Come muoversi sui mercati oggi? I consigli dei ceo delle grandi banche Usa per non farsi male tra volatilità e rischio AI
Come muoversi sui mercati oggi? I consigli dei ceo delle grandi banche Usa per non farsi male tra volatilità e rischio AI
L’economia americana è ancora in salute e le borse hanno slancio. Ma gli amministratori delegati delle maggiori banche a stelle e strisce avvisano: è il momento di comprendere la nuova mappa del rischio

di di Marco Capponi 17/07/2026 20:00

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Nonostante il fallimento della tregua in Medio Oriente, i pericoli di strette monetarie da parte della Fed e i primi scricchiolii di un settore come quello dei semiconduttori per l’AI dopo anni di corsa senza sosta, la stagione delle trimestrali bancarie americane si è chiusa nel segno dei record. Specialmente per due voci di bilancio: advisory per le ipo e trading, sostenuto dai grandi volumi di compravendita di azioni nei giorni di maggiore volatilità.

I ceo delle grandi banche a stelle e strisce, forti dei loro risultati di bilancio, guardano al futuro con ottimismo, supportati dalla tenuta dei consumi e dalla solidità delle imprese statunitensi. Ma a fianco alla fiducia, trapela sempre più forte un elemento di cautela. E in particolare, una vera e propria nuova mappa del rischio, che fa da stella polare anche alle scelte di investimento. Ecco le prospettive dei ceo Jamie Dimon (Jp Morgan), David Solomon (Goldman Sachs), Brian Moynihan (Bank of America) e Mike Santomassimo (Wells Fargo), intervenuti ai microfoni di Cnbc.

Domanda. Qual è oggi lo stato di salute dell'economia americana?

Santomassimo. Dal nostro osservatorio registriamo una crescita diffusa in tutte le aree di business, sintomo di un contesto in cui sia le famiglie sia le imprese mostrano un’ottima capacità di tenuta. La crescita dei prestiti sta vivendo una normale moderazione fisiologica rispetto ai ritmi serrati di inizio anno, ma non ci sono fattori specifici che frenano la domanda.

Moynihan. Concordo pienamente. Il vero motore degli Stati Uniti rimane il consumatore. Monitorando i dati in tempo reale dei nostri 70 milioni di clienti, vediamo che il flusso di denaro complessivo cresce con forza. A giugno la spesa è salita del 6% su base annua e a luglio il trend si sta confermando. Un dato particolarmente incoraggiante è che le famiglie a basso reddito stanno registrando una crescita di salari e depositi che sta recuperando terreno rispetto alle fasce medie e alte.

Solomon. La nostra prospettiva si focalizza molto sulla domanda di capitale, che oggi è addirittura superiore alla capacità dell’industria finanziaria di soddisfarla. È un contesto estremamente robusto, caratterizzato da una forte ripresa delle operazioni di fusione e acquisizione da parte delle grandi aziende. Non temiamo la mancanza di risorse per finanziare gli investimenti: basti pensare che solo i fondi monetari Usa gestiscono circa 9 mila miliardi di dollari di liquidità pronta a essere impiegata.

Dimon. L’economia americana oggi resta molto forte. Le imprese continuano a crescere, gli utili sono in aumento e la disoccupazione rimane bassa. Per il momento il quadro è positivo. Tuttavia, non bisogna confondere la resilienza con l’assenza di rischi. Esiste sempre un possibile punto di rottura.

D. Inflazione, tenuta dei consumi, mercato del lavoro: c'è qualcuno di questi rischi che vi spaventa di più?

Santomassimo. Il mercato del lavoro solido è il vero collante del sistema: la maggior parte delle persone lavora e la crescita dei salari compensa l’aumento dei prezzi, sostenendo la capacità di spesa delle famiglie. Dal lato delle imprese, notiamo una saggia prudenza nella gestione delle scorte, degli investimenti e del debito, il che previene squilibri sistemici.

Solomon. Più che spaventarmi, credo sia importante riconoscere che i cicli economici e le fasi di discontinuità sono inevitabili: sarebbe del tutto irrealistico pensare il contrario. Tuttavia, ciò che riduce l’impatto di queste preoccupazioni è la natura stessa dell’economia americana, che ha dimostrato nel corso del tempo una straordinaria capacità di assorbire gli shock macroeconomici e ripartire rapidamente.

Moynihan. I problemi di accessibilità economica sono reali: alle persone non piacciono i prezzi della benzina, il costo della spesa alimentare resta alto e l’immobiliare è caro. Tuttavia, se guardiamo a ciò che i consumatori fanno anziché a ciò che dichiarano, vediamo che continuano a prenotare crociere, andare al ristorante e spendere per il tempo libero. Sul fronte inflazione il processo di discesa prosegue, anche se più lentamente del previsto. Serve pazienza: la Fed deve monitorare i dati senza fretta. I tassi rimarranno elevati per un po’, ma non credo dovranno salire ancora.

Dimon. Quello che sta accadendo oggi va ben oltre l’andamento dell’economia di quest’anno. La sicurezza nazionale è un presupposto indispensabile. Gli eventi degli ultimi anni, dall’invasione dell’Ucraina ai conflitti in Medio Oriente, ci hanno ricordato che il mondo non è un posto sicuro. Quello che mantiene il mondo più stabile è la leadership americana, sostenuta dalla forza militare degli Stati Uniti. Occorre quindi costruire capacità produttiva, rafforzare la filiera industriale e rendere più efficiente il sistema degli approvvigionamenti, così da essere pronti ad aumentare rapidamente la produzione quando necessario.

D. Qual è invece lo stato di salute del mercato azionario?

Solomon. È in corso una profonda trasformazione. Oggi vediamo colossi societari che vantano capitalizzazioni anche da 5 mila miliardi di dollari. È naturale che il loro fabbisogno di capitale sia enorme. Anche se il mercato delle quotazioni è tornato a essere dinamico, il numero complessivo delle ipo resta storicamente inferiore alla media degli ultimi dieci anni. La volatilità e le correzioni ci saranno sempre, ma i fondamentali continueranno ad alimentare la domanda di investimenti.

Santomassimo. Per quanto ci riguarda, la rimozione dell’asset cap ci ha permesso di espandere il nostro bilancio proprio nelle attività di mercato e nel corporate & investment banking. Abbiamo registrato una crescita molto rapida e, anche se i ritmi ora si normalizzeranno, continuiamo a vedere ottime prospettive grazie all’intensa attività che i nostri clienti stanno portando avanti sia sui mercati azionari sia su quelli obbligazionari.

Moynihan. L’attività sui mercati dei capitali è intensa. È in corso una massiccia pipeline di operazioni straordinarie e collocamenti. Certo, le valutazioni di borsa di alcune aziende possono apparire elevate in certi casi, ma dobbiamo saper distinguere le oscillazioni dei prezzi delle azioni dalla solidità dell’economia reale, che poggia su basi ben diverse e molto stabili.

Dimon. L’intelligenza artificiale rappresenta certamente uno dei motori della crescita del mercato azionario. Naturalmente tutte le aziende stanno cercando di capire quale sarà il ritorno economico dei grandi investimenti fatti dalle società del settore. Ma l’innovazione non riguarda soltanto l’AI: la vediamo nella manifattura, nell’agricoltura, nella sanità, nei nuovi materiali e in moltissimi altri settori.

D. A proposito di intelligenza artificiale: è davvero a rischio bolla?

Dimon. Certamente i prezzi degli asset stanno crescendo rapidamente e in molti si interrogano sui ritorni economici. Alcuni investimenti risponderanno a metriche classiche, altri saranno semplicemente indispensabili per non perdere competitività. Rimane il fatto che l’AI non è una moda passeggera, ma il motore della crescita futura.

Solomon. Anche io non credo che ci sia una bolla in atto. Siamo solo all’inizio di un ciclo di investimenti mastodontico. Il massiccio impiego di capitale per sviluppare l'AI non è speculazione, è la costruzione della tecnologia del futuro. Ovviamente il percorso non sarà lineare: i mercati si muovono velocemente e ci saranno correzioni. Ma se guardiamo a cinque anni da oggi, l’AI guiderà una crescita straordinaria e un aumento enorme della produttività aziendale.

Moynihan. Noi invece affrontiamo l'AI con pragmatismo. Ogni singolo investimento in tecnologia deve essere supportato da un business case preciso e da un ritorno economico misurabile. Sulle infrastrutture e sui data center legati all'AI siamo molto prudenti: analizziamo rigorosamente la qualità dei clienti e la sostenibilità economica dei progetti. (riproduzione riservata)