Con il blocco dello stretto di Hormuz anche il costo dei farmaci rischia l’impennata. Ecco i più colpiti
Con il blocco dello stretto di Hormuz anche il costo dei farmaci rischia l’impennata. Ecco i più colpiti
Cresce anche il pericolo di carenza di farmaci, soprattutto in Italia, molto dipendente da materie prime provenienti da Paesi esteri come India e Cina. Sotto pressione gli indici di settore in borsa

di Marco Capponi 16/04/2026 10:30

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Non solo petrolio: il blocco dello stretto di Hormuz, diretta conseguenza della guerra in Iran che si è ormai estesa a tutto il Medio Oriente, potrebbe avere un impatto notevole anche su altre filiere. Una su tutte: quella della farmaceutica, fortemente dipendente dalle materie prime che transitano dallo stretto. 

In assenza di ulteriori sviluppi in positivo, secondo gli esperti del settore i costi di produzione potrebbero lievitare – soprattutto in estate –, aumentando di riflesso il rischio di carenza di farmaci. 

Italia troppo dipendente dall’estero

L’industria farmaceutica italiana è molto forte e uno dei pilastri del pil tricolore, avendo chiuso il 2025 con 69 miliardi di euro di export e una produzione superiore ai 74 miliardi. Tuttavia, il settore è fortemente dipendente dalle materie prime estere, soprattutto da Cina e India

Come ha sottolineato Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, l'aumento del prezzo del greggio stia già producendo effetti concreti sui costi industriali. «Si registrano rincari del 25% per l'alluminio, del 15% per i principi attivi e del 25% per vetro e carta destinati agli imballaggi».

I farmaci più a rischio

Oltre al peso sull’economia, una chiusura prolungata di Hormuz potrebbe portare a problemi di carenza di farmaci nel Paese. Tra quelli più a rischio ci sarebbero paracetamolo, antibiotici, antidiabetici e farmaci oncologici.

Come ha sottolineato lo stesso ministro della Salute, Orazio Schillaci, «tutta l'Europa può andare incontro a carenze e bisogna avere rapidamente un piano per non essere dipendenti da Paesi come India e Cina».

La reazione dei titoli in borsa

I titoli del settore in borsa soffrono lo stato di incertezza. L’indice Msci Europe Health Care Sector nell’ultimo mese è salito dello 0,8%, contro il +4% dell’Msci Europe generalista. A livello globale il benchmark Msci World Health Care sta perdendo invece il 2%, oltre cinque punti in meno rispetto all’Msci World (+3,1%).

Il settore farmaceutico è storicamente considerato difensivo e anti-ciclico, perché tende a rimanere stabile anche in fasi di contrazione o rallentamento dell’economia. Ma di fronte a una crisi di questo tipo, caratterizzata da una crisi di approvvigionamento di materie prime da parte dei produttori, i costi di produzione dei farmaci potrebbero continuare a crescere, mettendo sotto pressione i margini. (riproduzione riservata)