizze Vita di ramo I sono esenti (inoltre per sottoscrizioni sulla piattaforma Facile.it è previsto un bonus iniziale dell’1% che farebbe salire il guadagno netto a 1.337 euro).
Nel secondo scenario, quello a sei anni, per il Btp Valore è stato considerato un rendimento di oltre il 2,9% annuo che, aggiunto al premio finale pari allo 0,8% del capitale nominale, consente di ottenere un guadagno netto di circa 1.490 euro. Per la polizza Vita ramo I è stato ipotizzato sempre un rendimento lordo del 2,68%: il guadagno netto nei sei anni arriverebbe a 1.504 euro (1.607 euro con bonus iniziale dell’1%).
Sono quindi risultati che riflettono il fatto che le tre soluzioni presentano profili diversi in termini di flessibilità, costi e modalità di accesso al capitale. Su 10 mila euro, a cinque anni il Btp Valore può risultare più vantaggioso di un conto deposito, ma con rischio di prezzo perché è soggetto a oscillazioni di mercato se venduto prima della scadenza. A sei anni il titolo di Stato diventa più competitivo grazie al meccanismo step-up e al bonus finale, ma la scelta va valutata in base alle proprie esigenze e al profilo di rischio.
«Quando si ha a che fare con questo tipo di scelta, il consiglio è di non limitarsi ad analizzare i prodotti solo in base al rendimento, ma è fondamentale partire dalle proprie esigenze e poi valutare con attenzione tutte le caratteristiche dei prodotti, anche in termini di flessibilità e di rischi connessi a ciascuno strumento», spiegano gli esperti di Facile.it. Quindi il confronto dei rendimenti è utile ma non basta. Anche i costi sono importanti. Il Btp Valore non ha commissioni di gestione.
Inoltre l’acquisto in fase di emissione (collocamento) non prevede alcuna spesa a carico degli investitori. Le banche non possono addebitare costi e il prezzo di acquisto è alla pari (100). Tuttavia, se il Btp Valore viene acquistato sul mercato secondario dopo l'emissione, si pagano le normali commissioni di negoziazione del proprio intermediario. Dal canto suo il conto deposito offre stabilità e certezze sul guadagno a scadenza, e gli importi sono protetti dal Fondo interbancario di tutela dei depositi fino a 100 mila euro per banca e per depositante in caso di fallimento dell’istituto che li propone. Inoltre non ha alcuna commissione sia in fase di sottoscrizione, sia durante l’investimento e neppure in fase di uscita. Ma questo strumento è caratterizzato, come si diceva, da una tassazione più alta.
Mentre la polizza Vita di ramo I ha un fisco più light grazie all’assenza di imposta di bollo e a una imposizione sulle plusvalenze che può arrivare al 12,5% per la parte investita in titoli di Stato. Inoltre, come per le altre tipologie di polizze Vita, è previsto il differimento dell'imposta sui rendimenti al momento della liquidazione del capitale. Oltre a oltre a impignorabilità, insequestrabilità e assenza di imposte di successione con la possibilità di designare un beneficiario al di fuori dell'asse ereditario (a patto di non ledere la quota di legittima). La polizza Vita offre anche coperture assicurative ma con costi e vincoli maggiori.
Infine investendo in un Btp c’è il rischio di subire la discesa dei prezzi se si vende prima della scadenza. E nei conti di deposito, se si esce prima della fine del vincolo, la remunerazione scende drasticamente scende drasticamente rispetto a quella prevista a scadenza. Mentre il capitale delle ramo I è garantito (quasi sempre al netto dei costi) a scadenza, per morte, o per riscatto in date prestabilite dal contratto.
A tale proposito, nella selezione delle polizze Vita è necessario valutare, accanto a eventuali clausole che comportano la presenza di penali uscendo prima dei termini, anche caricamenti e costi di gestione che per i prodotti assicurativi possono essere superiori ad altri strumenti. La scelta tra le varie alternative dovrebbe quindi considerare non solo il rendimento, ma anche orizzonte temporale, necessità di liquidità, propensione al rischio e diversificazione del portafoglio. (riproduzione riservata)