Confinvest Oro accelera nel primo semestre: ricavi a 86 milioni (+80%) grazie a Dierre. Il ceo Manenti: ulteriori investimenti su Conto Lingotto
Confinvest Oro accelera nel primo semestre: ricavi a 86 milioni (+80%) grazie a Dierre. Il ceo Manenti: ulteriori investimenti su Conto Lingotto
Il ramo d’azienda acquisito, Dierre, ha generato 30 milioni di ricavi nel semestre, pari al 34% del fatturato totale. Sì a nuove acquisizioni e all’ampliamento dell'offerta con un approccio, però, disciplinato e selettivo

di Francesca Gerosa 16/07/2026 18:11

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Confinvest Oro archivia il primo semestre del 2026 in forte crescita, sostenuto sia dall'espansione del business storico sia dal contributo dell'acquisizione del ramo d'azienda Dierre. La società quotata su Euronext Growth Milan ha registrato ricavi preliminari pari a 86 milioni di euro, in aumento dell'80% rispetto ai 48 milioni registrati nello stesso periodo del 2025.

Ricavi a 86 milioni (+80%) grazie a Dierre

A trainare il risultato è stata soprattutto l'integrazione di Dierre, il cui closing è stato perfezionato il 4 febbraio scorso nell'ambito di un'operazione di reverse take-over. Il ramo acquisito ha generato 30 milioni di ricavi nel semestre, pari al 34% del fatturato complessivo, contribuendo ad ampliare il perimetro operativo della società nel mercato dei metalli preziosi.

L'operazione segna un'evoluzione del modello di business di Confinvest Oro, che al tradizionale presidio del canale retail, focalizzato su monete e lingotti da investimento, affianca ora una presenza strutturata nel segmento wholesale, valorizzando il know-how sviluppato da Dierre nel commercio e nella compravendita di metalli preziosi.

La società ha segnalato inoltre il completo utilizzo dello stock di magazzino riservato a Confinvest Oro dalla precedente Dierre, elemento che testimonia il progressivo avanzamento dell'integrazione operativa.

La piattaforma Conto Lingotto ha contribuito con 2 milioni (+59%)

È proseguita anche la crescita di Conto Lingotto, la piattaforma digitale dedicata all'acquisto, alla vendita e alla custodia di oro fisico, che ha contribuito ai ricavi per 2 milioni, in aumento del 59% rispetto agli 0,9 milioni dello stesso periodo del 2025.

Il semestre coincide con una fase di rafforzamento dell'identità societaria, culminata nel cambio di denominazione in Confinvest Oro, scelta che punta a rendere più immediato il posizionamento del gruppo nel mercato dell'oro fisico da investimento.

«I numeri del primo semestre 2026 delineano con chiarezza la traiettoria che stiamo seguendo: ampliare il perimetro di Confinvest Oro e rafforzare l'attività all'ingrosso, accanto alla nostra presenza storica nel mercato retail dell'oro fisico da investimento», ha sottolineato nel comunicato stampa il ceo, Simone Manenti.

L'integrazione del ramo Dierre va esattamente in questa direzione. «Non parliamo soltanto di un apporto ai ricavi, ma di un passaggio che rende la società più completa, più solida e meglio posizionata per intercettare volumi e opportunità di mercato», ha spiegato Manenti. «Il closing perfezionato a febbraio ha rappresentato l'avvio di una nuova fase industriale, che sta già contribuendo ad ampliare la scala operativa e commerciale di Confinvest Oro».

Contattato da milanofinanza.it, Manenti ha sottolineato che  l'integrazione di Dierre «sta procedendo secondo le nostre aspettative. Riteniamo che il potenziale di creazione di valore debba ancora esprimersi. L'integrazione rappresenta un percorso progressivo e siamo convinti che, una volta completata, consentirà di generare benefici strutturali in termini di crescita, marginalità e posizionamento competitivo».

Guardando avanti, il top manager conta di consolidare le sinergie sia sul piano commerciale sia su quello operativo. «Da un lato, potremo valorizzare le rispettive reti di clientela e ampliare la gamma di servizi offerti; dall'altro, continueremo a lavorare sull'efficienza dei processi, sull'integrazione delle competenze e sulla condivisione delle infrastrutture», ha spiegato.

Il business retail continuerà a rappresentare un pilastro fondamentale dell’attività della società e un elemento distintivo del brand, grazie alla relazione diretta con la clientela e alla qualità del servizio. Parallelamente, il canale wholesale attraverso il marchio Dierre, «ci consente di intercettare nuove opportunità di mercato, rivolgendoci a operatori professionali e ampliando la nostra capacità distributiva. Ci aspettiamo, quindi, un progressivo riequilibrio del mix di ricavi, con una maggiore incidenza dell'ingrosso rispetto al passato, pur mantenendo intatta la nostra storia legata al mondo retail», chiarisce Manenti, convinti che la vera opportunità risieda nella complementarità dei due canali: «la loro integrazione rende il modello di business più diversificato e resiliente, e ci permette di rispondere con maggior efficacia alle diverse dinamiche della domanda».

Il ceo Manenti: ulteriori investimenti su Conto Lingotto

Naturalmente anche la digitalizzazione sarà uno dei principali driver di crescita del settore. In quest’ottica la piattaforma Conto Lingotto è uno strumento pensato per semplificare l'investimento in oro fisico, garantendo accessibilità e flessibilità, per rispondere alle esigenze di una clientela sempre più orientata verso soluzioni digitali.

«Nei prossimi mesi intendiamo investire ulteriormente nello sviluppo della piattaforma, puntando a migliorare l'esperienza utente e ad ampliare le funzionalità disponibili», ha previsto l’ad. Al contempo, «vogliamo rafforzare l'integrazione con gli altri servizi del gruppo, e stiamo lavorando all’introduzione di servizi accessori che, per caratteristiche e completezza dell’offerta, non trovano oggi equivalenti sul mercato nazionale».

Negli ultimi anni il gruppo ha investito nell'ampliamento dell'offerta, nello sviluppo dei canali distributivi, nell'innovazione digitale e nell'espansione della presenza sul mercato, rafforzando la capacità di acquisire nuovi clienti e di aumentare le quote di mercato. «La nostra ambizione è costruire una crescita sostenibile che vada oltre il ciclo favorevole dell'oro, facendo leva sulla qualità del servizio, sull'innovazione e sulla solidità del modello di business», ha puntualizzato il top manager.

Sì a nuove acquisizioni e all’ampliamento dell'offerta

Il cambio di denominazione riflette una trasformazione già in atto: le priorità saranno «consolidare quanto costruito negli ultimi anni, valorizzando le acquisizioni effettuate, sviluppando sia il canale retail che quello wholesale e accelerando la crescita delle soluzioni digitali», ha previsto Manenti, lasciando la porta aperta a eventuali acquisizioni: «continueremo a valutare opportunità di crescita esterna, purché siano coerenti con la nostra strategia e capaci di creare valore per gli azionisti. Allo stesso tempo», ha concluso, «guardiamo con interesse alle opportunità di sviluppo e all'ampliamento dell'offerta, mantenendo, però, un approccio disciplinato e selettivo. Il nostro obiettivo rimane quello di costruire un gruppo sempre più integrato e innovativo, capace di affermarsi come punto di riferimento nel mercato dei metalli preziosi».

Il titolo all’Egm

Quotato all’Egm il titolo Confinvest Oro il 16 luglio ha perso lo 0,92% a 2,16 euro ma negli ultimi sei mesi ha messo a segno un +15% circa. (riproduzione riservata)