Commerzbank, Berlino tratta con Unicredit: sul tavolo occupazione, marchio e quotazione a Francoforte
Commerzbank, Berlino tratta con Unicredit: sul tavolo occupazione, marchio e quotazione a Francoforte
Il governo tedesco, con una quota del 12,7% nel gruppo di Francoforte, punta anche a nominare due consiglieri non esecutivi per conservare un ruolo decisionale anche dopo l'acquisizione di Unicredi

di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri 11/09/2026 10:00

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Quotazione, niente tagli al lavoro e mantenimento dei livelli di credito al Mittlestadt ovvero il sistema di pmi cuore trainante dell’economia tedesca. A 48 ore dal faccia a faccia fra l’amministratore delegato di Unicredit Andrea Orcel e il ministro delle Finanze tedesco Lars Klingbeil, che è anche vicepremier nel governo Merz, iniziano a emergere indiscrezioni sui desiderata della Germania per quanto riguarda il futuro di Commerzbank di cui Unicredit ha conquistato con una ops il 49,65%, di fatto una quota di controllo.

Secondo quanto riporta la Reuters, sul tavolo ci sarebbe anche il tema della governance. Il governo tedesco, che conserva una partecipazione del 12,7% in Commerzbank, vorrebbe mantenere il diritto di nominare due consiglieri non esecutivi, così da preservare una forma di influenza sull’istituto anche nel nuovo equilibrio azionario.

Occupazione e credito al Mittelstand

Tra i dossier più delicati c’è quello dell’occupazione. Orcel ha indicato in passato la possibilità di una riduzione di circa 7mila posti di lavoro in Commerzbank, mentre, secondo una delle fonti, il governo tedesco punterebbe a evitare licenziamenti. Il ricorso a brusche fuoriuscite oltretutto sarebbe già escluso anche dalla stessa banca italiana grazie agli scivoli prepensionistici di cui anche i lavoratori del settore tedesco del credito godono.

Berlino vorrebbe inoltre preservare la continuità dell’attività di credito alle imprese tedesche, in particolare al Mittelstand, segmento nel quale Commerzbank mantiene un ruolo storico.

La quotazione a Francoforte e il nodo delisting

Un altro punto riguarda la quotazione a Francoforte che ospita anche la sede del gruppo guidato da Bettina Orlopp. I funzionari tedeschi vorrebbero che Commerzbank continuasse a essere negoziata sul mercato domestico anche in caso di controllo da parte di Unicredit. Interpellato in precedenza sull’ipotesi di un eventuale delisting, Orcel aveva lasciato aperte le opzioni, sottolineando che la decisione sarebbe stata presa sulla base della convenienza economica.

L'approvazione della Bce e i piani sugli asset digitali

L’operazione si inserisce nel più ampio processo di consolidamento bancario europeo, da tempo sostenuto dalla Banca centrale europea, favorevole alla nascita di gruppi transfrontalieri di maggiori dimensioni. La Bce sarebbe orientata ad approvare il deal. Ieri, giovedì 1o settembre, il board dell’istituto di piazza Gae Aulenti ha autorizzato all'unanimità all'aumento di capitale per perfezionare ll'offerta sulla banca tedesca. La delega al cda era stata approvata dai soci a inizio maggio. 

Intanto, Unicredit valuta un rafforzamento negli asset digitali, con nuove capacità di custodia e intermediazione. Secondo Bloomberg, la banca sta selezionando un partner tecnologico per sviluppare l’infrastruttura necessaria, mentre sono allo studio prodotti tokenizzati, stablecoin ed esposizione alle criptovalute. Il progetto è ancora in fase preliminare.

Il gruppo guidato da Orcel ha già mosso i primi passi nel settore con prodotti legati al Bitcoin, minibond tokenizzati, il progetto Qivalis sulla stablecoin in euro e l’ingresso nel capitale della piattaforma tedesca VC Trade. (riproduzione riservata)