L’Ue avanza sull’euro digitale, in vista di un accordo nel trilogo Consiglio-Commissione-Parlamento atteso entro fine anno. Piero Cipollone, membro del board Bce, ha indicato al comitato esecutivo dell’Abi le «quattro questioni» in fase di discussione.
La prima riguarda il modello di compensazione, ovvero le commissioni che i commercianti dovranno pagare alle banche nelle transazioni con euro digitali. I legislatori Ue hanno proposto per un periodo transitorio un massimale medio nell’area euro, calcolato in base ai mezzi di pagamento digitali comparabili.
«Le posizioni lasciano spazio a un accordo su un modello di compensazione che avvantaggi tutte le parti del mercato», ha detto Cipollone. «Un massimale medio a livello dell’intera area dell'euro è importante, in particolare per tutelare gli esercenti di minore dimensione e preservare un quadro europeo coerente».
Sulla materia le negoziazioni sono andate avanti anche negli ultimi giorni. Gli istituti vorrebbero mantenere le fee il più possibile al livello attuale, mentre gli esercenti spingono per un azzeramento delle commissioni per alcune tipologie di transazioni, in particolare quelle di importo ridotto.
Come indicato su MF-Milano Finanza del 12 ottobre, è probabile che sul tema si arrivi a una soluzione intermedia tra i testi del Consiglio e del Parlamento: si dovrebbe varare così un tetto unico europeo alle commissioni per gli esercenti e inoltre si dovrebbe introdurre una clausola di non peggioramento (no worse off) per i commercianti che oggi hanno commissioni più basse della media (come accade per quelli di grandi dimensioni).
In sostanza, con l’euro digitale i grandi distributori non avrebbero condizioni peggiori di quelle sui sistemi di pagamento attuali, mentre i piccoli esercenti ne potrebbero ottenere di migliori.
Il secondo punto evidenziato da Cipollone riguarda le modalità di introduzione dell'euro digitale. Il banchiere centrale ha chiarito che la Bce «renderà disponibili per la prima emissione le specifiche necessarie per il commercio elettronico, i punti vendita e i pagamenti tra persone». Non è esclusa però un’estensione graduale dell’accettazione presso i punti vendita fisici che «terrebbe conto del tempo e degli investimenti necessari agli esercenti e agli acquirer per adeguare i sistemi». Allo stesso modo, ha aggiunto Cipollone, «potrebbe essere necessario introdurre progressivamente la conversione del contante tramite gli sportelli automatici».
Sulla distribuzione dell'euro digitale, ha osservato Cipollone, si sta discutendo su quali soggetti saranno designati dagli Stati per fornire i servizi in euro digitali alle persone prive di un conto bancario.
In questo contesto, come indicato nei giorni scorsi su MF-Milano Finanza, le negoziazioni affronteranno anche il tema dell’app: le banche europee preferiscono che i clienti usino l’euro digitale soltanto attraverso le applicazioni degli stessi istituti, senza l’obbligo di dare accesso a quella che sarà creata dell’Eurosistema.
Gli istituti vorrebbero avere la gestione completa delle transazioni, mentre la Bce spinge per allargare l’uso a ogni tipo di categoria attraverso la creazione di un’app con gli standard più elevati di inclusività, superiori a quelli dell’European Accessibility Act.
Il quarto punto citato da Cipollone riguarda infine «le eccezioni agli obblighi di accettazione da parte dei commercianti». L’obbligo dovrebbe essere rivolto a chi già oggi accetta pagamenti digitali, con possibile esclusione per esempio di fiere o venditori dove si possono usare comunque i contanti come moneta di banca centrale.
Parlando ai banchieri, Cipollone ha inoltre sottolineato l’opportunità per gli istituti della tokenizzazione, ovvero della creazione di rappresentazioni digitali di asset su blockchain: «Le banche sono chiamate a svolgere un ruolo importante». Il membro Bce ha perciò invitato gli istituti a utilizzare il progetto Pontes che è la soluzione dell’Eurosistema per consentire transazioni wholesale su Dlt con moneta di banca centrale. (riproduzione riservata)