Dopo il selloff a Wall Street sempre a causa della paura che l’AI metta in ginocchio l’economia tradizionale (ieri è stato colpito il settore immobiliare), l’Asia viaggia in deciso rosso, venerdì 12 febbraio. Alle ore 7:30 italiane il Nikkei cede l’1%, l’Hang Seng oltre il 2%, Shanghai l’1%, mentre sono ancora in calo i futures su Wall Street.
I nuovi tool di AI hanno mandato l’S&P 500 in rosso per la terza seduta consecutiva, mentre il Nasdaq ha perso il 2%. Il Dow Jones Industrial Average ha ceduto l’1,3%, trascinato al ribasso da Cisco Systems, caduta del 12% dopo aver fornito una guidance deludente per il trimestre in corso. Alcuni segmenti del mercato azionario (settore finanziario e software) sono stati duramente colpiti quest’anno dal lancio di strumenti di AI che minacciano di automatizzare attività svolte da alcune aziende — o quantomeno di comprimere i margini di profitto.
I titoli di diverse società di autotrasporto, logistica sono scesi per i timori che i nuovi strumenti di AI possano ridurre drasticamente le inefficienze nel trasporto merci, con un conseguente calo della domanda per i servizi del settore. Anche titoli software come Palantir Technologies e Autodesk hanno perso terreno, penalizzati nelle ultime settimane dalle preoccupazioni per possibili effetti dirompenti dell’AI.
Colpiti anche i titoli immobiliari e finanziari, con i broker del real estate commerciale (Cbre -9%) che hanno esteso le perdite per il secondo giorno consecutivo. Gli investitori asiatici monitorano eventuali effetti di contagio. Taiwan — uno dei mercati più rilevanti nell’ambito dell’AI — è chiusa venerdì per le festività del Capodanno lunare.
In Asia sono scesi i titoli IT giapponesi e indiani: Trend Micro e NS Solutions hanno perso rispettivamente il 4,5% e il 2,9%. In India, Tata Consultancy Services ha ceduto il 4,6%, mentre Infosys è scesa del 6%.
In calo anche i tecnologici cinesi: Alibaba ha perso il 2,2% e Baidu quasi il 4%. Il colosso tech Meituan ha lasciato sul terreno il 4,5%.
A Hong Kong, Zhipu AI, che scambia con il nome Knowledge Atlas Technology, ha esteso il rally venerdì, salendo del 16% dopo il balzo di quasi il 30% di giovedì, sostenuta dall’entusiasmo degli investitori per il nuovo modello open-source GLM-5. MiniMax ha guadagnato oltre l’11%, proseguendo i rialzi della seduta precedente, mentre il momentum attorno al modello aggiornato M2.5 e ai nuovi strumenti di AI agent ha continuato ad alimentare gli acquisti. Le azioni di Beijing Haizhi Technology Group sono balzate di oltre il 260% dopo un’ipo da 97 milioni di dollari.
I prezzi delle nuove abitazioni in 70 città cinesi sono scesi del 3,1% su base annua a gennaio 2026, ampliando il calo del 2,7% registrato a dicembre. Si tratta della flessione più marcata dallo scorso giugno, a conferma delle difficoltà di Pechino nel stabilizzare la crisi. Su base mensile, i prezzi sono diminuiti dello 0,4% per il terzo mese consecutivo.
Il Bitcoin è sceso intorno ai 66.000 dollari venerdì, cancellando gran parte dei recenti guadagni mentre le criptovalute tornano sotto pressione. Il ribasso segue l’avvertimento di Standard Chartered su possibili ulteriori debolezze e ai risultati deludenti di Coinbase. Il calo, che ha visto il Bitcoin scendere sotto quota 66.000 dollari dopo un breve rally, è stato accompagnato dalla flessione delle principali altcoin come Ethereum e Solana. (riproduzione riservata)