Cnh soffre anche nel 2026: l’utile delle macchine agricole controllate da Exor di John Elkann crolla del 90%
Cnh soffre anche nel 2026: l’utile delle macchine agricole controllate da Exor di John Elkann crolla del 90%
Utile quasi azzerato a 10 milioni di dollari, ricavi stabili a 3,8 miliardi e forte assorbimento di cassa. Cnh però conferma la guidance 2026 nonostante una domanda agricola debole

di Andrea Boeris 30/04/2026 12:20

Ftse Mib
48.246,12 17.40.00

+0,94%

Dax 30
24.292,38 18.00.00

+1,41%

Dow Jones
49.686,92 20.56.53

+1,69%

Nasdaq
24.892,24 20.51.56

+0,89%

Euro/Dollaro
1,1734 20.36.48

+0,04%

Spread
82,09 17.30.11

-2,29

Cnh Industrial apre il 2026 con risultati deboli, in linea con le attese, in un contesto ancora difficile per il settore delle macchine agricole. Il gruppo, di cui la holding Exor di John Elkann detiene il 26,9% del capitale e il 45,5% dei diritti di voto, ha chiuso il primo trimestre con un utile netto di 10 milioni di dollari, in forte calo (-92%) rispetto ai 132 milioni dello stesso periodo del 2025. L’utile netto adjusted si è attestato a 21 milioni, anch’esso in netto ridimensionamento su base annua.

Il fatturato è stabile, debole la generazione di cassa

I ricavi consolidati di Cnh, che è quotata soltanto a Wall Street, si sono fermati a 3,83 miliardi di dollari, sostanzialmente stabili rispetto al primo trimestre dello scorso anno, anche grazie a un effetto cambi favorevole. Le vendite nette delle attività industriali hanno raggiunto 3,17 miliardi, anch’esse in linea con il 2025.

Sul fronte della redditività per azione, l’utile diluito è stato pari a 0,01 dollari, contro gli 0,10 dollari registrati un anno fa. Più debole anche la generazione di cassa: il flusso di cassa operativo netto si è attestato a 35 milioni di dollari, mentre le attività industriali hanno registrato un assorbimento di free cash flow pari a 589 milioni nel trimestre.

Il ceo Marx: il contesto commerciale rimane complesso

Il ceo Gerrit Marx ha sottolineato come i risultati riflettano «una domanda storicamente debole per le macchine agricole in Nord America, un contesto commerciale complesso e difficoltà persistenti in Brasile», evidenziando però che la performance è risultata coerente con le aspettative del gruppo. Cnh ha puntato su una gestione prudente della produzione e delle scorte, mantenendo stabili gli stock nei canali distributivi e migliorando l’efficienza operativa, con benefici su prezzi e costi di prodotto. Secondo il management, il settore agricolo globale si trova nella fase più bassa dell’attuale ciclo, a condizione che le rotte commerciali restino aperte.

Anche se il contesto rimane quindi difficile e sfidante, il gruppo ha confermato la guidance per l’intero 2026, segnalando l’obiettivo di posizionarsi per una ripresa della domanda nei prossimi trimestri, facendo leva su innovazione tecnologica e qualità del prodotto. (riproduzione riservata)