Clima, il super El Niño surriscalda anche i mercati: perché caffè, cacao e rame rischiano una nuova impennata
Clima, il super El Niño surriscalda anche i mercati: perché caffè, cacao e rame rischiano una nuova impennata
Il fenomeno meteorologico rischia di aumentare gli eventi climatici estremi, minacciando colture sensibili come caffè e grano. Brevi periodi di caldo estremo possono causare perdite significative di raccolto e salgono i prezzi dei prodotti

di Alessandro Rigamonti 20/07/2026 13:05

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I mercati stanno sottovalutando gli effetti del cambiamento climatico. Questa l’opinione degli esperti del settore delle materie prime: le temperature più elevate, la siccità, le forti piogge e altri eventi meteorologici estremi sono destinati a stravolgere gli investimenti. 

Intervenendo al programma «Morning Call» della CnbcDan Leonard, direttore delle previsioni per gli Stati Uniti presso Metdesk, ha affermato che alcuni mercati potrebbero essere duramente colpiti, mentre altri, come quello del gas naturale, potrebbero subire un calo a causa di un inverno più mite.

Gli effetti del super El Niño

Il «colpevole» dell’acuirsi degli effetti del cambiamento climatico si chiama «El Niño». Questo è un fenomeno ciclico che si può verificare tra i due e i sette anni, quando le acque dell’Oceano Pacifico si surriscaldano in modo anomalo. Quando questo succede, avviene un maggior rilascio di vapore e calore nell’atmosfera, le temperature medie si alzano e gli eventi estremi si moltiplicano. Quest’anno si prevede che «El Niño», visto che la Terra è più calda del solito, avrà un effetto «super». 

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha definito il ritorno di questo fenomeno atmosferico come «benzina sul fuoco» per il Pianeta, già alle prese con i devastanti effetti del cambiamento climatico.

Le ripercussioni sul settore agricolo

Gli eventi climatici estremi avranno ripercussioni soprattutto sul settore agricolo. Come riportato da Cnbc, la banca Société Générale ha dichiarato che i prezzi delle materie prime agricole sono aumentati del 7% nel mese di luglio e che, nella terza settimana del mese, prodotti come cacao, caffè e grano, sono cresciuti dell'8%.

Secondo i dati del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, a maggio i prezzi dei prodotti alimentari sono aumentati del 3,1% su base annua. E quindi, un El Niño più intenso, potrebbe portare a maggiori rincari. Albert Chu, responsabile del portafoglio risorse naturali presso Man Group, ha scritto in una nota che i raccolti potrebbero diminuire tra il 5% e il 12% nelle regioni colpite da eventi climatici estremi. Ad esempio, si prospetta un calo della produzione di riso tra il 2% e l’8%, con un conseguente aumento dei prezzi.

Il continente più sensibile al surriscaldamento globale è l’Europa. In una nota, gli analisti di Bank of America hanno affermato che lo stress climatico sta diventando strutturale. Inoltre, il l’aumento delle temperature potrebbe danneggiare maggiormente le piantagioni di caffè, cacao, mais e grano: «Queste colture sono estremamente sensibili durante le fasi chiave del loro sviluppo, periodi in cui anche brevi periodi di caldo estremo possono causare perdite significative di raccolto», hanno osservato gli analisti di BofA, guidati dalla stratega delle materie prime Daryna Kovalska.

Infine, non solo le materie prime saranno colpite dal cambiamento climatico. Anche i metalli potrebbero risentire del surriscaldamento climatico: «La produzione di rame richiede un elevato consumo di acqua, e le condizioni di caldo o siccità possono ridurne drasticamente la disponibilità», ha detto Chu. 

«L’alluminio è un settore ad alto consumo energetico, ma in modo diverso: l’elettricità rappresenta il 30-40% dei costi di produzione e le fonderie dipendono da energia a basso costo, spesso idroelettrica. Il raffreddamento, la produzione alimentare e la crescita dell’intelligenza artificiale sono tutti destinati a competere sempre più duramente per le stesse scarse risorse idriche ed energetiche», ha concluso. (riproduzione riservata)