I tifosi del Como 1907 fanno ancora fatica a credere all’impresa realizzata dalla squadra di Cesc Fabregas. «Como si dice Champions» è ormai lo slogan nella testa di tutti gli abitanti situati lungo le sponde del lago. Ma la qualificazione in Champions League e il quarto posto in campionato, a discapito di Milan e Juventus, sono una manna dal cielo anche per le casse del club della famiglia Hartono (patrimonio stimato di 48 miliardi di dollari).
Questi soldi aiuteranno la squadra a diventare una contendente fissa per le zone alte della classifica. Ma sono un’entrata importante anche per migliorare il bilancio. Infatti, la prima stagione in Serie A ha fatto registrare una perdita consolidata di 132 milioni di euro. Non a caso, dal 2019 a oggi sono stati effettuati aumenti di capitale per un totale di 335 milioni di sterline.
Negli ultimi anni la massima competizione della Uefa è sempre più ricca grazie al format a 36 squadre. Per ogni squadra, nella stagione 2026/2027, è previsto un bonus di 18,62 milioni di euro solamente per la qualificazione. Inoltre, ogni partita sarà fondamentale non solo per il prestigio del club, ma anche per le sue finanze: ogni vittoria vale 2,1 milioni di bonus, mentre con un pareggio si scende a 700 mila euro a testa.
È previsto anche un bonus extra per il piazzamento finale in classifica: ogni posizione vale almeno 275 mila euro. Ma visto che dopo un pareggio, il premio partita invece di essere 2,1 milioni è «solo» di 1,4 milioni, i risparmi andranno ad alzare il valore delle quote distribuite. Considerando i minimi stabiliti, il Como, se riuscisse nell’impresa di arrivare nelle prime 24 squadre d’Europa, guadagnerebbe almeno 3,5 milioni di euro.
Inoltre, bisogna aggiungere anche le somme derivanti dal «value pillar», un nuovo segmento che accorpa market pool (il valore del mercato dei diritti televisivi), il ranking quinquennale e il ranking storico/decennale. Secondo i calcoli di Calcio e Finanza, il Como incasserà ulteriori 18,4 milioni, in quanto sono alla loro prima apparizione in una competizione continentale.
Sommando tutti i vari bonus - considerando l’ultimo posto in classifica –, il Como incasserà quindi almeno 37,32 milioni di euro per la sua qualificazione in Champions League. Questa cifra potrà solo che aumentare grazie alle prestazioni in partita della squadra di Fabregas. Senza dimenticare anche i 9,4 milioni di euro guadagnati grazie al quarto posto in campionato.
Ma le notti europee non si esauriscono sul rettangolo di gioco. Infatti, le quattro partite casalinghe della fase a gironi sono un’ulteriore fonte di entrata per le casse del club e del territorio. I tanti turisti e tifosi stranieri, attratti sia dalla partita che dal fascino della città lacustre, aumenteranno l’indotto economico dell’intero territorio. Solo per la squadra di calcio, si stima un introito tra i 15 e i 20 milioni di euro per le quattro partite in casa.
Ma per giocare a Como bisogna correre. Lo stadio Sinigaglia non è conforme alle normative Uefa a causa della curva dei tifosi di casa realizzata in tubolari in acciaio. L’organizzazione guidata da Aleksander Ceferin esige l’utilizzo del cemento armato. Detto fatto, la curva è già stata smontata e si sta correndo contro il tempo per rendere lo stadio disponibile ad ospitare la prossima Champions League.
«Assicuro ai tifosi del Como che anche in Champions si giocherà al Sinigaglia. Nessun dubbio, si giocherà qui», ha assicurato il primo cittadino Alessandro Rapinese. I lavori procedono e si sta già allestendo la nuova curva. Ma in caso non si riuscisse nell’impresa, il Como 1907 ha indicato il Mapei stadium di Reggio Emilia (lo stadio del Sassuolo) come sede alternativa. (riproduzione riservata)