Conti correnti, la rivoluzione è vicina: ecco come funzioneranno i nuovi depositi per investire senza tasse
Conti correnti, la rivoluzione è vicina: ecco come funzioneranno i nuovi depositi per investire senza tasse
La Commissione Ue promuove i Savings and Investment Accounts per mobilitare la liquidità ferma sui conti correnti. In Italia, il governo punta a lanciarli nel 2027, con vantaggi fiscali e semplicità d'uso

di di Paola Valentini 30/10/2026 20:00

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Il risparmio delle famiglie europee è una riserva di valore enorme, ma una quota consistente resta ferma sui conti correnti a rendimento zero. Per affrontare questa anomalia la Commissione Ue ha raccomandato un anno fa agli Stati membri di introdurre per il retail i Savings and Investment Accounts (Sia), ovvero depositi di risparmio e investimento a fisco light. Sono stati già definiti «conti intelligenti»: ovvero contenitori con un accesso semplice e tassazione leggera che possono essere riempiti con strumenti come azioni, Etf, fondi, bond, per indirizzare la liquidità ferma verso gli investimenti di lungo periodo. Guardando all’esperienza degli altri Paesi membri, dagli Isk svedesi agli Isa britannici, emerge una costante: la partecipazione di massa del retail ai mercati decolla solo in presenza di un trattamento fiscale vantaggioso e semplicità d’uso. In Italia il governo punta a lanciarli nel 2027 e sarebbero complementari ai Pir (i Piani di risparmio esentasse nati nel 2017), ma più semplici (con apertura fai da te anche online), flessibili e fiscalmente stabili.

Sono scesi in campo tutti i big del settore che hanno presentato tre proposte sul tavolo del governo, in vista della legge di bilancio dove troveranno posto grazie ad un emendamento: Amf Italia con il Centro Baffi dell’università Bocconi ed Equita, Assonime e Borsa Italiana e quella presentata il 26 ottobre da Abi, Ania, Assogestioni, Assoreti e Aipb. Tutte si allineano alla raccomandazione della Commissione europea del 30 settembre 2025 che ha invitato i governi a rendere più conveniente l’investimento delle famiglie. In Europa la ricchezza investibile ammonta a 29 mila miliardi di euro, di cui 12 mila miliardi in liquidità o strumenti a basso rendimento. In Italia, su 6 mila miliardi di ricchezza finanziaria netta, 1.600 miliardi sono liquidi. Per Aipb e Prometeia, una maggiore esposizione ai mercati dei portafogli italiani potrebbe mobilitare 233 miliardi, con impatti su ricchezza, consumi e investimenti.

Tre modelli a confronto

Amf Italia, Bocconi ed Equita puntano a intercettare nuova liquidità proveniente dai depositi. Il conto avrebbe versamenti fino a un massimo annuo (50 mila euro) e investimenti in azioni Ue quotate, direttamente o tramite fondi ed Etf con almeno il 70% in tali azioni. La tassazione prevede un’imposta del 26% su un rendimento figurativo legato al tasso dei Btp. Per gli under 35 l’aliquota scenderebbe al 12,5%. In entrambi i casi, i primi 10 mila euro sarebbero esenti e non c’è imposta di successione e di bollo. Non sono previsti vincoli di durata. Assonime e Borsa Italiana propongono almeno il 70% in azioni italiane ed europee (anche tramite fondi ed Etf), versamenti fino a 50 mila euro il primo anno e 20 mila nei successivi, con un tetto complessivo di 200 mila euro. La fiscalità prevede un’imposta allo 0,7% del valore medio del portafoglio, o il 26% su un rendimento presunto ed esenzione dell’imposta di successione e di bollo.

La franchigia potrebbe salire da 10 mila a 20 mila euro per gli under 35. Il riferimento per queste due proposte è l'Isk svedese, introdotto nel 2012: oltre la metà degli adulti svedesi lo utilizza. Abi, Ania, Assogestioni, Assoreti e Aipb scelgono invece un modello vicino ai Pir, ma con una vocazione europea.

I Sia potranno assumere la forma di conti titoli, fondi, gestioni o polizze. Almeno il 70% dovrà essere investito in strumenti di emittenti Ue o See e il 50% in azioni, con un limite del 10% per emittente. Previste due versioni: Sia base, con versamenti fino a 40 mila euro annui e 200 mila complessivi, e Sia alternativo, rivolto anche alle imprese non quotate, con limiti di 300 mila euro annui e 1,5 milioni totali. Il beneficio è l’esenzione delle imposte sui redditi finanziari e di successione, a patto di tenere l’investimento per almeno cinque anni, come per i Pir.

Le condizioni del MEF e il nodo Tobin tax

Ma il ministero dell’Economia ha posto una condizione: i Sia devono mobilitare la liquidità dei conti, non favorire il trasferimento di patrimoni già investiti per ottenere vantaggi fiscali. Resta aperto anche il confronto sulla Tobin tax (leggi altro articolo a pagina 11): gli operatori temono che l’annunciato aumento contraddica gli incentivi per favorire gli investimenti. Il successo dei «conti intelligenti» dipenderà anche da commissioni contenute: la tassazione light non deve essere assorbita dagli intermediari. Semplicità e accessibilità dovranno rendere lo strumento conveniente anche per chi investe piccole somme. (riproduzione riservata)

Irlanda e Sagna hanno già definito il modello 

Con i Sia (Savings and investment accounts) è in arrivo la nuova ondata europea dei conti di risparmio e investimento a fiscalità agevolata. I precedenti sono gli Isk svedesi introdotti nel 2012, uno dei modelli europei di riferimento per la semplicità fiscale, i Pea francesi, nati nel 1992, i Pir italiani introdotti nel 2017 e l’Aktiesparekonto danese, varati nel 2019. E ora i Sia rappresentano la prossima generazione di depositi voluti dall’Ue per rendere più conveniente l’investimento finanziario delle famiglie. La raccomandazione non impone un modello uniforme né crea un regime fiscale europeo: lascia ai singoli governi la scelta delle modalità d’attuazione. E gli esempi di Spagna e Irlanda, Paesi in pole position nella definizione dei Sia, lo dimostrano. Il nuovo Investment Account irlandese partirà dal 1° luglio 2027. Le caratteristiche annunciate comprendono una soglia esente di 50 mila euro, un’imposta annua dell’1% sul valore medio eccedente tale soglia e un tetto ai versamenti di 12 mila euro annui. L’imposta sarebbe calcolata sul valore dei portafogli, non sui soli guadagni realizzati.

La strada spagnola segue una logica differente, più legata alle agevolazioni sui rendimenti e alle condizioni temporali dell’investimento. La Cuenta de Ahorro e Inversión Financia Europa è stata introdotta con il decreto legge del 29 settembre 2026. Prevede versamenti fino a 150 mila euro e incentivi fiscali per gli investimenti mantenuti per oltre cinque anni: esenzione fino a 10 mila euro di plusvalenze e del 20% della parte eccedente. I dividendi restano soggetti al regime ordinario. L’attuazione operativa richiede ulteriori passaggi. Il percorso europeo, dunque, non conduce necessariamente verso un conto unico o una fiscalità armonizzata. Piuttosto, apre una fase di confronto tra modelli nazionali. (riproduzione riservata)