Il primo trimestre del 2026 è stato segnato da eventi geopolitici di grande impatto: lo scoppio del conflitto in Medio Oriente e l’intervento statunitense in Venezuela hanno scosso i mercati globali, spingendo gli investitori retail italiani a cercare rifugio nei colossi energetici statunitensi.
Infatti, secondo l’analisi trimestrale di eToro, piattaforma di trading e investimento, Chevron ed Exxon Mobil si confermano i titoli più gettonati dagli utenti italiani. In particolare, le posizioni aperte su Chevron sono cresciute del 58%, mentre quelle su Exxon Mobil del 47% (tutti i numeri sono aggiornati alla chiusura del mercato del 31 marzo del 2026).
Anche il colosso oil italiano Eni ha registrato un aumento significativo (+19%), scalando tre posizioni nella classifica dei titoli più detenuti e arrivando al diciassettesimo posto tra gli investitori italiani di eToro.
A livello globale, Chevron si è distinto come il titolo che ha guadagnato maggior popolarità, con un incremento delle posizioni del 60%. Il gruppo di San Ramon ha beneficiato non solo dell’aumento dei prezzi di petrolio e gas, ma anche delle vicissitudini in Venezuela: è infatti una delle poche compagnie petrolifere americane operative nel Paese, posizione che le ha garantito accesso privilegiato alle vaste riserve di Caracas dopo l’intervento statunitense del 3 gennaio.
Gabriel Debach, market analyst di eToro, ha commentato: «Il petrolio è stato il tema dominante del primo trimestre del 2026. Dall’intervento statunitense in Venezuela del 3 gennaio fino al conflitto in Medio Oriente scoppiato a fine febbraio e protrattosi per tutto marzo, il Brent ha registrato un rialzo del 70%. Il più forte incremento trimestrale dal terzo trimestre 1990 e il secondo maggiore mai registrato in un primo trimestre, dopo il +134% del 1974».
Questo shock geopolitico si è riflesso anche sul mercato italiano. Il comparto energetico del Ftse Mib ha guadagnato circa 21 miliardi di capitalizzazione (+17%) da inizio anno, aumentando il peso nell’indice dall’8,3% all’11,7%.
Eni ha guidato il movimento, passando dal 5,9% al 7,4% dell’indice e scalando dal sesto al quarto posto per incidenza, chiudendo il trimestre con un +55%, la migliore performance trimestrale della sua storia. All’8 aprile del 2026, i titoli energetici dominano nettamente le classifiche di performance: Saipem +70%, Tenaris +51% ed Eni +45%.
In questo contesto, il retail italiano non è rimasto fermo. Ha aumentato in modo deciso l’esposizione ai titoli energetici su eToro, trattando l’energia non solo come difesa ma anche come leva direzionale su uno shock globale.
Oltre alle major petrolifere, gli investitori italiani hanno mostrato interesse anche per importanti nomi nazionali. Tra i «top risers» del primo trimestre figurano Fincantieri (+29%), Mps (+25%), protagonista dell’integrazione con Mediobanca, e Stellantis (+23%). Altra nota di rilievo è Poste Italiane (+21%), che ha annunciato l’opas su Tim. (riproduzione riservata)