Consob, cosa significa lo stop alla nomina di Freni. L’ombra del negoziato politico
Consob, cosa significa lo stop alla nomina di Freni. L’ombra del negoziato politico
La designazione del nuovo presidente Consob solleva dubbi su possibili negoziati politici. È essenziale scegliere una figura competente per garantire trasparenza e fiducia nel mercato finanziario italiano

di Angelo De Mattia 26/01/2026 20:08

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Nomine al di là e al di qua dell’oceano. Negli Usa, in una situazione in cui qualcuno evoca l’ipotesi della guerra civile per le uccisioni compiute dall’Ice, Trump, come ha detto in una intervista alla Cnbc riportata sul settimanale di MF-Milano Finanza in edicola, ha in mente il successore al vertice della Federal Reserve di Jerome Powell, che, secondo il tycoon, penserebbe di dimettersi.

Intanto oggi e domani presiede il comitato monetario della Fed chiamato a decidere sulla politica monetaria e, in particolare, quale scelta compiere in una situazione di indicatori opposti che militano rispettivamente per un calibrato taglio dei tassi, che qui si ipotizza, o per mantenere stabile il costo del denaro.

È scontato però che, qualunque sarà la decisione, seguiranno senza alcuna motivata argomentazione le solite critiche di Trump o per l’esiguità della riduzione o per la presunta inerzia.

Il problema del ruolo e delle ingerenze del governo nelle decisioni della banca centrale è grave, mina un pilastro della democrazia americana, i pesi e contrappesi, per di più in un contesto non facile dei rapporti politici e sociali e ha suscitato critiche a livello internazionale nonché solidarietà a Powell da tutti i principali banchieri centrali e da esponenti di governi.

Il nodo del vertice Consob in Italia

In Italia resta ancora al centro delle questioni istituzionali la designazione del successore di Paolo Savona al vertice della Consob, su cui si è già intervenuti su queste colonne.

Il vicepremier Antonio Tajani ha espresso il proprio dissenso sulla proposta che si sarebbe formata nel governo, sostenendo la priorità da assegnare a un tecnico in possesso di requisiti di professionalità ed esperienza rispetto a una personalità proveniente dalla politica come il sottosegretario al Mef Federico Freni in quota Lega, indicato dagli altri partiti della maggioranza.

Naturalmente non ha disconosciuto la competenza di Freni ma egli lo vede piuttosto come commissario Consob, non all’apice. Su questo argomento sono fondamentali le considerazioni del direttore-editore Paolo Panerai nell’editoriale Orsi &Tori anch’esso sul settimanale in edicola.

Dopo avere osservato che la nomina a suo tempo di Savona non può di certo ascriversi a un transito dalla politica all’authority, perché egli fu chiamato al governo, in un momento difficile per il Paese, non per la sua appartenenza a un partito, essendo stato sempre e tutt’ora indipendente, ma per la sua non comune competenza, il direttore sottolinea che è l’ipotesi del diretto passaggio dal ministero dell'Economia (che ha compiti importanti sulla Consob) alla presidenza di quest'ultima autorità che è stata contestata dai partiti contrari alla designazione di Freni.

Di questi viene comunque sottolineato nell'editoriale che sinora ha bene operato a Via XX Settembre.

I tempi della designazione: lottizzazione politica o riflessione oculata?

A questo punto va tenuta presente l'esigenza che non si temporeggi nella designazione che si ritenga idonea: vi è un problema di immagine e di credibilità che va considerato, trattandosi di una istituzione preposta al delicatissimo compito della sorveglianza sulle società e la borsa, dunque sul risparmio degli italiani, sulla correttezza e trasparenza del mercato e delle transazioni.


Il punto centrale sta in questo: se si tratta di uno stop volto a un più ampio negoziato partitico di nomine pubbliche - nell’anno, tra le molte, vi sono quelle al vertice dell’Antitrust e dell’Autorità Anti-Corruzione - non credo che sia un apprezzabile ripensamento, destinato a concludersi in gloria reciproca, come tutti i salmi.

Sarebbe un’ennesima prova lottizzatoria. I romani avrebbero detto desinit in piscem. Altra cosa è se si intende riflettere per una designazione che comunque sia all'altezza o almeno si avvicini alla straordinaria competenza ed esperienza di Savona. Si darebbe un importante segnale e si servirebbe così il Paese come merita. Speriamo che prevalga questa ipotesi. (riproduzione riservata)