Era il 24 febbraio 2022 quando la Russia decise di invadere l’Ucraina e dare il via a una guerra che ormai va avanti da quattro anni e mezzo. Come se non bastasse, il 28 febbraio del 2026 gli Usa e Israele scelgono di bombardare l’Iran che, in tutta risposta, chiude una delle più importanti vie marittime: lo Stretto di Hormuz. Ma quanto costano economicamente i due conflitti in corso all’Unione europea?
Nel lungo conflitto tra Kiev e Mosca, l’Europa si è da subito schierata con l’Ucraina. Secondo il Kiel Institut, che monitora i costi della guerra, dall’Occidente complessivamente sono stati erogati al governo di Volodymyr Zelensky quasi 383 miliardi di euro, di cui 186 miliardi in aiuti militari, mentre il resto è costituito da aiuti finanziari (170 miliardi) e umanitari (26 miliardi).
La maggior parte di questi fondi è stata stanziata dal Vecchio continente: se si somma il contributo delle istituzioni europee con quello dei 27 Paesi membri, il totale arriva a 201 miliardi di euro, di cui quasi la metà proviene dalla Commissione europea.
Tra gli Stati che più stanno aiutando l’Ucraina spiccano la Germania (30,8 miliardi), la Danimarca (11,7 miliardi) e la Svezia (11,3 miliardi). L’Italia, contando solo gli aiuti diretti, è a 4,3 miliardi, ma la cifra sale a 18 miliardi se si considera la quota italiana nei contributi forniti Bruxelles.
Ben diverso il conflitto in Medio Oriente. In questo caso l’Europa sta subendo le decisioni degli Stati Uniti e di Israele di incominciare un nuovo conflitto con l’Iran. Per Bruxelles il danno è soprattutto legato all’aumento dei prezzi dell’energia e di altre materie prime fondamentali per le imprese.
«Dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, le importazioni di combustibili fossili sono costate all'Europa 127 miliardi di euro in più, senza un solo quantitativo aggiuntivo di energia», ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenendo al WinWin Brussels Summit. «Quando importiamo petrolio e gas, rischiamo di importare anche gli shock e le crisi che li accompagnano».
Quindi, se si considerano i due conflitti in atto, il conto per l’Unione europea è di circa 330 miliardi di euro dal 2022 ad oggi, pari a circa 72 miliardi all’anno di costi aggiuntivi che si riversano sulle imprese del Vecchio continente. (riproduzione riservata)