Cnh, crolla l’utile (-35%), ma i ricavi sono in crescita. Riviste al rialzo le stime 2026: ecco perché
Cnh, crolla l’utile (-35%), ma i ricavi sono in crescita. Riviste al rialzo le stime 2026: ecco perché
La società delle macchine agricole e industriali controllata da Exor chiude il secondo trimestre con ricavi in aumento del 2% a 4,8 miliardi di dollari, mentre l’utile netto scende a 141 milioni 

di Andrea Boeris 03/08/2026 13:10

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Cnh Industrial chiude il secondo trimestre del 2026 con un utile in forte calo ma ricavi in crescita e con prospettive leggermente più favorevoli per il resto dell’anno. Il gruppo, di cui la holding Exor di John Elkann è il principale azionista con il 26,9% del capitale e il 45,5% dei diritti di voto, ha registrato un utile netto di 141 milioni di dollari, in flessione del 35% rispetto ai 217 milioni dello stesso periodo del 2025, mentre i ricavi consolidati sono aumentati del 2% a 4,8 miliardi di dollari.

L’utile netto adjusted è sceso da 216 a 161 milioni di dollari, mentre l’Eps diluito si è attestato a 0,11 dollari contro gli 0,17 dollari di un anno fa. Anche la redditività operativa si è ridotta: l’ebit adjusted delle attività industriali è diminuito del 25% a 167 milioni di dollari, con un margine sceso dal 5,6% al 4%.

L’agricoltura resta un settore debole

Il business agricolo continua a risentire della fase più difficile del ciclo. Le vendite del segmento Agriculture sono rimaste sostanzialmente stabili a 3,3 miliardi di dollari solo grazie agli aumenti di prezzo, che hanno compensato il calo dei volumi, soprattutto in Sud America. L’ebit adjusted della divisione è però crollato del 35% a 170 milioni, penalizzato dal peggior mix geografico, dall’impatto dei dazi, dall’aumento dei costi di ricerca e sviluppo e delle spese amministrative.

La domanda di macchinari agricoli resta debole nella maggior parte delle aree geografiche. In Nord America le vendite di trattori sono diminuite tra il 16% e il 17%, mentre in Europa, Medio Oriente e Africa il calo è stato dell’11%. Soltanto l’Asia-Pacifico ha mostrato una crescita della domanda di trattori, pari al 15%.

Va meglio invece il comparto Construction, che ha visto i ricavi crescere del 12% a 866 milioni di dollari grazie ai maggiori volumi in Nord America e al recupero di consegne rinviate nel primo trimestre. Anche in questo caso però l’ebit adjusted è sceso del 57%, fermandosi a 15 milioni di dollari, per effetto soprattutto dei dazi e dell’aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo.

Guidance rivista verso l’estremo superiore

Pur riconoscendo che gli agricoltori continuano a fare i conti con prezzi delle commodity contenuti, costi elevati e uno scenario commerciale ancora incerto, Cnh ha ristretto la guidance 2026 verso la parte alta degli intervalli comunicati in precedenza. Il gruppo, che è quotato a Wall Street, prevede ora vendite del segmento Agriculture sostanzialmente stabili rispetto al 2025, un margine ebit adjusted compreso tra il 5% e il 5,5%, mentre il business Construction dovrebbe registrare una crescita dei ricavi tra il 5% e il 10%, con un margine operativo tra l’1,8% e il 2,3%.

La società conferma inoltre un free cash flow industriale compreso tra 200 e 400 milioni di dollari e un utile per azione adjusted tra 0,41 e 0,46 dollari.

Marx: segnali positivi per il prossimo ciclo

«L’attività rimane nel punto più basso del ciclo agricolo, ma abbiamo continuato a eseguire con disciplina la nostra strategia», ha commentato il ceo Gerrit Marx. Secondo il manager iniziano a emergere alcuni indicatori costruttivi per il prossimo ciclo, tra cui la normalizzazione delle scorte presso i concessionari, l’invecchiamento del parco macchine agricolo e un migliore equilibrio tra i prezzi delle attrezzature nuove e usate. (riproduzione riservata)