Conti deposito al 4%: ecco chi batte i titoli di Stato (ma occhio alle condizioni)
Conti deposito al 4%: ecco chi batte i titoli di Stato (ma occhio alle condizioni)
La risalita dell'inflazione e i conseguenti rialzi della Bce e dei rendimenti sovrani, spingono le banche ad aumentare i tassi sui depositi vincolati fino al 4% lordo per competere con i titoli di Stato. Ma è abbastanza?

di di Paola Valentini 18/09/2026 20:00

Ftse Mib
51.545,25 6.56.58

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Dax 30
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-1,60%

Dow Jones
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Nasdaq
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Euro/Dollaro
1,1487 23.00.54

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Spread
92,69 17.30.07

+4,81

I conti deposito continuano ad adeguare i rendimenti per intercettare le mosse della Banca centrale europea che ha alzato i tassi al 2,5% con decorrenza dal 16 settembre. E soprattutto per restare competitivi con i rendimenti in netto aumento dei titoli di Stato a causa dei timori per la ripresa dell’inflazione, motivo per cui la Bce ha stretto ancora i tassi. Il Btp a dieci anni è salito al 4,3% e il T-Bond Usa al 5%. In questo scenario, una vasta platea di prodotti remunera la liquidità a tassi stabilmente posizionati sopra l’asticella del 2,5% lordo annuo, spingendosi frequentemente oltre la soglia del 3%. Le migliori offerte sul mercato riescono a offrire il 4%: tra questi Ing a 12 mesi e Cherry Vincolato di Cherry Bank a 60 mesi. Un segnale di come i canali digitali e le challenger bank stiano spingendo sull'acceleratore commerciale per rimpinguare la raccolta di risparmio presso le famiglie in un contesto di accesa competizione sul funding.

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Le novità sui depositi vincolati e la liquidazione delle cedole

Il comparto dei depositi vincolati sta inoltre ampliando i propri confini introducendo varianti strutturate per intercettare i risparmiatori a caccia di rendite periodiche costanti. Storicamente, l'assenza di flussi ricorrenti aveva tenuto i conti deposito ai margini dell'asset allocation per gli investitori interessati a integrare il reddito o la pensione con entrate regolari, una caratteristica da sempre presidiata dal mercato obbligazionario e, in tempi più recenti, da specifiche categorie di Etf a distribuzione dei proventi. Sebbene la prassi dominante preveda la liquidazione degli interessi una tantum a fine anno, a scadenza del vincolo o anticipata, crescono le opzioni che liquidano le cedole a cadenza trimestrale, o persino mensile.

Su questo ultimo fronte Banca Aidexa ha aperto la strada lanciando a giugno X Risparmio Cedola un conto deposito vincolato non svincolabile che dà cedole mensili ad un tasso annuo lordo fino al 3,2% (a 12 mesi) garantito per tutta la durata.

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Linee libere, vincolate e la flessibilità del capitale

La scelta dello strumento dipende dal vincolo temporale e dal grado di flessibilità richiesto, elementi che influenzano la redditività. Le linee libere garantiscono liquidità immediata a fronte di tassi più contenuti, mentre le linee vincolate offrono rendimenti superiori bloccando il capitale. In quest'ultimo segmento, i prodotti svincolabili permettono il riscatto anticipato (spesso penalizzando gli interessi, con l'eccezione di Ing che mantiene il 4% sulle somme residue), mentre i prodotti non svincolabili azzerano la flessibilità per offrire i rendimenti massimi del mercato. Cherry Bank offre sul vincolo a 12 mesi il 3,25% lordo, mentre sulla linea Cherry Recall (semilibera con preavviso di 32 giorni per il riscatto) il tasso scende all'1,75%. Negli ultimi anni il premio riconosciuto ai conti vincolati rispetto a quelli liberi si è assottigliato a circa mezzo punto percentuale, spingendo molti risparmiatori a privilegiare la prontezza di smobilizzo rispetto alla massimizzazione del profitto.

Ad esempio in Illimity la linea non svincolabile dà il 3,4% a 12 mesi, mentre quella svincolabile il 2,8%.

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L'impatto della tassazione e dell'imposta di bollo

I risparmiatori non devono fermarsi al tasso nominale pubblicizzato. Il rendimento finale è fortemente condizionato da due fattori fiscali: la ritenuta del 26% sugli interessi maturati e l'imposta di bollo dello 0,20% annuo calcolata sulle giacenze complessive.

Prendendo come esempio il 4% lordo di Conto Arancio, tolta la ritenuta del 26% si ottiene il 2,96% netto prima dell'applicazione del bollo. Alcuni istituti scelgono di farsi carico del bollo: ad esempio è il caso di Tyche Bank, che sul prodotto ContoTe (tasso del 3,20% a 12 mesi) azzera questa spesa per il cliente. Sul fronte della sicurezza, i conti beneficiano della protezione del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd), che copre fino a 100 mila euro per depositante e singola banca. Chi deve allocare cifre superiori può aumentare la protezione frazionando la liquidità su più istituti.

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Il confronto tra conti deposito e titoli di Stato

Ma con l’aumento dei rendimenti obbligazionari in atto sul mercato, il divario tra i conti deposito e i titoli di Stato si è ampliato. I titoli governativi mantengono inoltre un forte appeal grazie alla tassazione agevolata al 12,5% rispetto al 26% dei depositi bancari. Il Bot a 12 mesi è stato collocato nell'ultima asta del 9 settembre al rendimento netto del 2,58%. Mentre il Btp a un anno, 15 ottobre 2027, offre attualmente un rendimento netto a scadenza del 2,8%. Se un conto deposito presenta un tasso lordo pari o inferiore al 3,5%, l'efficienza fiscale dei titoli di Stato vince il confronto economico diretto. Quando invece il conto deposito si spinge oltre il 3,5%, il rendimento netto del deposito (2,59%) torna a superare quello dei Bot. Ma non dell’inflazione che sta risalendo: in Italia in agosto è al 3,3%, il livello più alto dal 2023.

Solo un lordo del 4,5% la pareggia perché si traduce al netto del 26% in un 3,3%. Bisogna anche considerare che alcuni conti offrono le condizioni di vantaggio per un periodo promozionale, richiedono l’apertura di un conto corrente o prevedono soglie minime di deposito. L’offerta di Banca Mediolanum valida fino al 30 ottobre prossimo ad esempio dà il 4% annuo lordo ma solo a sei mesi (quindi il 2%), ai nuovi clienti dei propri conti correnti con accredito dello stipendio. Il Conto Deposito Più di Credem dà il 4,25% annuo lordo per sei mesi sempre ai nuovi clienti con conferimento di nuova liquidità (minimo 5 mila euro) e sottoscrizione aggiuntiva di prodotti o servizi di investimento. Il Crédit Agricole prevede il 4% annuo ma a quattro mesi sulla nuova liquidità depositata. Il deposito Arancio di Ing richiede l’apertura del conto corrente e accredito di stipendio o bonifico mensile di almeno mille euro. I conti deposito mantengono comunque il vantaggio della semplicità operativa e dell’assenza di costi di intermediazione o commissioni di compravendita, oneri che gravano invece sull'acquisto di titoli di Stato e sul mercato degli Etf monetari. E non prevedono l’apertura di un dossier titoli.

Le prospettive sui tassi di interesse e i consigli pratici

La convenienza reale per l'investitore dipenderà dall'orizzonte temporale del vincolo scelto e dalla capacità dei tassi di preservare il potere d'acquisto dall'andamento dell'inflazione nei prossimi mesi, oltre che dalle condizioni richieste. Dopo la decisione di Francoforte di aumentare i tassi al 2,50%, il mercato si interroga sulle prossime mosse.

Di fronte ad attese di nuovi rialzi da parte della Bce, è poi possibile che di qui a pochi mesi i rendimenti dei conti di deposito continueranno ad aumentare. Perciò in questa fase è forse meglio optare per vincoli brevi in modo da poter arrivare a scadenza in pochi mesi e approfittare di offerte più generose. (riproduzione riservata)