Il governo tedesco potrebbe rivedere la propria posizione su Commerzbank e prendere in considerazione la vendita a Unicredit della quota pubblica del 12,7%, a condizione che i due istituti riescano prima a trovare un accordo sulla strategia futura della banca. Arriva così un nuovo segnale di apertura all’integrazione voluta da Andrea Orcel dopo le prime valutazioni favorevoli fatte da Bafin e Bce.
Non si tratta ancora di una posizione ufficiale dell’esecutivo e non vi è alcuna garanzia che un’intesa tra le due banche porti effettivamente all’apertura di una trattativa con Unicredit. uttavia, secondo Bloomberg, alcuni alti funzionari tedeschi considerano ormai accettabile una cessione della partecipazione statale al giusto prezzo e accompagnata da adeguate garanzie sul futuro di Commerz. Alla base del possibile cambio di orientamento c’è anche la convinzione che Unicredit sia comunque destinata ad assumere il controllo dell’istituto.
La condizione principale posta da Berlino sarebbe il sostegno dell’attuale management di Commerz al progetto del gruppo guidato da Andrea Orcel. Il governo, in sostanza, non intenderebbe negoziare la propria uscita dal capitale contro la volontà dei vertici della banca tedesca. Un portavoce dell’esecutivo ha precisato che la posizione ufficiale del governo non è cambiata. Commerzbank non ha commentato, mentre Unicredit non ha fornito una risposta immediata.
La vendita rappresenterebbe comunque una netta inversione rispetto alla linea seguita finora da Berlino. Lo Stato tedesco è azionista di Commerz dai tempi del salvataggio durante la crisi finanziaria e per mesi si è opposto all’avanzata di UniCredit, criticando in particolare le modalità con cui il gruppo italiano ha costruito la propria partecipazione. Solo più recentemente il governo di Friedrich Merz ha attenuato la propria contrarietà, dopo che l’offerta pubblica di Unicredit ha consegnato alla banca italiana una maggioranza di fatto dei diritti di voto.
Una cessione della quota pubblica permetterebbe a Orcel di superare il 60% del capitale. Unicredit dovrebbe infatti arrivare poco sotto il 50% una volta acquisite le azioni apportate all’offerta conclusa a luglio, alla quale ha aderito il 17,6% degli azionisti Commerzbank. Se poi tutti i derivati venissero trasformati in azioni la quota potrebbe salire ulteriormente.
In cambio della vendita, Berlino potrebbe chiedere impegni sul mantenimento del ruolo di Commerz nel finanziamento dell’economia tedesca e sulla centralità di Francoforte come piazza finanziaria. Sarebbe un modo per preservare alcuni degli obiettivi industriali e politici del governo dopo che il tentativo di impedire il passaggio del controllo a Unicredit non ha prodotto risultati.
Resta però difficile trovare un compromesso tra Orcel e l’amministratore delegato di Commerz Bettina Orlopp. I due manager hanno recentemente avviato colloqui che potrebbero protrarsi per mesi. Le discussioni si sono concentrate finora soprattutto sulle conseguenze tecniche e regolamentari del cambio di controllo, mentre sulle scelte industriali le posizioni restano distanti.
Orlopp si oppone in particolare al progetto di Orcel di ridimensionare profondamente la rete internazionale di Commerzbank. Il numero uno di Unicredit ha in passato minacciato di sostituire l’attuale management, pur dichiarandosi disponibile a concessioni nei confronti del governo tedesco. (riproduzione riservata)