Consob e Antitrust senza presidenti. Le due poltrone restano vacanti tra mercati turbolenti, operazioni bancarie e riforme da fare
Consob e Antitrust senza presidenti. Le due poltrone restano vacanti tra mercati turbolenti, operazioni bancarie e riforme da fare
Le due authority restano senza i responsabili: nomine in stallo alimentano timori di lottizzazione politica e indeboliscono il mercato in una fase delicata per mercati e operazioni societarie

di di Angelo De Mattia 27/06/2026 00:14

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Il 13 luglio si terrà a Milano l’annuale incontro della Consob con il mercato. In una versione che si poteva considerare definitiva, gli inviti prudentemente non indicavano il relatore (che è sempre il presidente pienamente in carica) perché questa volta avrebbero dovuto riportare il nome della presidente vicaria, Chiara Mosca. Ma se poi, nel frattempo, fosse stato nominato o si nominasse ancora il nuovo presidente, dopo che ci si avvia ai quattro mesi di vacatio trascorsi dalla fine del mandato di Paolo Savona?

È pur vero che, a distanza di pochi giorni dall’eventuale designazione, sarebbe problematico per il neo-nominato tenere una relazione, per di più, dovendo riguardare in parte non secondaria l’attività svolta nello scorso anno;

Tuttavia, almeno la sua presenza all’incontro dovrebbe essere precisata. Ma, a quanto pare, si è ancora non vicini alla nomina e siamo arrivati al singolare auspicio del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, perché si provveda, come se egli fosse terzo, un convitato di pietra rispetto al governo di cui è parte con attribuzioni riguardanti la stessa Consob: governo al cui Consiglio dei ministri spetta la deliberazione per il conferimento della carica, su proposta della premier, per poi arrivare alla decisione finale del Capo dello Stato che nomina il presidente.

Il rischio di una lottizzazione politica nelle nomine

Non sussiste comunque un solo motivo perché si debba temporeggiare così a lungo, ad eccezione dell’intento, che qui ci si augura non ricorra, di far crescere la “torta” delle nomine pubbliche da varare in modo da agevolare una equilibrata lottizzazione tra i partiti della maggioranza.

Nomi per l’assunzione della carica ne sono stati fatti, a cominciare da chi all'interno dell’authority riscuote diffusi sostegni. In una fase come l’attuale, di mercati non certo calmi e di complesse operazioni societarie a cominciare da quelle bancarie, ricorrere a una lunga reggenza al vertice della principale istituzione di controllo della Borsa e delle società è ancora più colpevole di un ritardo che si fosse realizzato in condizioni diverse. E ciò pur con la sicura stima della competenza della presidente reggente Mosca.

Il ruolo dell'Esma e le posizioni italiane in Europa

Per di più, la vacatio si verifica in un periodo in cui è stato elaborato un progetto per l’aumento e il rafforzamento dei poteri dell’Esma, l’interfaccia europea della Consob, per la sostituzione del cui vertice in scadenza è in una buona posizione il componente del collegio apicale della Consob, Carlo Comporti.

A quest’ultimo proposito è sperabile che vi sia un particolare impegno del governo nel sostegno della nomina, considerato che le presenze italiane nelle diverse istituzioni europee si sono drasticamente ridotte e perché non accada come nel caso di Carmine di Noia, anch’egli a suo tempo commissario Consob, sostenuto all’umanità dal collegio di vertice dell’Esma, ma non allo stesso modo dal governo italiano, con la conseguenza che, con uno strappo, fu prescelta per la presidenza dell’Authority la tedesca Verena Ross.

A questo punto sorge anche il dubbio che la molto auspicata nomina di Comporti all’Esma venga anche utilizzata, per l’eterogenesi dei fini, perché in tal modo sarebbero due i posti da ricoprire nel collegio di vertice della Commissione, cosa che faciliterebbe aspirazioni spartitorie. Invece, sarebbe molto importante che si decidesse prima dell’incontro di Milano e che si facesse precedere la decisione dall’indicazione dei criteri e dei requisiti, a cominciare dall’indipendenza intellettuale, istituzionale e funzionale, che debbono essere seguiti per il conferimento dell’incarico. Sarebbe un più che doveroso riscatto da una deleteria prassi lottizzatoria.

Non sarà affatto facile la scelta per la successione a Paolo Savona, alla sua straordinaria cultura e professionalità, alle sue capacità. È almeno doveroso, però, non distaccarsi enormemente da quel livello.

L'inerzia nelle nomine: il caso dell'Antitrust e altre scadenze

Anche al vertice dell’autorità Antitrust c’è una presidente reggente, Elisabetta Iossa, certamente competente, dopo la fine del mandato, a maggio scorso, di Roberto Rustichelli. In questo caso la competenza alla nomina è dei presidenti di Camera e Senato, d'intesa tra di loro. Forse in questo caso avrebbe senso l'auspicio del Ministro dell’Economia Giorgetti, sempre equilibrato nelle sue uscite. Ma le ragioni riguardanti mercati, settori, militano del pari perché si debba drasticamente contestare l’inerzia nella nomina.

Per di più, in questo caso, restano al vertice due componenti, Iossa e Saverio Valentino, un collegio ridotto seppur competente. Ci si augura anche in questo caso, come in quello della Consob, che non si attendano altre scadenze, a luglio, dei vertici di Enac, del Consiglio di indirizzo e vigilanza sull’Inps, delle decisioni da assumere dopo le dimissioni di Antonio Donnarumma da ceo del Gruppo F.S, e poi a settembre della necessità di rinnovare il collegio dell'Anac, l'autorità anticorruzione. Insomma, un ingorgo che va evitato, come le prassi lottizzatorie.

Si coglierà una buona volta l’occasione per una organica riforma delle Authority riguardante governance, attribuzioni, operatività,rapporti con i poteri dello Stato e con le interfacce europee? (riproduzione riservata)